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    Home Seconda Guerra mondiale (1939-1945)

    Il ruolo delle Divisioni Ausiliarie nella Guerra di Liberazione (1943–1945): Battaglioni Ferrovieri, Compagnie del Genio e reparti Salmerie

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    Fiume Garigliano, 21 gennaio 1944. Soldati italiani trasportano granate su una “pontiera”, adibida a guado del corso d’acqua. (Fonte: combattentiliberazione.it)

    a cura redazione BLOG Giano PH

    in memoria del Gen. Enrico Boscardi
    Fondatore del Centro Studi e Ricerche Storiche sulla Guerra di Liberazione (ANCFARGL)

    Introduzione

    Durante la Guerra di Liberazione italiana (1943–1945), a seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943 e della ripresa del conflitto al fianco degli Alleati, le divisioni ausiliarie ebbero un ruolo essenziale nel supporto logistico e infrastrutturale. Non solo portarono avanti compiti di retrovia, ma svolsero operazioni complesse fondamentali per il successo delle operazioni militari. In particolare operarono: cinque battaglioni ferrovieri, ottantatré compagnie del Genio e trentuno reparti salmerie. Queste unità, poco note al grande pubblico, furono decisive per il funzionamento dell’intero dispositivo militare.

    I battaglioni ferrovieri

    Appartenenti al Reggimento Genio Ferrovieri, i cinque battaglioni furono protagonisti nella ricostruzione delle infrastrutture ferroviarie gravemente danneggiate dai bombardamenti e dai sabotaggi. Già nel 1943 operarono nella riattivazione di linee strategiche come la Napoli–Caserta e la Roma–Firenze, ricostruendo ponti (tra cui quello Roth–Wagner sul Volturno) e ripristinando nodi cruciali quali Bologna e Verona. La loro opera garantì la ripresa del traffico merci e civile, permettendo all’avanzata alleata di mantenere un ritmo costante. Il contributo dei ferrovieri fu apprezzato anche dal Comando Alleato, che riconobbe l’efficienza e la resilienza di queste unità.

    Le compagnie del Genio

    Le ottantatré compagnie del Genio costituirono un elemento polivalente e imprescindibile. Esse si occuparono della bonifica dei campi minati, della costruzione di ponti provvisori e di infrastrutture logistiche temporanee, della realizzazione di depositi e vie di comunicazione campali, oltre a compiti specialistici come l’allestimento di impianti elettrici, idrici e oleodotti. Fondamentale fu il loro intervento nelle offensive sulla Linea Gustav e sulla Linea Gotica: senza la loro capacità di ripristinare rapidamente viadotti e strade, l’avanzata sarebbe stata ostacolata. Le perdite, non irrilevanti (744 caduti, 2.202 feriti e 109 dispersi), testimoniano la pericolosità delle missioni affidate a queste compagnie.

    I reparti salmerie

    I trentuno reparti salmerie garantirono la logistica laddove la motorizzazione risultava insufficiente. Impiegando animali da soma (muli e cavalli), trasportarono viveri, munizioni e materiali lungo gli impervi sentieri appenninici e alpini, raggiungendo posizioni altrimenti irraggiungibili. La loro attività, apparentemente secondaria, fu in realtà cruciale per il rifornimento continuo delle truppe impegnate in zone montane. In più occasioni, i salmeristi assicurarono la sopravvivenza di interi reparti, evitando interruzioni nelle linee di approvvigionamento.

    Ruolo strategico complessivo

    L’opera delle divisioni ausiliarie fu un fattore determinante per la riuscita delle operazioni militari nella penisola. I battaglioni ferrovieri garantirono la mobilità strategica e la ricostruzione della rete ferroviaria; le compagnie del Genio fornirono il supporto tecnico e ingegneristico essenziale; i reparti salmerie assicurarono la logistica nelle aree più impervie. Nel complesso, queste unità permisero di mantenere la continuità del fronte e contribuirono alla liberazione dell’Italia, sebbene il loro ruolo rimanga spesso marginale nella memoria pubblica.

    APPROFONDIMENTO

    Estratto dalla relazione del gen. E. Boscardi, Le Divisioni ausiliari. Atti del convegno di Lucca, Le Divisioni Ausiliari nella Guerra di Liberazione, ANCFARGL Nazionale, 1994.

    Le Divisioni ausiliarie direttamente partecipanti alla Campagna d’Italia furono otto con una forza oscillante, nel 1945, tra i 150.000 ed i 190.000 uomini pari a circa il 25% degli effettivi del XV Gruppo di Armate.
    La dipendenza di tali unità fu per alcune dagli americani (unità USITI), per altre dai britannici (unità BRITI) . Alcune di esse svolsero servizio di linea e di retrovia, altre solo di retrovia, altre ancora servizi nel territorio. Certune vennero impiegate nelle basi aeree, certe altre nelle basi navali. La loro costituzione organica, a differenza di quanto accade per le unità operative (Primo Raggruppamento Motorizzato, Corpo Italiano di Liberazione e Gruppi di Combattimento) non venne fissata in precedenza dallo SMRE, né ebbe – come per i Gruppi di Combattimento – carattere di uniformità.
    Ogni divisione ausiliaria venne costituita in relazione agli specifici compiti ad essa assegnati e fu soggetta, per tutta la durata della Campagna, a soventi periodiche trasformazioni. Ciò per meglio assolvere la propria missione in relazione alle variazioni delle esigenze conseguenti l’evolversi della situazione e lo sviluppo delle operazioni. L’impiego fu indubbiamente massiccio e decisamente vario:

    • guardia ai depositi,
    • polizia militare,
    • controllo del traffico,
    • scorta a convogli ferroviari ed automobilistici,
    • lavorazioni d’officina,
    • rifornimenti alle prime linee e nelle retrovie (salmerie ed autotrasporti), costruzione e riattamento di ponti stradali e ferroviari,
    • realizzazione di oleodotti,
    • costruzione e manutenzione di linee telefoniche,
    • bonifica di campi minati,
    • sistemazione d’impianti idrici ed elettrici,
    • manovalanza per carico e scarico di piroscafi, treni ed aerei,
    • costruzione di piste in aeroporti,
    • lavori di mascheramento,
    • sgombero feriti.

    Di particolare rilievo fu il contributo dato dall’Arma del Genio con le sue varie specialità e dalle unità salmerie. Si pensi che nell’aprile 1945 operavano per gli Alleati nelle divisioni ausiliarie ben 5 battaglioni ferrovieri, 83 compagnie del genio e 31 reparti salmerie.
    Le perdite subite costituiscono, oltre al lavoro svolto e alle opere realizzate, la più convincente testimonianza dell’ impegno delle divisioni ausiliarie in tutta la Campagna.
    La 210^ Divisione è, per esempio, seconda, per perdite, solo al CIL che, peraltro, non lo si dimentichi, venne ad avere la forza di un Corpo d’Armata.
    Nel complesso le Divisioni ausiliarie hanno avuto:

    • 744 morti,
    • 2202 feriti,
    • 109 dispersi.
    (1891 – 1974) Royal Artillery

    Non sono, a suo tempo, mancati riconoscimenti per l’operato di queste Divisioni da parte di autorità civili e militari italiane e da parte degli Alleati.
    Il gen. Langley Browning, Capo della Sottocommissione Alleata di Controllo, aveva avuto modo di dichiarare fin dal 24 agosto 1944:
    «Penso che pochi si rendano pienamente conto di come si sia comportato bene l’Esercito Italiano […] La parte servizi ed Unita susilisrie ha assolto un compito immenso riparando vie di comunicazione, lavarando nei porti […] e cosi permettendo di risparmiare personale alleato. L’esercito italiano ha lealmente cooperato quale cobelligerante, praticamente, in silenzio e senza alcun attrito. Vorrei che tutti si rendessero conto di cio e che l’Esercito Italiano avesse il suo giusto e meritato riconoscimento sia sulla stampa, che nell’animo degli Alleati per il prezioso contributo dato alla causa alleata».

    Queste parole assumevano, in effetti, un particolare significato in relazione alla posizione della persona da cui venivano pronunziate.
    Il gen. Browning era, infatti, tra gli Alleati, colui che meglio sapeva che cosa aveva fatto in quei mesi l’Esercito Italiano in generale e le divisioni ausiliarie in particolare. Non solo. Al momento della citata dichiarazione, le operazioni sulla “Linea Gotica” non erano ancora iniziate e le divisioni ausiliarie, già postesi in evidenza sul Garigliano, ad Anzio e nella battaglia per Roma, dovevano ancora dare il meglio.
    E’ sulla Linea Gotica, infatti, che al 20° Raggruppamento Salmerie ed al 210° Raggruppamento Genio, entrambi appartenenti alla 210^ Divisione di fanteria ausiliaria inquadrata nella 5^ Armata, viene concessa, concordemente dallo SMRE e dal Comando dell’Armata, la qualifica da combattimento, equivalente né più né meno, a quella dei Gruppi in via di costituzione. Con una sola differenza: la qualifica da Combattimento per le unità in questione non venne attribuita per decisione preventiva dello Stato Maggiore in sede di compilazione di tabelle organiche e definizione di compiti, ma dopo un duro impiego in zona di operazioni nelle ore risolutive della Campagna.

    Bibliografia

    • Rochat, G. (1991), Le guerre italiane 1935-1943. Dall’impero d’Etiopia alla disfatta, Torino, Einaudi.
    • Tranfaglia, N. – Vittoria, A. (2006), Storia contemporanea. L’Italia nella seconda guerra mondiale e nella Resistenza, Torino, UTET.
    • Ministero della Difesa – Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico (1978), L’Esercito italiano nella guerra di liberazione (1943-1945). Vol. I-II, Roma.
    • Pietrangeli, M. (2006), Storia del Reggimento Genio Ferrovieri italiano, Roma, SME – Ufficio Storico.
    • Gabriele, M. (2011), Ferrovieri e Resistenza. Storie di sabotaggi e di coraggio 1943-1945, Milano, FrancoAngeli.
    • Guerrini, M. (2013), Il Genio nella Guerra di Liberazione, Roma, Ufficio Storico SME.
    • AA.VV. (2023), Le salmerie nella Guerra di Liberazione 1943-1945, Lugo, Bacchilega Editore.
    • Mattioli, D. (2005), La logistica della liberazione. Strade, ferrovie e rifornimenti 1943-1945, Bologna, Il Mulino.
    • Comando Supremo – Stato Maggiore del Regio Esercito (1946), Relazioni ufficiali sulla campagna d’Italia 1943-1945, Roma, Tipografia Militare.
    • Centro Studi e Ricerche Storiche sulla Guerra di Liberazione | ANCFARGL Presidenza Nazionale, Le Divisioni Ausiliarie nella Guerra di Liberazione, Atti del Convegno 8-9-10 ottobre 1994, Scarica il volume in formato PDF

    Fonti online


    GIANO Public History APS è afferente al CISPH: Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma, all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V ed è stata premiata in qualità di Eccellenza del Terzo Settore dal Presidente della Commissione XII – Turismo, Moda e Relazioni Internazionali  di Roma Capitale e dalla Presidentessa della Commissione Patrimonio e Cultura del V Municipio di Roma capitale.
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