“Voci dalla Storia” è un progetto di podcast e Public History che restituisce voce e presenza alle donne decorate con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, protagoniste straordinarie – e troppo spesso dimenticate – del nostro passato.
Attraverso lo strumento delle “interviste improbabili”, il podcast dà vita a un dialogo diretto con loro. Ogni puntata intreccia rigore scientifico e forza narrativa, riattivando la memoria storica a partire da fonti d’archivio, diari, lettere e documenti ufficiali. Un viaggio sonoro per riscoprire chi ha scritto la storia d’Italia. Il podcast è provvisto di sottotitoli.
Le radici intellettuali e la vocazione assistenziale
Maria Assunta Lorenzoni – che tutti chiameranno sempre Tina – nasce a Macerata il 15 agosto 1918. Cresce in un ambiente familiare caratterizzato da un altissimo profilo accademico e civile: il padre, Giovanni Lorenzoni, è professore emerito di Economia e Statistica presso la Regia Università di Firenze e stimato Segretario generale dell’Istituto Internazionale di Agricoltura a Roma; la madre è Ida Bazzanella. Insieme al fratello maggiore Piero (nato nel 1915), Tina riceve un’educazione improntata al rigore morale e alla dedizione verso il prossimo.
Iscritta alla Facoltà di Magistero di Firenze, Tina decide di spendersi attivamente nel corso del secondo conflitto mondiale entrando nel corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana. È proprio l’esperienza da crocerossina a metterla a contatto diretto con le sofferenze della guerra e, all’indomani del collasso dello Stato l’8 settembre 1943, a spingerla verso la scelta della Resistenza.
Foto e documenti di Maria Assunta LORENZONI (Fonte La rete e Archivi di Stato)
La sigla “S.C. 28”: spionaggio e salvataggio tra Firenze e Milano
A Firenze l’antifascismo è un mosaico complesso. Tina decide di non legarsi a una specifica fazione di partito, ma entra in una delle formazioni autonome che successivamente confluiranno nella V Brigata della 1ª Divisione “Giustizia e Libertà”. Questa specifica unità si caratterizzerà per una forte impronta patriottica e rigorosamente apolitica (composta da militari, intellettuali e professionisti), mantenendo tale status fino al suo scioglimento nel settembre 1944.
Inquadrata nell’Ufficio Informazioni della Brigata con la sigla cifrata S.C. 28, Tina assume il ruolo di capo del servizio informazioni femminile. La sua divisa da crocerossina e la sua insospettabile identità di studentessa universitaria diventano la copertura perfetta per muoversi in tutto il centro-nord Italia.
Il suo raggio d’azione si estende ben oltre i confini toscani: si reca ripetutamente a Milano e in altre località settentrionali per tessere le fila di nuovi gruppi di informazione. Parallelamente all’intelligence militare, Tina coordina una fitta rete di soccorso umanitario, falsificando documenti e pianificando percorsi clandestini che consentono l’espatrio in Svizzera e il salvataggio di decine di profughi ebrei e perseguitati politici.
[LA RETE DI INTELLIGENCE DELLA BRIGATA V]
│
[Ufficio Informazioni Clandestino]
│
▼
[Tina Lorenzoni / "S.C. 28"]
(Capo del servizio informazioni femminile)
│
┌────────────────┴────────────────┐
▼ ▼
[Intelligence Militare] [Rete Umanitaria]
(Raccolta dati per gli Alleati) (Espatrio ebrei e ricercati)
│ │
▼ ▼
[Firenze / Linea del Mugnone] [Asse Firenze - Milano - Svizzera]
L’agosto 1944: la battaglia di Firenze e il sacrificio dei Lorenzoni
Nell’agosto del 1944, Firenze diventa il teatro di una feroce guerra urbana. La città è spaccata in due dalla Linea Gotica: gli Alleati premono da sud, mentre i cecchini fascisti (i “franchi tiratori”) e le retroguardie tedesche tengono il centro e i quartieri settentrionali, attestandosi lungo la linea del torrente Mugnone e del fiume Arno.
In questo scenario apocalittico, “S.C. 28” compie missioni al limite dell’impossibile. Attraversa più volte le linee del fuoco per raccogliere informazioni fresche sulle postazioni dei nidi di mitragliatrici e dei campi minati tedeschi, consegnando i dati ai comandi delle truppe canadesi e britanniche in avanzata.
Durante uno di questi tentativi di infiltrazione oltre il Mugnone, Tina viene intercettata e arrestata dalle SS. Viene rinchiusa provvisoriamente nella cantina di Villa Cisterna, in via di Santa Marta, un edificio requisito dai comandi tedeschi e trasformato in centro di interrogatorio. Il 21 agosto 1944, intuendo che il suo destino è segnato e nel disperato tentativo di non cedere ai toruratori per non tradire la sua rete, Tina tenta la fuga durante un drammatico interrogatorio. Viene falciata sul colpo da una raffica di mitra tedesco. Ha appena compiuto 26 anni.
La tragedia dei Lorenzoni si compie poche ore dopo, assumendo i contorni di una vera e propria tragedia greca. Il padre, l’anziano professor Giovanni Lorenzoni, appresa la notizia della cattura dell’amata figlia, rifiuta di mettersi al sicuro. Sfidando i bandi nazisti, si incammina da solo oltre la linea di fuoco nel disperato tentativo di ritrovarla o di trattare la sua liberazione. Catturato a sua volta dai tedeschi, viene fucilata il giorno successivo, il 22 agosto 1944.
Public History: Il vuoto familiare e il riscatto della memoria
Nel secondo dopoguerra, la memoria di Tina Lorenzoni è stata custodita dalla madre superstite, Ida Bazzanella, la quale, rimasta sola dopo la perdita del marito e della figlia, trovò impiego presso l’Assistenza sociale della Prefettura di Firenze, continuando idealmente la vocazione al servizio civile che era stata di Tina.
Dal punto di vista della memoria pubblica nazionale, la figura di Tina rappresenta la sintesi perfetta tra l’eroismo militare e la neutralità protettiva dell’assistenza medica:
-
Il Massimo Onore: Alla sua memoria è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare, una delle pochissime concesse a donne appartenenti alle formazioni autonome e apolitiche.
-
La Toponomastica: Il Comune di Firenze ha perpetuato il suo ricordo intitolandole una via (Viale Tina Lorenzoni) nei pressi della zona dove si consumò il suo sacrificio, e apponendo lapidi commemorative a Villa Cisterna.
-
Il Monumento delle Crocerossine: Il suo nome figura tra le eroine iscritte nel libro d’oro del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, simbolo di un’istituzione che seppe scegliere la via della Resistenza umanitaria e civile contro la barbarie nazifascista.
Bibliografia di riferimento (per approfondire)
-
Francovich, Carlo, La Resistenza a Firenze, Firenze, La Nuova Italia, 1962. (Testo fondamentale per comprendere la mappa delle brigate e delle divisioni “Giustizia e Libertà” operanti in città).
-
Palla, Marco (a cura di), Firenze in guerra: 1940-1944, Firenze, Leo S. Olschki, 1993.
-
AA.VV., Le donne fiorentine nella Resistenza, a cura dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana (ISRT), Firenze, 1980.
-
Croce Rossa Italiana, Le infermiere volontarie della C.R.I. nella Resistenza e nella guerra di Liberazione, Roma, Edizioni CRI, 1975.
-
Banca dati del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia, Roma, foglio matricolare e scheda biografica ufficiale di Maria Assunta (Tina) Lorenzoni (aggiornato sui documenti del luglio 1945).
-
Archivio Storico dell’Università degli Studi di Firenze, Fondo Facoltà di Magistero, fascicolo dello studente “Lorenzoni Maria Assunta”.
Clicca sulla locandina per accedere alla pagina dedicata


































