Gastone Giacomini decorato di MOVM un romano sulla linea Gotica

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di Marco Lodi

Gastone Giacomini nasce a Roma il 20 ottobre 1913.
Soldato di leva classe 1913 per il Distretto di Roma. L’11 ottobre 1934 è allievo nella Regia Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena, arma fanteria. Il 17 settembre 1936 è in Servizio permanente effettivo (s.p.e.) nell’Arma di Fanteria e destinato alla Scuola di Applicazione Fanteria per frequentarvi il corso di applicazione dal 1ottobre 1936 XIV R.D.

Il 24 ottobre 1937 è assegnato al 61° Rgt. Fanteria Motorizzato: il 7 ottobre 1938 è Tenente di fanteria. Ha partecipato dal 19 al 24 Giugno 1940 alle operazioni di guerra svoltesi alla frontiera alpina occidentale col 61° Rgt. Fanteria Motorizzato.
Il 24 ottobre 1940 è traferito al 66° Rgt. Fanteria Trieste. Il 6 gennaio 1941 giunge nel territorio in stato di guerra il 13 agosto, dal porto di Napoli, viene imbarcato destinazione Libia. Giunge a Tripoli li 15 agosto.
L’8 gennaio 1942 è ricoverato, per malattia, al campo 195, e li giorno dopo è traferito all’ospedale da campo 302. Il 14 gennaio 1942 viene dimesso e rientra al reparto

L’’8 giugno di nuovo ricoverato per ferita presso la 90^ Sezione di Sanità, Divisione Motorizzata Trieste”. Trasportato all’ospedale da campo 811 (9 giugno 1942) e quindi al 199 (13 giugno 1942) è dimesso li 19 giugno e rientra al reparto.

Il 27 giugno è promosso Capitano. Decorato della Croce di Ferro tedesca di 2° classe con brevetto senza numero in data 3 settembre 1942. Il 20 novembre viene investito con funzioni del genio superiore.

L’11 agosto, per motivi famigliari, parte da Derna (in aereo) destinazione Lecce per raggiungere poi Roma. Da Lecce riparte per tornare a Dera li 19 settembre 1942.

Il 14 dicembre, di nuovo ferito, viene ricoverato a Tripoli all’ospedale militare di riserva “gen. Caneva” e dimesso il 4 gennaio 1943.

Altra ferita di guerra e nuovo ricovero all’ospedale di Tunisi il  20 aprile 1943. Trasferito sulla nave “Toscana”, in partenza dal porto di Tunisi per l’Italia. Sbarcato a Livorno (2 maggio 1943) e trasportato nell’ospedale militare territoriale “Locanda Maggiore” di Montecatini Terme.

Il 17 maggio è dimesso e inviato in licenza di convalescenza per giorni 60. Ricoverato all’ospedale del Celio di Roma in data 15 luglio 1943. lI 23 Luglio 1943 è sottoposto a visita collegiale presso la Commissione Medica Ospedaliera di Roma, e giudicato non idoneo a qualsiasi servizio militare per giorni 30 come da dichiarazione da visita n. 10001 in data 22/07/1943.
Dimesso dal suddetto luogo di cura ed inviato in licenza di convalescenza di giorni 30.
Con la caduta del Fascismo (25 luglio 1943) e la dichiarazione del “breve armistizio dell’8 settembre, il cap. Gastone Giacomini si dà alla macchia, non risponde ai bandi della RSI e non teme le minacce di fascisti e nazisti. Il 24 settembre del 1944 e richiamato dal CERSETI (Centro Raccolta e Riordinamento Settore Tirrenico) ed avviato, per sua scelta, al Gruppo di Combattimento “Friuli”‘, 88° Reggimento Fanteria.
Il Gruppo è armato, equipaggiato e addestrato dagli Inglesi, ma portano li Tricolore sulla spalla del braccio sinistro. Il 24 novembre 1944 sfila per il centro di Roma a dimostrazione della nascita del nuovo Esercito Italiano.

Il 10 aprile 1945, cade ferito mortalmente ad Abbazia (Fronte del fiume Senio, Riolo Terme, Ravenna). Sorretto dal radiotelegrafista Mario Mari al grido “Andate Avanti!”. In quell’attacco perderanno la vita: Caterino Michele, Ceccarelli Giovanni, Coltellacci Gno, serg. Di Fazio Antonio, Gervason Pietro, Lauria Nicola, Leone Luciano, Martino Angelo, serg. Massi Gustavo, Nicotera Nino, Onorati Ercole, S.Ten. Quintili Eliseo, Rizzo Filippo, Scorziello Antonio.

 Motivazione

Ufficiale dotato di preclari doti di combattente per elette virtù di comandante capace e deciso, per sicuro ascendente sui dipendenti specie negli eventi bellici più cruenti, per alto valore personale spinto in ogni circostanza oltre i limiti della umana possibilità ispirando le sue opere ai più alti ideali della Patria partecipava alla guerra 1940-1943 sul fronte occidentale e in Africa settentrionale; convalescente in patria per grave ferita riportata in guerra e sorpreso dagli avvenimenti dell’8 settembre 1943, tra il generale smarrimento sceglieva la via dell’onore e, fedele al suo giuramento, si schierava contro i tedeschi operando attivamente sul fronte clandestino e quindi partecipando volontariamente alla guerra di liberazione nazionale, insignito di tre decorazioni al valor militare, ferito sei volte in azioni di guerra, ovunque emergeva per singolare temperamento combattivo e spirito di sacrificio, ma il suo indomito valore spiccava in particolare: in Africa Settentrionale, dove, anima della strenua difesa di un caposaldo primo nel rischio ed ultimo nel subire la soverchiante pressione dell’agguerrito nemico benché gravemente ferito e sgomberato a viva forza, mentre ancora incitava i pochi superstiti alla lotta non si abbatteva e trovava in sé l’energia per portare in salvo attraverso zone intensamente battute dal fuoco avversario, un’autoambulanza carica di feriti della sua eroica compagnia sostituendosi all’autiere mortalmente colpito; sul fronte italiano dove immolava la sua gloriosa giovinezza alla testa dei suoi insuperati fanti condotti con audace slancio e sommo sprezzo della vita alla conquista di posizioni tenacemente difese dal secolare nemico. Leggendaria figura di combattente, ha lasciato in ogni campo di battaglia, col suo sangue generoso, traccia luminosa del cosciente eroismo del soldato d’Italia.
— Africa Settentrionale (Takruna – Tunisia) marzo – aprile 1943 – Fronte Italiano (Torrente Senio), 10 aprile 1945.


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