“Voci dalla Storia” è un progetto di podcast e Public History che restituisce voce e presenza alle donne decorate con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, protagoniste straordinarie – e troppo spesso dimenticate – del nostro passato.
Attraverso lo strumento delle “interviste impossibili”, il podcast dà vita a un dialogo diretto con loro. Ogni puntata intreccia rigore scientifico e forza narrativa, riattivando la memoria storica a partire da fonti d’archivio, diari, lettere e documenti ufficiali. Un viaggio sonoro per riscoprire chi ha scritto la storia d’Italia. Il podcast è provvisto di sottotitoli.
Le radici osovane e il trauma del fratello Renato
Paola Del Din nasce a Pieve di Cadore (BL) il 22 agosto 1923, figlia di Prospero Del Din, ufficiale degli Alpini. Cresciuta in un ambiente intriso di amor di patria e rigore morale, Paola si trova a Udine all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943. La scelta di campo è immediata e condivisa con il fratello Renato, ex allievo della prestigiosa Scuola Militare di Milano (oggi Teulié).
Insieme, i due fratelli entrano nelle file della Resistenza friulana, schierandosi con le neonate Brigate Osoppo, formazioni di orientamento cattolico, liberale e socialista che rifiutavano l’egemonia comunista e combattevano sotto il tricolore. Paola assume il nome di battaglia “Renata”, operando inizialmente come staffetta, corriere e informatrice nell’altamente militarizzata Zona d’Operazioni del Litorale Adriatico (OZAK).
Il 25 aprile 1944, il fratello Renato cade gloriosamente a Tolmezzo durante un temerario attacco alla caserma della milizia fascista. Il dolore per la perdita del fratello, anziché piegarla, cementa la determinazione di Paola, che decide di raccoglierne l’eredità militare e lo stesso nome, diventando per tutti la nuova “Renata”.
Foto e documenti di Paola Del DIN (Fonte La rete e Archivi di Stato)
La traversata della Linea Gotica e il volo su Brindisi
Nell’estate del 1944, il comando della “Osoppo” riceve una richiesta cruciale da parte dei servizi segreti alleati: occorre trasportare urgentemente oltre le linee di combattimento un plico di documenti riservati sull’ordine di battaglia tedesco in Friuli. Paola si offre volontaria.
Inizia così un’epica traversata a piedi e con mezzi di fortuna attraverso l’Italia centrale devastata dalla guerra. Supera i controlli nazisti, attraversa la Linea Gotica e riesce a raggiungere Firenze, da poco liberata dagli Alleati, consegnando intatti i documenti strategici.
Il suo coraggio impressiona gli ufficiali della No. 1 Special Force britannica (la sezione del SOE operante in Italia). Anziché essere messa al sicuro, Paola chiede di tornare a combattere nel nord. Per farlo nel modo più rapido ed efficace, accetta di sottoporsi a un duro addestramento militare a Brindisi: impara a usare le armi, i codici cifrati e, soprattutto, a paracadutarsi.
9 aprile 1945: La prima donna paracadutista in missione di guerra
La notte del 9 aprile 1945, mentre scatta l’offensiva finale alleata in Italia, Paola Del Din si imbarca su un bombardiere americano. È l’unica donna a compiere un lancio di guerra dietro le linee nemiche nel contesto della Resistenza italiana. Il suo obiettivo è prendere contatto con la missione alleata “Bigelow” e coordinare le azioni della “Osoppo” per evitare che i tedeschi in ritirata distruggano le infrastrutture strategiche del Friuli.
L’atterraggio nelle campagne friulane è drammatico: a causa dell’oscurità e del terreno sconnesso, Paola si frattura una caviglia. Nonostante il dolore acuto e l’impossibilità di camminare normalmente, riesce a trascinarsi, a nascondere il paracadute e a mettersi in contatto con i partigiani. Nei giorni successivi, attraversando ripetutamente le linee di fuoco tra le retroguardie tedesche e le avanguardie alleate, porta a termine la sua missione informativa, contribuendo direttamente alla liberazione della sua terra.
Il dopoguerra: la cultura come strumento di libertà
Conclusa la guerra, Paola Del Din applica lo stesso rigore dimostrato in battaglia negli studi e nella società civile. È una delle prime donne della sua generazione a intraprendere un percorso accademico internazionale:
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La laurea e l’emigrazione: Si laurea in Lettere all’Università di Padova nel dopoguerra. Poco dopo, vince una prestigiosa borsa di studio Fulbright e si trasferisce negli Stati Uniti.
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Il Master alla Pennsylvania: Consegue il titolo di Master of Arts presso la celebre University of Pennsylvania, specializzandosi in letteratura.
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Il ritorno e la scuola pubblica: Rifiutando le offerte di carriera all’estero, decide di tornare in Italia per dedicarsi all’insegnamento dell’inglese nella scuola pubblica secondaria, convinta che l’istruzione delle nuove generazioni sia il vero pilastro della democrazia per cui aveva combattuto.
Public History: Una memoria patriottica e pluralista
Nel panorama della Public History italiana, la figura di Paola Del Din (insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare, massima onorificenza nazionale) rappresenta un tassello fondamentale per decostruire l’archetipo che ha a lungo ridotto la Resistenza a un fenomeno esclusivamente maschile o politicamente monocolore.
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Il patriottismo costituzionale: Presidente onoraria dell’Associazione Partigiani Osoppo (APO), ha sempre difeso la memoria della Resistenza “azzurra” (nazionale e patriottica), ricordando le tragiche complessità del confine orientale (comprese le tensioni sfociate nell’eccidio di Porzûs).
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Simbolo delle Forze Armate: È considerata la madrina ideale dei paracadutisti italiani e dei reparti per operazioni speciali dell’Esercito (come il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”), che vedono in lei non solo una partigiana, ma un vero e proprio soldato d’avanguardia. Nel 2023, in occasione del suo centesimo compleanno, le istituzioni nazionali le hanno tributato i massimi onori, riconoscendola come monumento vivente della Repubblica.
Bibliografia di riferimento (per approfondire)
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Del Din, Paola, Una vita per la libertà. Memorie di una partigiana osovana e paracadutista, Udine, Gaspari Editore, 2021. (L’autobiografia ufficiale, essenziale per i dettagli tecnici e umani della missione).
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Zamo, Tommaso, I fratelli Del Din. Renato e Paola dall’antifascismo alla Resistenza, Udine, Associazione Partigiani Osoppo, 2015.
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Stafford, David, Missione speciale: il SOE e la Resistenza italiana, Milano, Mondadori, 2003. (Fornisce il contesto storico-militare della No. 1 Special Force e dei lanci alleati).
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Trento, Paolo, La Resistenza della Osoppo in Friuli, Udine, Del Bianco, 1999.
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De Luna, Giovanni, La Resistenza perfetta, Milano, Feltrinelli, 2015. (Utile per comprendere l’approccio metodologico della Public History alla dimensione biografica partigiana).
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Banca dati della Presidenza della Repubblica, scheda d’onorificenza di Paola Del Din (Medaglia d’Oro al Valor Militare).
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