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    10 marzo 1946: primo voto delle donne italiane alle elezioni amministrative

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    Italia, 10 marzo 1946: in Italia le donne si recano, per la prima volta, al seggio elettorale. Fonte: www.vaticannews.va

    A cura redazione BLOG Giano PH

    Il 10 marzo 1946 le donne italiane votarono per la prima volta alle urne in occasione delle elezioni amministrative in numerosi comuni italiani dopo la fine della Seconda guerra mondiale, grazie all’introduzione del suffragio universale. In quel giorno si svolse la prima tornata di elezioni amministrative in 436 comuni italiane, e per la prima volta anche le donne poterono votare e, se in possesso dei requisiti, essere elette nei consigli comunali.

    Le elezioni amministrative del 1946 si tennero in diverse tornate tra 10 marzo e 7 aprile 1946 e rappresentarono il primo test significativo del voto femminile in Italia dopo la caduta del fascismo.

    Decreto legislativo luogotenenziale del 1° febbraio 1945: diritto di voto alle donne

    Contenuto del decreto

    Il 1° febbraio 1945 (pubblicazione ufficiale del decreto legislativo luogotenenziale n. 23) rappresenta la data in cui l’Italia riconobbe formalmente il diritto di voto alle donne. Il decreto fu approvato dal Governo Italiano (Consiglio dei Ministri) su proposta di figure chiave come Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi, nell’ultimo anno della Seconda guerra mondiale e subito dopo la Liberazione.

    Elettorato attivo e passivo

    • Elettorato attivo: il decreto del 1° febbraio 1945 conferì alle donne italiane il diritto di voto attivo — cioè il diritto di andare alle urne e votare — a partire dai 21 anni. Tuttavia non includeva inizialmente l’elettorato passivo (cioè la possibilità di essere elette).
    • Elettorato passivo: la possibilità per le donne di essere elette (elettorato passivo) fu sancita successivamente, con il decreto legislativo luogotenenziale del 10 marzo 1946 n. 74, che completò il quadro legale sfruttando la stessa tornata elettorale delle amministrative. In base a questo decreto, le donne maggiori di 25 anni potevano anche essere candidate e elette.
    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

    Testi ufficiali dei decreti

    Decreto legislativo luogotenenziale 1° febbraio 1945, n. 23

    (“Estensione alle donne del diritto di voto”)

    Il decreto fu emanato dal governo presieduto da Ivanoe Bonomi durante la Luogotenenza del Regno (Umberto di Savoia).

    Estratto essenziale:

    Art. 1 – Il diritto di voto è esteso alle donne che abbiano compiuto il ventunesimo anno di età.

    Il decreto riconosceva quindi l’elettorato attivo (diritto di votare), ma non ancora quello passivo (diritto di essere elette).

    Fu pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n. 23 del 2 febbraio 1945.


    Decreto legislativo luogotenenziale 10 marzo 1946, n. 74

    Questo decreto completò il precedente, stabilendo che:

    Sono eleggibili all’Assemblea Costituente i cittadini e le cittadine italiane che abbiano compiuto il venticinquesimo anno di età.

    Qui viene riconosciuto formalmente l’elettorato passivo femminile, permettendo alle donne di candidarsi ed essere elette.

    Grazie a questo decreto, il 2 giugno 1946 furono elette 21 donne all’Assemblea Costituente (le cosiddette Madri Costituenti).
    Le 21 Madri Costituenti: Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra, Teresa Noce, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio.


    10 marzo 1946: dove votarono le donne?

    Il 10 marzo 1946 si tenne la prima tornata delle elezioni amministrative in 436 comuni italiani, distribuiti soprattutto nelle regioni del Centro-Nord già liberate. Le votazioni proseguirono in diverse date fino al 7 aprile 1946.

    Fu il primo esercizio concreto del suffragio universale femminile in Italia.


    Commento storico approfondito

    Il riconoscimento del voto alle donne italiane arrivò tardivamente rispetto ad altri Paesi europei:

    • 1893: Nuova Zelanda
    • 1918: Regno Unito (parziale)
    • 1944: Francia
    • 1945: Italia

    Durante il fascismo (1922–1943) il problema del suffragio femminile non si pose concretamente, poiché il regime aveva abolito la competizione elettorale democratica.

    Il diritto di voto femminile fu il risultato di:

    • Il contributo delle donne nella Resistenza
    • Il lavoro politico delle organizzazioni femminili come:
      • l’UDI (Unione Donne Italiane)
      • il CIF (Centro Italiano Femminile)

    Il voto del 1946 segnò:

    • L’ingresso pieno delle donne nella cittadinanza politica
    • La nascita della Repubblica
    • La partecipazione femminile alla stesura della Costituzione

    All’Assemblea Costituente, figure come Nilde Iotti, Teresa Mattei e Lina Merlin contribuirono in modo decisivo agli articoli sull’uguaglianza (artt. 3, 29, 37, 48 della Costituzione).


    Bibliografia accademica

    Ecco testi affidabili per un approfondimento storico-scientifico:

    • Le italiane al voto, di Bruna Bianchi, Laterza.
    • Donne e politica, di Annamaria Galoppini, Editori Riuniti.
    • Le donne e la Costituente, Il Mulino.
    • Storia delle donne in Italia, Laterza (opera collettiva).
    • La Repubblica delle donne, Donzelli.

    In sintesi (schema riassuntivo)

    Data Evento Contenuto
    1 febbraio 1945 Decreto n. 23 Elettorato attivo alle donne (21 anni)
    10 marzo 1946 Decreto n. 74 Elettorato passivo (25 anni)
    10 marzo 1946 Elezioni amministrative Primo voto femminile
    2 giugno 1946 Referendum e Costituente Prime donne elette

    Perché è storicamente importante

    Questo passaggio legislativo e politico rappresenta una pietra miliare nella storia italiana dei diritti civili:

    • Porta al pieno esercizio della cittadinanza politica per le donne italiane;
    • Contribuisce al clima democratico che condurrà poi alle elezioni del 2 giugno 1946, con il referendum istituzionale e l’elezione dell’Assemblea Costituente in cui numerose donne saranno elette e daranno contributi fondamentali alla Costituzione italiana.

    Elezioni amministrative del 10 marzo 1946 (Istituto Luce)


    Bibliografia e fonti principali

    Fonti primarie e enciclopediche

    • Wikipedia, voce 1946 Italian local elections — informazioni sulle elezioni amministrative e primo voto femminile.(Wikipedia)
    • Wikipedia, voce Suffragio femminile in Italia — storia del suffragio femminile e dei decreti del 1945 e 1946.(Wikipedia)

    Articoli italiani

    • “10 marzo 1946: le donne votano per la prima volta in Italia”, Vatican News (storia dell’evento).(Vatican News)
    • “1 febbraio 1945, l’Italia riconosce il diritto di voto alle donne”, La Nazione (contesto e contenuto del decreto).(La Nazione)
    • “10 marzo 1946, le donne finalmente al voto”, iO Donna (approfondimento storico-culturale).(iodonna.it)

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