a cura redazione BLOG Giano PH
Introduzione
Il Pigneto è oggi uno dei quartieri più vivaci e iconici di Roma. Situato a est dello Scalo San Lorenzo, è conosciuto per la sua atmosfera bohemien, i murales, le osterie, i mercati rionali e la forte identità popolare. Tuttavia, la storia del Pigneto è fatta di fasi complesse: dalla nascita come periferia rurale a borgata operaia, passando per la Resistenza e i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, fino ad arrivare alla rivalutazione e alla gentrificazione degli ultimi decenni.
Le Origini: La Tenuta Agricola e i Primi Insediamenti
Fino alla fine dell’Ottocento, l’area del Pigneto era costituita da campagna e grandi tenute agricole. Il nome stesso deriva dal pigneto, ossia il filare di pini che delimitava la proprietà dei nobili Caballini di Sassoferrato. Lungo via Casilina e via Prenestina si estendevano vigne, orti e casali.
Con l’espansione urbanistica di Roma Capitale, a partire dagli anni 1870-80, la città iniziò a inglobare le campagne circostanti. Negli anni ’20 del Novecento si svilupparono i primi insediamenti spontanei, costruiti dai lavoratori provenienti dall’Italia centrale e meridionale, attratti dalle nuove industrie e dalle officine ferroviarie di San Lorenzo.
Foto GIANOPHAPS (2002-2013)
La Borgata Popolare e il Dopoguerra
Negli anni ’30 e ’40, il Pigneto assunse le caratteristiche di una borgata popolare, con case basse a schiera, cortili comuni e un tessuto urbano semplice e funzionale alle esigenze della classe operaia.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il quartiere subì pesanti bombardamenti per la presenza della vicina linea ferroviaria. Molti edifici furono distrutti. Ma fu anche un luogo di resistenza: tra i vicoli del Pigneto operarono partigiani e staffette. Non a caso, Pier Paolo Pasolini, affascinato dall’umanità dolente di questi luoghi, decise di ambientarvi alcune delle sue opere più celebri.
Il Cinema di Pasolini e l’Iconografia Popolare
Negli anni ’50 e ’60, Pasolini scelse il Pigneto come scenario per i suoi film. In particolare, il bar Necci di via Fanfulla da Lodi diventò il set di molte riprese di Accattone (1961), simbolo di un’umanità ai margini, raccontata con sguardo poetico e impietoso.
Il cinema contribuì a fissare l’immagine del Pigneto come quartiere proletario e autentico, ma anche come luogo di contraddizioni e povertà.
Declino e Rinascita
A partire dagli anni ’70, il quartiere andò incontro a un periodo di degrado, con il traffico crescente e la chiusura di molte botteghe storiche. Tuttavia, dalla fine degli anni ’90 e in particolare nei primi anni 2000, il Pigneto ha conosciuto una progressiva trasformazione: giovani artisti, associazioni culturali e nuovi locali hanno dato vita a una scena vivace, tra arte urbana e movida notturna.
Oggi convivono anime diverse: la memoria popolare e pasoliniana, l’immigrazione multietnica, la borghesia creativa e i processi di gentrificazione che hanno fatto salire i prezzi delle abitazioni e modificato il tessuto sociale.
Il Pigneto Contemporaneo
Oggi il Pigneto è considerato uno dei luoghi simbolo della “nuova Roma”. Le sue strade principali – come via del Pigneto e via Fanfulla da Lodi – ospitano gallerie d’arte, librerie indipendenti, enoteche e bistrot.
La Street Art, con murales di artisti italiani e internazionali, racconta l’identità di un quartiere che non ha mai smesso di cambiare. E mentre alcuni lamentano la perdita delle radici popolari, altri vedono nella rinascita culturale un’opportunità di rigenerazione urbana.
Conclusioni
La storia del Pigneto è un microcosmo di Roma: una periferia diventata centro creativo, un luogo di memoria collettiva e di sperimentazione culturale. Passeggiare per le sue strade significa ripercorrere un secolo di trasformazioni sociali, economiche e artistiche.
Bibliografia essenziale
Ecco alcuni riferimenti utili per approfondire:
- Pasolini e il Pigneto, a cura di Archivio Pasolini, Roma, 2005.
- Italo Insolera, Roma moderna. Da Napoleone I al XXI secolo, Einaudi, Torino, 2011.
- Paolo Mencacci, Storia del Pigneto, Edizioni Prospettiva, Roma, 1998.
- Gabriele Basilico, Roma, Contrasto, Roma, 2007.
- Sandro Portelli, Roma forestiera, Donzelli, Roma, 2017.
- Lorenzo Pavolini, Accattone e il Pigneto. Le geografie pasoliniane, Minimum Fax, Roma, 2014.
- Marco Lodoli, I fantasmi del Pigneto, Laterza, Bari-Roma, 2019.
- Comune di Roma – Dipartimento Cultura, Il Pigneto. Storie e immagini di un quartiere, Roma Capitale, 2013.
PIGNETO (Roma)
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