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    La Nascita del Quarticciolo: Architettura, Ideologia e Periferia nella Roma del Ventennio

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    Foto d'epoca

    a cura redazione BLOG Giano PH

    Introduzione

    Il Quarticciolo è uno dei quartieri più emblematici della periferia romana del Novecento. Nato durante il regime fascista, rappresenta un caso di studio fondamentale per comprendere le dinamiche urbanistiche, sociali e politiche che hanno segnato la trasformazione della città di Roma nel periodo tra le due guerre. Costruito come parte di un più ampio progetto di “sfoltimento” del centro storico, il Quarticciolo testimonia l’evoluzione dell’ideologia fascista in materia di spazio urbano e controllo sociale.

    Origini storiche e contesto politico

    La nascita del Quarticciolo va inquadrata all’interno delle politiche urbanistiche del regime fascista, in particolare nel quadro delle demolizioni del centro storico romano. A partire dalla seconda metà degli anni ’30, il governo avviò un piano di bonifica del centro, che prevedeva lo sfollamento forzato di migliaia di abitanti, trasferiti in nuove borgate di edilizia popolare alla periferia della città.

    Il Quarticciolo, situato nel quadrante est della Capitale (tra Prenestina e via Collatina), fu uno dei primi insediamenti costruiti con queste finalità. I lavori iniziarono nel 1939, ma furono interrotti a causa della guerra e ripresero solo nel dopoguerra.

    Progetto urbanistico e caratteristiche architettoniche

    Il progetto del Quarticciolo venne affidato all’architetto Roberto Nicolini, allievo del più noto Marcello Piacentini, e riflette le tendenze architettoniche razionaliste tipiche del periodo. Il quartiere fu concepito come una “città-giardino”, in cui si alternavano spazi verdi, piazze e palazzine basse. Le case erano modeste, spesso prive di servizi moderni, ma costruite con l’obiettivo di fornire un’abitazione dignitosa agli sfollati del centro.

    La planimetria del quartiere è ancora oggi leggibile come un esempio di urbanistica a scala umana, con un cuore centrale rappresentato dalla piazza, attorno alla quale si organizzavano servizi essenziali, tra cui scuole, negozi, una chiesa e il teatro-biblioteca.

    Funzione sociale e controllo ideologico

    Come altre borgate nate nello stesso periodo (Tor Marancia, Gordiani, Tiburtino III), il Quarticciolo aveva una funzione eminentemente politica e sociale: spostare le classi popolari lontano dal centro, frammentare il tessuto sociale originario e sorvegliare più efficacemente i ceti subalterni. La distanza fisica corrispondeva a una distanza simbolica: la nuova popolazione era emarginata, separata dai circuiti vitali della città.

    Nel Quarticciolo si sperimentò anche un modello di disciplinamento sociale, mediante la disposizione degli spazi, il controllo delle attività collettive e la presenza, nella piazza centrale, di simboli del potere fascista, come la Casa del Fascio (oggi riconvertita).

    Dal dopoguerra a oggi: resistenza e trasformazione

    Nel secondo dopoguerra, il Quarticciolo diventò un importante centro di resistenza popolare. Il quartiere fu teatro di lotte sociali, occupazioni abitative e attività culturali. Celebre è la figura di “Don Sardelli”, sacerdote ed educatore che operò con i ragazzi del quartiere negli anni ’60.

    Oggi il Quarticciolo mantiene un’identità forte e un senso di comunità radicato, nonostante le difficoltà sociali ed economiche. Il recupero del teatro-biblioteca, l’attività di associazioni culturali e l’interesse crescente da parte di studiosi e urbanisti dimostrano come il quartiere sia anche un laboratorio di memoria e partecipazione.

    Conclusioni

    Il Quarticciolo è più di un quartiere popolare: è un microcosmo che riflette le contraddizioni della città moderna. Nato da una logica di espulsione e controllo, è diventato nel tempo luogo di resistenza, creatività e trasformazione. Studiare la sua storia significa comprendere come le politiche urbane possano plasmare non solo lo spazio fisico, ma anche l’identità e la memoria collettiva di una comunità.


    Quarticciolo. Inaugurazione scuola media “Benedetto Croce”


    Bibliografia sul Quarticciolo e la periferia romana

    Studi generali sulla Roma fascista e le borgate

    • Clementi, A., Perego, F., & Sbetti, A. (1993). Le borgate del fascismo. Storia urbana, politiche del regime e luoghi del disagio. Roma: Donzelli Editore.
      Studio fondamentale per comprendere le strategie del regime nella creazione delle periferie.
    • Insolera, I. (2011). Roma moderna. Da Napoleone I al XXI secolo. Torino: Einaudi.
      Una visione complessiva e cronologica dello sviluppo urbano di Roma.
    • Piccioni, L. (2019). Le periferie della capitale. Una storia sociale e urbana del Novecento romano. Bari: Laterza.
      Analisi approfondita delle dinamiche sociali e urbanistiche delle periferie romane.

    Testi specifici su Quarticciolo

    • Palmieri, R. (2008). Quarticciolo: borgata residenziale fra razionalismo e popolarità. Roma: Edizioni Kappa.
      Uno studio monografico che analizza il progetto architettonico del Quarticciolo.
    • De Rita, G. (a cura di) (1995). Quarticciolo: il territorio, la storia, la comunità. Roma: Comune di Roma, Circoscrizione VII.
      Raccolta di saggi, testimonianze orali e documenti storici.
    • Archivio Storico Capitolino, Fondo Nicolini – Progetti e planimetrie originali della borgata Quarticciolo.
      Fonte primaria per la documentazione progettuale originale.

    Fonti e testimonianze orali

    • Don Sardelli, F. (1970). I ragazzi della via Ostiense. Roma: Armando Editore.
      Anche se riferito a un’altra zona, è simbolico per comprendere la pedagogia e il disagio sociale nelle borgate.
    • Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) – Documentari e interviste su borgate romane e resistenza popolare.
    • Comune di Roma – Dipartimento Politiche Abitative (vari anni). Studi sulle trasformazioni delle periferie romane.

    Articoli e saggi accademici

    • Zanini, F. (2004). Costruire la città fascista. Politica e architettura negli anni Trenta. In Storia Urbana, n. 107.
      Sull’ideologia alla base della costruzione delle borgate.
    • Tosi, A. (1997). La città fragile. Politiche sociali e insediamenti marginali a Roma. In Sociologia Urbana e Rurale, n. 53.
      Analisi sociologica della marginalità nelle aree di edilizia popolare.

    Archivi e risorse digitali utili