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    L’Intrepido: la rivista che fece sognare generazioni a fumetti

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    a cura BLOG Giano PH

    Negli annali del fumetto italiano, poche testate hanno il fascino e la longevità de L’Intrepido. Nato in epoca pre-bellica, sopravvisse tra crisi editoriali, guerre, mutamenti culturali e infine chiuse i battenti alla fine degli anni ’90. Il suo percorso è uno specchio della trasformazione del costume, della cultura popolare italiana e del rapporto fra ragazzi e fumetti.

    Origini e identità editoriale

    • Prima uscita: 23 febbraio 1935, pubblicata dalla Casa Editrice Moderna dei fratelli Del Duca.
    • Il nome si ispirava al personaggio Dick l’Intrepido, caposerie delle prime avventure.
    • Inizialmente pubblicava storie italiane, poi anche straniere (fino al 1939, quando furono vietate dal regime fascista).
    • Sospeso nel dicembre 1943 durante la guerra, riprese nel 1945 e tornò unificato a livello nazionale nel 1946.

    Il periodo d’oro: anni ’50–’70

    • Personaggi amati: Buffalo Bill, Roland Eagle, Forza John, Liberty Kid, Arturo e Zoe.
    • Tiratura media: circa 300.000 copie settimanali.
    • Collaborazioni con grandi artisti come Walter Molino e Aurelio Galeppini.
    • Negli anni ’60 si arricchì con articoli sportivi, rubriche e inserti per il pubblico giovane.
    • Negli anni ’70 cambiò target, alternando fumetti a contenuti giornalistici e sportivi.

    Declino e chiusura

    • Nel 1982 cambiò nome in Intrepido Sport, con maggior spazio allo sport.
    • Tornò poi al nome originale, ma le vendite calarono drasticamente.
    • Nel gennaio 1998 la rivista chiuse definitivamente.

    Personaggi e serie memorabili

    • Roland Eagle: avventuriero dei mari, simbolo del romanticismo d’avventura.
    • Buffalo Bill e Liberty Kid: tra i preferiti del pubblico.
    • Negli anni ’90 ospitò serie innovative come I Crononauti, No Exit e spin-off come ESP di Michelangelo La Neve.

    Valore storico e collezionistico

    • Oggi gli albi di L’Intrepido sono ricercati dai collezionisti: le edizioni rare possono raggiungere ottime quotazioni.
    • Non sono solo fumetti, ma veri documenti culturali: raccontano i sogni e i gusti dell’Italia del Novecento.

    Bibliografia e fonti


    GIANO Public History APS
    è afferente al CISPH. Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma e all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V.
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