“Voci dalla Storia” è un progetto di podcast e Public History che restituisce voce e presenza alle donne decorate con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, protagoniste straordinarie – e troppo spesso dimenticate – del nostro passato.
Attraverso lo strumento delle “interviste impossibili”, il podcast dà vita a un dialogo diretto con loro. Ogni puntata intreccia rigore scientifico e forza narrativa, riattivando la memoria storica a partire da fonti d’archivio, diari, lettere e documenti ufficiali. Un viaggio sonoro per riscoprire chi ha scritto la storia d’Italia. Il podcast è provvisto di sottotitoli.
Le origini, l’Archivio di Stato e il trauma delle leggi razziali
Anna Maria Enriques Agnoletti nasce a Bologna il 14 settembre 1907. Cresce in un ambiente familiare di altissimo profilo intellettuale: il padre, Paolo Enriques, è un noto biologo e docente universitario (fratello del celebre matematico Federigo Enriques), mentre la madre è Clotilde Agnoletti Fusconi. Dopo la tragica e prematura scomparsa del padre nel 1932 in un incidente stradale, Anna Maria si stabilisce a Firenze. Lì completa gli studi superiori e si laurea in Lettere con il massimo dei voti e la lode nel 1930.
Nel 1932 vince il concorso ed entra come archivista paleografa presso l’Archivio di Stato di Firenze. Per sei anni si dedica con passione alla ricerca scientifica, pubblicando importanti saggi e curando edizioni critiche di documenti medievali, diventando una figura stimata nel panorama culturale fiorentino.
La sua vita subisce una brutale e drammatica virata il 7 settembre 1938 con la promulgazione delle leggi razziali fasciste (R.D.L. n. 1381). Sebbene Anna Maria sia di religione cattolica e profondamente credente, la legge del regime definisce l’appartenenza “razziale” su base puramente biologica ed ereditaria (art. 2: «è considerato ebreo colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se egli professi religione diversa»). In quanto figlia di ebrei, viene immediatamente licenziata dall’Archivio di Stato ed espulsa dalla pubblica amministrazione.
Foto e documenti di Anna Maria ENRIQUEZ AGNOLETTI (Fonte La rete e Archivi di Stato)
Il rifugio in Vaticano e la nascita delle reti clandestine
Rimasta disoccupata e isolata, Anna Maria trova un aiuto provvidenziale in Giorgio La Pira (futuro “sindaco santo” di Firenze). Grazie al suo intervento e alla protezione della Santa Sede, nel 1939 ottiene un impiego come catalogatrice presso la Biblioteca Apostolica Vaticana a Roma.
Questo trasferimento tra Firenze e Roma segna l’inizio della sua duplice attività clandestina. A Roma, Anna Maria entra in contatto con il Fronte Militare Clandestino guidato dal colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo; a Firenze, diventa una figura chiave del Movimento Cristiano Sociale (fondato da Gerardo Bruni), formazione che univa l’ispirazione evangelica alle istanze di giustizia sociale del socialismo.
[IL CROCEVIA DELL'INTELLIGENCE: ROMA-FIRENZE]
FIRENZE CLANDESTINA (Movimento Cristiano Sociale)
• Coordinamento bande toscane (Lucca, Livorno, Siena)
• Assistenza a profughi ebrei (documenti falsi)
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│ (Scambio dati, fondi e ordini)
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ROMA OCCUPATA (Fronte Militare Clandestino / Vaticano)
• Collegamento con i Comandi Alleati
• Raccolta informazioni militari strategiche
Una centrale operativa per la Toscana: il coordinamento internazionale
All’indomani dell’8 settembre 1943, il ruolo di Anna Maria si fa imponente. Sfruttando la sua insospettabilità e la sua rete di contatti, diventa il vero terminale organizzativo della Resistenza toscana. A lei fanno capo:
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I gruppi clandestini del Partito Cristiano e del Movimento Cristiano Sociale.
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Le formazioni partigiane operanti nel Livornese, nella Lucchesia, in Val d’Orcia e in Val di Chiana.
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Bande miste formate da partigiani italiani, ex prigionieri alleati britannici fuggiti dai campi di concentramento e gruppi di partigiani jugoslavi rifugiatisi a Firenze.
Anna Maria si trasforma in un ufficiale di collegamento a tutto tondo: gestisce i soccorsi finanziari inviati da Roma, falsifica documenti di ogni specie per salvare ebrei, ricercati politici e militari sbandati, e soprattutto fa trasmettere informazioni militari di vitale importanza strategica ai Comandi Alleati oltre la linea del fronte.
Il tradimento, la banda Carità e il martirio a Cercina
Come per molti esponenti dell’intelligence partigiana, la caduta è provocata dall’infiltrazione e dal tradimento. Il 15 maggio 1944, a seguito di una delazione, Anna Maria viene arrestata dai fascisti della famigerata Banda Carità (il Reparto Servizi Speciali) insieme alla madre Clotilde.
Rinchiusa a Villa Triste, il centro di tortura di via Bolognese a Firenze, Anna Maria viene sottoposta per quasi un mese a interrogatori devastanti. I fascisti e le SS vogliono smantellare l’intera rete di collegamento toscana. Nonostante le violenze fisiche e psicologiche e la minaccia di ritorsioni sulla madre, la sua tenuta morale è incrollabile: Anna Maria non rivela un solo nome, salvando decine di vite.
Il 12 giugno 1944, constatata l’inutilità delle torture, le SS la conducono sul greto del torrente Terzolle, in località Cercina (nel comune di Sesto Fiorentino). Lì viene fucilata insieme ad altri cinque patrioti, tra cui il capitano della Regia Aeronautica Italo Piccagli (capo dell’organizzazione radio clandestina Radio CORA, anch’egli insignito di Medaglia d’Oro).
Public History: La memoria della dignità civile
Nel dopoguerra, la figura di Anna Maria Enriques Agnoletti è stata immediatamente riconosciuta come uno dei simboli più puri della Resistenza intellettuale ed etica del Paese:
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Il Massimo Onore: Le è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, quale riconoscimento del suo ruolo di primo piano nell’intelligence e della sua straordinaria fermezza sotto tortura.
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La stampa del riscatto: Subito dopo la Liberazione, la sua figura è stata celebrata dai primi organi di stampa liberi, come La Nazione del Popolo di Firenze e L’Azione di Roma, che ne hanno evidenziato la duplice veste di vittima del razzismo di Stato e di eroina cosciente della libertà.
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I Luoghi della Memoria: Le sue spoglie riposano nel Cimitero Monumentale di Trespiano (FI), nel Famedio dei Caduti della Resistenza. A lei il Comune di Firenze ha intitolato una via e il Comune di Sesto Fiorentino ha dedicato un monumento nel luogo esatto del martirio a Cercina. A Campi Bisenzio, inoltre, porta il suo nome un importante Liceo Scientifico, perpetuando il suo legame con il mondo della cultura e dei giovani.
Bibliografia di riferimento (per approfondire)
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Agnoletti, Enzo Enriques, La Resistenza a Firenze. Cronache e documenti, Firenze, La Nuova Italia, 1977. (Scritto dal fratello di Anna Maria, figura di spicco del Pd’A, unisce memoria familiare e rigore documentario).
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Bruni, Gerardo, Anna Maria Enriques Agnoletti e il Movimento Cristiano Sociale a Firenze, Firenze, Edizioni Cultura, 1955.
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Francovich, Carlo, La Resistenza a Firenze, Firenze, La Nuova Italia, 1962. (Testo classico imprescindibile per comprendere la rete dei comitati clandestini toscani).
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Palla, Marco (a cura di), Storia della Resistenza in Toscana, 2 voll., Firenze, Le Lettere, 2006-2009.
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Collotti, Enzo, Le leggi razziali in Italia e l’espulsione degli ebrei dai beni culturali e dalla ricerca, in “Rassegna degli Archivi di Stato”, n.s., a. I, n. 1-2, 2005. (Specifico sul licenziamento di Anna Maria e degli altri funzionari pubblici).
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Portale “Storia e Memoria di Firenze” e dizionario biografico dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana (ISRT), schede documentarie sul caso di Villa Triste e Radio CORA.
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