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    Donne e Futurismo: ribelli in un’avanguardia maschilista

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    Benedetta Cappa (Roma, 14 agosto 1897 – Venezia, 15 maggio 1977), è stata una pittrice, scenografa e scrittrice italiana, esponente del Futurismo e moglie di Filippo Tommaso Marinetti.

    a cura redazione BLOG Giano PH

    Noi vogliamo glorificare la guerra […] e il disprezzo della donna.
    — Manifesto del Futurismo, F.T. Marinetti, 1909

    Il Futurismo è stato un movimento rivoluzionario, rumoroso e provocatorio. Ma dietro il rombo dei motori e i proclami di virilità, si nasconde una storia poco raccontata: quella delle donne futuriste. Chi erano? Cosa hanno creato? E come hanno trovato spazio in un ambiente così apertamente maschilista?
    In questo articolo ti porto alla scoperta delle protagoniste dimenticate di una delle avanguardie più radicali del Novecento.

    Un manifesto contro le donne

    Il primo Manifesto del Futurismo è una vera e propria dichiarazione di guerra al passato e — tra le righe — anche alle donne. Marinetti parla apertamente di “disprezzo della donna”, associando il femminile alla debolezza, all’immobilismo, al sentimentalismo.
    Eppure, proprio in questo contesto, alcune artiste scelsero di non restare a guardare. Anzi, entrarono nel movimento portando linguaggi nuovi, idee originali e — in alcuni casi — una visione rivoluzionaria della femminilità.

    Valentine de Saint-Point: la prima a rispondere

    La più audace fu sicuramente Valentine de Saint-Point, poetessa, performer e intellettuale francese. Nel 1912 pubblicò il Manifesto della Donna Futurista, rispondendo punto per punto a Marinetti.

    Il suo messaggio era chiaro: la donna non deve imitare l’uomo, ma scoprire e liberare la propria “virilità spirituale”. Saint-Point portò il pensiero futurista verso nuove direzioni, con spettacoli teatrali e performance visionarie che oggi potremmo definire proto-femministe e anticipatrici della body art.

    Benedetta Cappa: artista totale

    Nel panorama italiano, la figura più importante fu senza dubbio Benedetta Cappa, pittrice, scrittrice e moglie di Marinetti (ma guai a ridurla solo a questo).

    Firmò manifesti ufficiali del Futurismo, come quello dell’Aeropittura, e partecipò attivamente alla scena culturale tra gli anni ’20 e ’30. Le sue opere, come Le Forze Umane, mescolano poesia, illustrazione e spiritualità. Un esempio? I giganteschi pannelli per il Palazzo delle Poste di Palermo, realizzati nel 1935: un’opera pubblica che celebra il progresso tecnologico, ma con uno sguardo profondamente personale e lirico.

    Rosa Rosà: la donna con tre anime

    Rosa Rosà, pseudonimo dell’austriaca Edith von Haynau, fu una delle voci più originali e critiche del Futurismo italiano.
    Nel 1918 pubblicò il romanzo Una donna con tre anime, in cui la protagonista vive una trasformazione radicale: da donna borghese sottomessa a individuo complesso, libero e plurale. Il romanzo è ancora oggi attualissimo, per i suoi temi di identità fluida, emancipazione e rottura degli stereotipi.
    Rosa Rosà scrisse anche articoli e racconti per L’Italia Futurista, ma il suo rapporto con il movimento si fece presto teso: criticava il militarismo, il maschilismo e l’ideologia totalizzante del gruppo.

    Il Futurismo era uno spazio per le donne?

    Domanda difficile. Da un lato, il Futurismo offrì alle donne l’occasione di uscire dai ruoli tradizionali, di sperimentare, di essere parte attiva di una rivoluzione culturale. Dall’altro, restava un ambiente dominato dagli uomini, ostile alla piena emancipazione femminile.

    Eppure, proprio quelle poche donne che vi presero parte riuscirono a trasformare un linguaggio aggressivo e maschile in qualcosa di diverso. Ribaltarono il sistema dall’interno, lasciando un segno duraturo nella storia dell’arte e della scrittura.

    Perché è importante parlarne oggi

    Riscoprire le donne del Futurismo significa ripensare la storia dell’arte non solo come un elenco di grandi nomi, ma come una rete complessa di relazioni, conflitti e voci dimenticate.
    Le futuriste non furono semplici comparse. Furono artiste, scrittrici, pensatrici. E oggi, nel tempo della riscrittura dei canoni, la loro storia è più attuale che mai.


    Bibliografia

    • Lucia Re (a cura di), Italian Women and the City: Literature and Culture in the Modern Era, Italica Press, 2014.
      Analisi del ruolo delle donne italiane nella modernità, con sezioni dedicate alle futuriste.

    • Lucia Re, Futurism and Feminism in Italy, in Annali d’Italianistica, Vol. 7 (1989), pp. 253–287.
      Uno dei saggi più importanti sulla tensione tra avanguardia e genere nel Futurismo.

    • Günter Berghaus, International Futurism in Arts and Literature, Walter de Gruyter, 2000.
      Ampia panoramica del Futurismo con sezioni sulle artiste e le poetesse europee.

    • Claudia Salaris, Le futuriste. Donne e Futurismo in Italia, Edizioni De Luca, 1992.
      Studio fondamentale per conoscere tutte le protagoniste italiane del movimento.


    Opere delle protagoniste

    • Valentine de Saint-Point, Manifesto della Donna Futurista (1912)
      Disponibile in traduzione italiana in diversi saggi e anche online (PDF o siti accademici).

    • Rosa Rosà, Una donna con tre anime, (1918), riedizione: Biblioteca delle Donne, 2002.
      Romanzo sperimentale, considerato un classico del femminismo d’avanguardia.

    • Benedetta Cappa, Le forze umane: romanzo astratto con sintesi grafiche, Edizioni futuriste di “Poesia”, 1924.
      Testo ibrido tra poesia e grafica, disponibile anche in alcune biblioteche digitali italiane.


    Risorse online e archivi digitali

    • Archivio del Futurismo – Fondazione Marinetti
      http://www.archiviofuturismo.it
      Documenti, immagini e manifesti in alta risoluzione.

    • Enciclopedia Treccani – voci dedicate a Marinetti, Benedetta, Rosa Rosà, Valentine de Saint-Point.
      www.treccani.it

    • Internet Archive (archive.org)
      Ricerca testuale gratuita per Manifesti Futuristi, riviste d’epoca (L’Italia Futurista), e opere fuori diritti.


    Videografia


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