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    Home Seconda Guerra mondiale (1939-1945)

    La Strage di Kos: Una Tragedia Dimenticata della Seconda Guerra Mondiale

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    In primo piano, di profilo, il gen. Müller della Wehrmacht. E’ il responsabile dell’eccidio di Linopoti a Coo. Successivamente viene ucciso dai greci ad Atene, per crimini commessi a Creta, ma non per quelli di Coo. Come a Cefalonia, per la strage della 33a div. fanteria “Acqui”, è sempre la Wehrmacht, attraverso la div. Edelweiss, al comando del gen. Lanz, ad effettuare le stragi dei soldati italiani

    a cura redazione BLOG Giano PH

    Introduzione

    La strage di Kos, avvenuta nell’ottobre del 1943, rappresenta uno degli episodi più tragici e meno conosciuti della Seconda Guerra Mondiale. Dopo l’armistizio dell’8 settembre, l’isola greca di Kos, allora sotto controllo italiano, divenne teatro di un massacro perpetrato dalle forze tedesche ai danni degli ufficiali italiani. Questo evento, spesso oscurato nella memoria collettiva, merita una riflessione approfondita per comprendere le dinamiche della guerra e le sue conseguenze umane.

    Contesto Storico

    Nel settembre 1943, l’Italia firmò l’armistizio con gli Alleati, causando una frattura con l’ex alleato tedesco. Kos, parte del Dodecaneso italiano, era presidiata da circa 4.000 soldati italiani e 1.500 britannici. Il 3 ottobre, le truppe tedesche del generale Friedrich-Wilhelm Müller sbarcarono sull’isola, sconfiggendo rapidamente le forze italo-britanniche. Mentre i soldati britannici furono trattati secondo le convenzioni internazionali, gli ufficiali italiani furono considerati traditori e sottoposti a rappresaglie.   



    Il Massacro

    Il 6 ottobre 1943, 96 ufficiali italiani furono fucilati dai tedeschi. I loro corpi furono sepolti in fosse comuni, e solo anni dopo alcuni furono riesumati e identificati. Questo atto di brutalità fu parte di una più ampia politica di repressione tedesca nei confronti delle truppe italiane che, dopo l’armistizio, si rifiutavano di collaborare con l’ex alleato.  

    L’Oblio e la Memoria

    Per decenni, la strage di Kos rimase nell’ombra, complice anche l’occultamento di documenti negli archivi italiani, noti come “l’armadio della vergogna”. Solo negli anni ’90, con la riapertura di questi archivi, emersero dettagli su questo e altri crimini di guerra. La memoria della strage è stata mantenuta viva grazie all’impegno di storici e ricercatori, che hanno lavorato per restituire dignità alle vittime e consapevolezza storica alla collettività. 

    Conclusione

    La strage di Kos rappresenta un monito sulla brutalità della guerra e sull’importanza della memoria storica. Ricordare eventi come questo è fondamentale per onorare le vittime e per evitare che simili atrocità si ripetano.


    Bibliografia

    • Isabella Insolvibile, Kos 1943-1948. La strage, la storia, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2010. 
    • Pietro Giovanni Liuzzi, Kos. Una tragedia dimenticata. Settembre 1943 – maggio 1945, Aracne, 2011. 
    • Pietro Giovanni Liuzzi, Operazione Lisia. Alla ricerca degli Ufficiali italiani Caduti a Kos, 6 ottobre 1943, Youcanprint, 2016. 
    • Aldo Levi e Giuseppe Fioravanzo, Avvenimenti in Egeo dopo l’armistizio (Rodi, Lero e isole minori), Ufficio storico della Marina Militare, Roma, 1972, 2ª ediz. 1993. 
    • Isabella Insolvibile, “Strage dei militari italiani a Kos nel 1943 da parte dei tedeschi”, Academia.edu, 2013. 
    • “Eccidio di Coo”, Wikipedia, ultima modifica 2 mesi fa. 



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