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    Home Seconda Guerra mondiale (1939-1945)

    Le Quattro Giornate di Napoli: un’insurrezione popolare nella storia della Resistenza italiana

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    Scugnizzi napoletani. Foto di Robert Capa/Alessandro Del Val -fonte: https://www.slow-news.com/serie/resistenza-bambina/gennarino-e-gli-scugnizzi

    a cura redazione BLOG Giano PH

    Introduzione

    Le Quattro Giornate di Napoli (27–30 settembre 1943) costituiscono uno degli episodi più emblematici della Resistenza italiana. A differenza di altri movimenti insurrezionali successivi, esse furono caratterizzate da una mobilitazione spontanea, eterogenea e interclassista, senza una direzione unitaria. L’evento rappresenta un raro caso in cui una città insorta riuscì a liberarsi da sola dall’occupazione nazista, anticipando l’arrivo delle truppe alleate e divenendo simbolo di autodeterminazione popolare.

    Contesto storico

    Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’Italia si trovò in una situazione di caos politico e militare. Napoli, già duramente colpita dai bombardamenti alleati e dalla miseria sociale, divenne teatro di soprusi e violenze da parte delle truppe tedesche. Le requisizioni, le fucilazioni sommarie e le deportazioni esasperarono la popolazione, stimolando una ribellione dal basso.

    A differenza di altri centri urbani, Napoli non vide un coordinamento diretto da parte di organizzazioni politiche consolidate. L’insurrezione esplose come reazione immediata e collettiva contro l’occupazione.

    Le giornate dell’insurrezione

    • 27 settembre: scoppiò la rivolta con scontri iniziali tra cittadini e soldati tedeschi. La città insorse a macchia di leopardo.
    • 28–29 settembre: la resistenza si consolidò nei quartieri popolari (Vomero, Materdei, Montesanto, Poggioreale). Donne, studenti, operai e militari sbandati presero parte ai combattimenti, utilizzando armi sottratte ai depositi e tecniche improvvisate di guerriglia urbana.
    • 30 settembre: i tedeschi, impossibilitati a mantenere il controllo, abbandonarono la città poco prima dell’ingresso delle forze alleate.
    Napoli. Targa in memoria di Maddalena Cerasuolo (Lenuccia) Foto di Vincenzo Borrelli (2026)

    Significato storico e simbolico

    Le Quattro Giornate di Napoli rappresentano un caso unico nella storia europea della Seconda guerra mondiale: una città che si libera autonomamente dall’occupazione. Questo episodio segnò un momento fondativo della Resistenza italiana, mostrando la capacità del popolo di agire come soggetto politico.

    Dal punto di vista simbolico, Napoli trasformò la propria immagine: da città del “disordine” e della marginalità, a laboratorio di resistenza civile e militare. La memoria delle Quattro Giornate venne poi rielaborata attraverso opere letterarie, storiche e cinematografiche, tra cui il film di Nanni Loy Le quattro giornate di Napoli (1962), che contribuì a fissare l’episodio nell’immaginario collettivo.

    APPROFONDIMENTO

    Le Quattro Giornate di Napoli (27–30 settembre 1943)

    Contesto storico

    • Data: 27–30 settembre 1943
    • Luogo: Napoli, Campania
    • Situazione generale: dopo l’armistizio dell’8 settembre, la città era occupata dai tedeschi, colpita da bombardamenti alleati, carestie, violenze e rastrellamenti.
    • Obiettivo tedesco: deportare manodopera e mantenere il controllo strategico del porto e della città.

    Svolgimento

    • 27 settembre: prime rivolte spontanee, scontri nei quartieri popolari.
    • 28–29 settembre: l’insurrezione si estende; i cittadini alzano barricate, utilizzano armi sottratte ai tedeschi, resistono con guerriglia urbana.
    • 30 settembre: i tedeschi si ritirano, poco prima dell’arrivo degli Alleati.

    Protagonisti

    • Popolazione civile: donne, studenti, operai, contadini, professionisti, ragazzi e anziani.
    • Militari sbandati: soldati italiani che dopo l’armistizio si unirono alla rivolta.
    • Figure simboliche:
      • Gennaro Capuozzo, 12 anni, caduto durante gli scontri.
      • Maddalena Cerasuolo, staffetta partigiana.
      • Pasquale Formisano, operaio.

    Caratteri distintivi

    • Insurrezione spontanea, senza un comando unitario.
    • Coinvolgimento interclassista e intergenerazionale.
    • Una delle poche grandi città europee a liberarsi autonomamente dai nazisti.

    Conseguenze

    • Liberazione della città prima dell’arrivo degli Alleati.
    • Napoli proclamata “Medaglia d’oro al valor militare” nel 1944.
    • Episodio fondativo della Resistenza italiana.

    Memoria e rappresentazioni

    • Monumenti e lapidi in tutta la città.
    • Cinema: Le quattro giornate di Napoli di Nanni Loy (1962).
    • Storiografia: opere di Villari, Ago, De Jaco.

    Per approfondire:

    • Villari, L. (1964). Le quattro giornate di Napoli. Torino: Einaudi.
    • Ago, R. (2005). Le quattro giornate di Napoli. Roma-Bari: Laterza.
    • Pansini, M. (1993). Napoli 1943: dalle quattro giornate alla liberazione. Napoli: Guida.

     

    Conclusioni

    Le Quattro Giornate non furono solo una ribellione armata, ma un fenomeno di partecipazione collettiva che superò confini di classe, età e genere. Esse restano un esempio di insurrezione popolare capace di incidere concretamente sul corso della guerra, fornendo al contempo un paradigma di resistenza civile e politica.


    Bibliografia

    Testi storiografici generali

    • Ago, R. (2005). Le quattro giornate di Napoli. Laterza.
      Studio aggiornato e divulgativo, utile per avere una sintesi chiara degli eventi e del contesto, basato sulle più recenti acquisizioni storiografiche.
    • Villari, L. (1964). Le quattro giornate di Napoli. Einaudi.
      Uno dei primi grandi studi sistematici sull’argomento. Analisi dettagliata e pionieristica che ha influenzato la storiografia successiva.
    • De Jaco, A. (1963). La resistenza in Campania. Feltrinelli.
      Esamina l’insurrezione napoletana nel più ampio quadro della resistenza meridionale. Fonte utile per capire come l’episodio si colloca nella Resistenza italiana.
    • Isastia, A. (1993). Storia della resistenza italiana. Newton Compton.
      Manuale generale sulla Resistenza, con una sezione dedicata a Napoli. Utile per un inquadramento comparativo.
    • Pavone, C. (1991). Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza. Bollati Boringhieri.
      Testo fondamentale della storiografia resistenziale. Non tratta solo Napoli, ma aiuta a comprendere la dimensione etica e politica degli episodi insurrezionali.

    Studi specifici e ricerche locali

    • Pansini, M. (1993). Napoli 1943: dalle quattro giornate alla liberazione. Guida.
      Approfondimento sul periodo immediatamente precedente e successivo all’insurrezione, con attenzione alla vita quotidiana.
    • Capuano, G. (1998). Le Quattro Giornate di Napoli e la Resistenza meridionale. Liguori.
      Analisi focalizzata sul legame tra le Quattro Giornate e i primi nuclei resistenziali del Sud.
    • Punzo, A. (2004). La città insorge. Le Quattro Giornate di Napoli e il mito resistenziale. Guida.
      Interessante per chi studia la memoria storica e il modo in cui l’episodio è stato rappresentato e ricordato.

    Fonti memorialistiche e testimonianze

    • Arfè, G. (1952). Le Quattro Giornate di Napoli. Libreria Scientifica Editrice.
      Resoconto scritto da un protagonista della vita politica napoletana, prezioso come testimonianza diretta.
    • Valenzi, M. (1985). Testimonianze sulle Quattro Giornate. Guida.
      Raccolta di memorie che conserva le voci di chi partecipò agli eventi. Utile per un approccio “dal basso”.
    • Cerasuolo, M. (1995). La mia guerra a Napoli. Ricordi di una staffetta partigiana. Liguori.
      Autobiografia di una giovane staffetta, importante per capire il ruolo delle donne nell’insurrezione.

    Fonti primarie e documenti

    • Archivio Centrale dello Stato (Roma), Fondo Ministero dell’Interno (1943).
      Contiene rapporti e corrispondenza sulle vicende napoletane, utile per la ricerca documentaria.
    • Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi”.
      Custodisce diari, fotografie, documenti d’epoca e raccolte di testimonianze orali. Strumento indispensabile per chi fa ricerca sul campo.
    • Stampa d’epoca – Il Mattino, settembre-ottobre 1943.
      Quotidiano napoletano che offre cronache dirette, seppur filtrate dalla censura e dal clima bellico.

    Opere culturali e rappresentazioni

    • Loy, N. (Regia) (1962). Le quattro giornate di Napoli [Film]. Titanus.
      Film che ha contribuito a fissare l’immaginario collettivo sull’episodio. Utile come fonte per lo studio della memoria culturale.
    • Rea, E. (1961). Spaccanapoli. Einaudi.
      Racconti che rievocano l’atmosfera della Napoli del dopoguerra, meno cronachistici ma utili per la percezione culturale degli eventi.

    Risorse digitali (controllate il 28 settembre 2025)


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