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    Home Seconda Guerra mondiale (1939-1945)

    Il sommergibile Velella (1936-1943): storia, caratteristiche tecniche e memoria

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    Il sommergibile Velella. Fonte: https://www.hermes.campania.it/hc/0306/velella.htm

    a cura BLOG Giano PH

    Introduzione

    Il sommergibile Velella, appartenente alla classe Argo della Regia Marina, rappresenta un caso emblematico della parabola del sommergibilismo italiano durante la Seconda guerra mondiale. La sua perdita, avvenuta il 7 settembre 1943, poche ore prima della proclamazione dell’armistizio di Cassibile, ha assunto un forte valore simbolico, in quanto segnò la fine operativa della componente subacquea italiana impegnata nel conflitto contro le forze alleate.

    Origini e costruzione

    Il Velella fu costruito presso i Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone e varato il 18 dicembre 1936. La classe Argo, a cui apparteneva, era costituita da quattro unità progettate negli anni Trenta per operazioni di media autonomia, con impiego prevalente nel Mediterraneo ma con possibilità di trasferimento oceanico (Mattesini 1992, p. 55).

    Assegnato inizialmente alla 42ª Squadriglia Sommergibili di Taranto, il Velella prese parte alle attività addestrative prebelliche e, successivamente, fu impiegato in missioni operative fin dall’ingresso dell’Italia in guerra (10 giugno 1940).

    Caratteristiche tecniche

    Secondo i dati riportati da Giorgerini (1995, pp. 215-217) e dalle fonti ufficiali della Marina Militare, il Velella presentava le seguenti caratteristiche:

    • Dislocamento: 780 t in superficie; 1.000 t in immersione.
    • Dimensioni: lunghezza 63,15 m; larghezza 6,90 m; pescaggio 4,46 m.
    • Propulsione: due motori diesel da 2.750 hp complessivi e due motori elettrici da 1.200 hp complessivi.
    • Velocità: 14 nodi in superficie; 8 nodi in immersione.
    • Autonomia: circa 10.000 mn a 8 nodi in superficie; 80 mn a 4 nodi in immersione.
    • Armamento: 6 tubi lanciasiluri da 533 mm (4 a prua, 2 a poppa), un cannone da 100/47 mm, due mitragliere antiaeree da 13,2 mm.
    • Equipaggio: 50-51 uomini.

    Tali caratteristiche riflettevano un equilibrio tra autonomia e capacità offensiva, collocando la classe Argo in una fascia intermedia tra i sommergibili costieri e quelli oceanici.

    Velella (USMM) Fonte: https://uboat.net/italian_submarines/boats/32

    Attività operativa

    Nel corso del conflitto, il Velella fu impiegato in differenti teatri operativi. Operò nel Mar Mediterraneo, nel Mar Rosso e lungo le coste nordafricane, effettuando pattugliamenti e missioni di contrasto al traffico nemico (Giorgerini 1995).

    Nonostante alcune avarie e danni subiti, riuscì a rientrare in servizio dopo le riparazioni. La sua attività, tuttavia, risentì delle difficoltà strutturali del sommergibilismo italiano, legate a difetti progettuali, carenze tecnologiche e all’efficacia crescente delle misure antisommergibile alleate (Mattesini 1992).

    L’affondamento (7 settembre 1943)

    Il Velella ricevette l’ordine di prendere parte al cosiddetto “Piano Zeta”, predisposto dallo Stato Maggiore per contrastare un convoglio alleato diretto verso la zona di Salerno, dove era in preparazione l’operazione Avalanche (sbarco alleato in Italia meridionale).

    Mentre si trovava in pattugliamento a nord del Golfo di Salerno, fu localizzato e silurato dal sommergibile britannico HMS Shakespeare. Colpito in pieno, affondò rapidamente con tutto l’equipaggio (51 uomini). L’evento precedette di poche ore l’annuncio pubblico dell’armistizio, che rese la missione di fatto priva di rilevanza strategica (ANMI 2025).

    Il Velella fu quindi l’ultimo sommergibile italiano perduto nel conflitto contro gli Alleati.

    Il relitto e la memoria

    Il relitto del Velella venne individuato soltanto nel 2003, a circa 8 miglia al largo di Punta Licosa (Salerno), a una profondità di 138 metri. L’esplorazione subacquea confermò lo stato sostanzialmente integro dello scafo, che giace come un “sacrario naturale” (ANSA 2025).

    Ogni anno, nel comune di Castellabate, si svolgono cerimonie commemorative in onore dell’equipaggio caduto. Recentemente, diverse associazioni hanno avanzato la richiesta di riconoscere ufficialmente il relitto come Sacrario militare subacqueo, sulla scia di quanto già avvenuto per il sommergibile Scirè (Associazione Salerno 1943, 2025).

    APPROFONDIMENTO

    Cronologia del sommergibile Velella (1936–1943)

    Data Evento Fonte
    18 dicembre 1936 Varato presso i Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Monfalcone. Lavocedelmarinaio.com (2020)
    1937 Entrata in servizio operativo; assegnato alla 42ª Squadriglia Sommergibili (Taranto). Mattesini 1992
    10 giugno 1940 L’Italia entra in guerra; il Velella partecipa a missioni di pattugliamento nel Mediterraneo. Giorgerini 1995
    1940–1942 Attività in vari teatri: Mediterraneo orientale, Mar Rosso, coste nordafricane. Subisce danni in missione, poi riparato. Giorgerini 1995
    Primavera 1943 Riattivato per operazioni nel Tirreno e Golfo di Salerno. Mattesini 1992
    7 settembre 1943 Uscito da Napoli per partecipare al “Piano Zeta”, intercettato dal sommergibile britannico HMS Shakespeare e affondato al largo di Punta Licosa. Periscono 51 membri dell’equipaggio. ANSA 2025
    8 settembre 1943 Proclamazione dell’armistizio dell’Italia con gli Alleati: il Velella è l’ultimo sommergibile italiano perduto nel conflitto contro gli angloamericani. Giorgerini 1995
    13 maggio 2003 Individuato il relitto a circa 138 m di profondità, 8 miglia da Punta Licosa, da un gruppo di ricerca guidato da Rizia Ortolani. ANSA 2025
    Dal 2004 Celebrazioni annuali a Castellabate per commemorare l’equipaggio caduto. Comune di Castellabate
    2025 Proposta di riconoscimento ufficiale del relitto come Sacrario militare subacqueo, avanzata dall’Associazione Salerno 1943. Associazione Salerno 1943, ANSA 2025

    Conclusione

    Il sommergibile Velella rappresenta non solo un episodio tragico della storia navale italiana, ma anche un punto di osservazione privilegiato per comprendere le dinamiche strategiche e operative della Regia Marina durante la Seconda guerra mondiale. La coincidenza temporale del suo affondamento con l’annuncio dell’armistizio ne accresce la valenza simbolica, trasformandolo in un monumento sommerso di memoria collettiva.

    Il suo relitto, oggi, costituisce un’importante testimonianza storica e un potenziale sacrario della Marina Militare, destinato a mantenere vivo il ricordo del sacrificio di un intero equipaggio.


    Un minuto di silenzio

    Col Smg. VELELLA sono scomparsi:

    – Ten. Vasc. Mario PATANE’, Comandante
    – S.Ten. Vasc. Roberto VITTORI, Uff.le in 2ª
    – Ten. GN Pietro SERRAT, Direttore di Macchina
    – Guardiamarina Enzo BAZZANI
    – S.Ten. GN Ildebrando BANDINI
    – Asp. Guardiam. Raffaele NOVELLINI
    – C°2^cl. Andrea SESSA
    – C°3^cl. Giuseppe ALUNNI
    – C°3^cl. Eudecchio FELEPPA
    – 2°C° Giovanni CAMPITO
    – 2°C° Vittorio CASTELLANO
    – 2°C° Antonino GIACALONE
    – 2°C° Luigi MENIN
    – 2°C° Marino MEONI
    – 2°C° Giorgio SORRENTINO
    – Sgt. Giuseppe CARUSO
    – Sgt. Giovanni CHIAVEGATO
    – Sgt. Carmelo RENZONI
    – Sgt. Aldo SPINA
    – Sc. Loris CIONI
    – Sc. Ermenegildo FACCHINETTI
    – Sc. Saverio FESTA
    – Sc. Carlo GUALCO
    – Sc. Armando MAFFEI
    – Sc. Orlando PIRODDI
    – Sc. Pietro SCHIAVONE
    – Sc. Angelo SEVERINI
    – Sc. Giannino ZAMBRINI
    – Com. Achille ANTONINI
    – Com. Giuseppe BIONDINI
    – Com. Carlo CAIELLI
    – Com. Saverio CAZZORLA
    – Com. Francesco CERETTO
    – Com. Renzo CILIO
    – Com. Giovanni D’ASTA
    – Com. Aurelio FABRIS
    – Com. Cristoforo FULMISI
    – Com. Duilio FURLAN
    – Com. Salvatore INGRASSIA
    – Com. Smilace LEONCINI
    – Com. Ugo PARDETTI
    – Com. Pietro RIZZI
    – Com. Antonio RIZZA
    – Com. Giuseppe SESTO (*)
    – Com. Eolo SIMONETTI
    – Com. Giuseppe SIRUGO
    – Com. Doroteo SPISANI
    – Com. Salvatore TRAPANI
    – Com. Luigi VENUTO
    – Com. Aldo VESPUCCI

    Bibliografia

    • Associazione Nazionale Marinai d’Italia, “Sommergibile Velella”, Roma, 2025.
    • Associazione Salerno 1943, “Proposta di riconoscimento del relitto del Velella come sacrario militare subacqueo”, Salerno, 2025.
    • ANSA, “Il relitto del Velella diventi un sacrario militare subacqueo”, 16 gennaio 2025.
    • Giorgerini, G., Uomini sul fondo. Storia del sommergibilismo italiano dalle origini ad oggi, Mondadori, Milano, 1995.
    • Lavocedelmarinaio.com, “18.12.1936 – Varo del Regio sommergibile Velella”, 2020.
    • Mattesini, F., I sommergibili italiani 1940-1943, Ufficio Storico della Marina Militare, Roma, 1992.
    • Wikipedia, “Italian submarine Velella (1936)”, ultima consultazione: settembre 2025.


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