
a cura BLOG Giano PH
Introduzione
La storia dell’Iran è tra le più antiche e complesse del mondo. Situato all’incrocio delle grandi rotte commerciali e culturali dell’Eurasia, il territorio iraniano ha visto fiorire imperi millenari, l’incontro tra religioni e civiltà, profonde trasformazioni politiche e sociali, e negli ultimi decenni è stato al centro di tensioni geopolitiche globali e forti movimenti di protesta interna. Questo articolo traccia un quadro storico dall’antichità fino ai recenti disordini sociali esplosi negli anni 2020, mettendo in luce cause, dinamiche e impatti delle trasformazioni interne.
Antichità e Medioevo
L’Iran antico fu la culla di grandi imperi, tra cui quello degli Achemenidi (circa 550–330 a.C.), che sotto Ciro il Grande e Dario I estese il suo dominio dal Mediterraneo all’Indo. Questo impero gettò basi amministrative e concettuali di tolleranza religiosa e governo centralizzato che influenzarono profondamente la storia regionale.
Successivamente emersero gli imperi Parti e Sasanidi, che mantennero e svilupparono una civiltà fiorente caratterizzata da un forte sincretismo culturale, filosofico e artistico. Il mondo iranico fu in contatto con l’Impero Romano e Bizantino, e l’espansione islamica del VII secolo segnò una transizione fondamentale con l’introduzione dell’Islam come elemento centrale della società.
L’età moderna e l’Impero Qajar
Dopo secoli di dinastie e scontri interni, il XIX secolo vide l’Iran sotto la dinastia Qajar affrontare crescenti pressioni europee, in particolare russe e britanniche, con perdita di territori e crescente influenza straniera. Riforme interne furono tentate, ma l’instabilità politica e l’ingerenza esterna segnarono il paese fino all’inizio del Novecento.
La dinastia Pahlavi e la modernizzazione
Nel 1925 Reza Shah Pahlavi salì al potere, avviando un processo di modernizzazione che includeva la laicizzazione dello Stato, la riforma dell’istruzione e l’industrializzazione. Tuttavia, la modernizzazione autoritaria indebolì i poteri religiosi tradizionali e alienò diversi settori sociali. Suo figlio, Mohammad Reza Pahlavi, governò dopo la Seconda guerra mondiale in un clima di crescente insoddisfazione, segnato da elezioni controversie e opposizione interna.
La Rivoluzione Islamica del 1979
La Rivoluzione del 1979 è un tratto fondamentale nell’identità moderna dell’Iran. Sostenuta da un’alleanza eterogenea di intellettuali, religiosi e popolazione urbana, la rivoluzione rovesciò lo Scià e portò alla creazione della Repubblica Islamica guidata dall’Ayatollah Ruhollah Khomeini. Il nuovo regime teocratico combinava istituzioni religiose con strutture statali, riformando la politica interna e la società secondo principi islamici.
Le riforme rivoluzionarie provocarono però forti divisioni: oppositori di destra e sinistra, laici, e minoranze etniche si scontrarono con il nuovo ordine. La Rivoluzione Islamica segnò anche l’inizio di un periodo di isolamento internazionale e tensione, soprattutto con Stati Uniti e paesi occidentali.
Guerra con l’Iraq e consolidamento del regime
Pochi mesi dopo la rivoluzione, l’Iran fu coinvolto in una lunga guerra con l’Iraq (1980–1988), che causò centinaia di migliaia di vittime e un forte impatto economico e sociale. La guerra contribuì al consolidamento del potere clericale e della struttura di sicurezza interna, inclusa la creazione della Guardia Rivoluzionaria.
Il periodo post-bellico fu caratterizzato da ricostruzione, sanzioni internazionali e un crescente ruolo dello Stato nella vita sociale ed economica.
Iran nei primi decenni del XXI secolo
Negli anni 2000 e 2010, l’Iran rimase soggetto a tensioni internazionali crescenti, in particolare per il suo programma nucleare e il ruolo nelle dinamiche regionali. L’economia soffrì sanzioni e difficoltà strutturali, mentre segmenti della popolazione — in particolare giovani e donne — chiedevano maggiore libertà politica e diritti civili.
Importanti momenti di protesta includono il Movimento Verde del 2009, scaturito dalla contestazione dei risultati delle elezioni presidenziali, e una serie di mobilitazioni sociali legate alle condizioni economiche e alle limitazioni di libertà.
Le proteste del 2021–2022 e il movimento “Woman, Life, Freedom”
Negli anni recenti, l’Iran è stato al centro di una delle ondate di proteste più significative dopo la rivoluzione del 1979. Le proteste del 2021–2022, iniziate per motivi economici ma rapidamente evolute in richieste più ampie di cambiamento politico, si intensificarono con la protesta del 2022 per la morte di Mahsa Amini, una giovane donna arrestata dalla morality police per presunta violazione delle norme sull’hijab. La sua morte in custodia ha scatenato una mobilitazione nazionale caratterizzata dallo slogan “Woman, Life, Freedom”, con richieste di diritti delle donne, fine della repressione e riforme politiche profonde.
Queste proteste sono state le più ampie e diffuse dal 1979, coinvolgendo centinaia di città e settori sociali diversi, malgrado severe repressioni statali che hanno causato centinaia di morti e migliaia di arresti.
Disordini economici e sociali 2025-2026
A partire da fine 2025 e inizio 2026, una nuova ondata di proteste ha investito l’Iran, inizialmente innescata da una profonda crisi economica: il crollo del valore della moneta nazionale (rial), l’inflazione galoppante e l’aumento dei prezzi hanno portato mercanti, operai, studenti e cittadini a manifestare in numerose città. Queste proteste, diffuse anche nelle regioni tradizionalmente meno coinvolte, riflettono un malessere sociale generalizzato che unisce rivendicazioni economiche e politiche.
Le autorità hanno risposto con crackdowns e interruzioni di servizi digitali nel tentativo di contenere la diffusione delle proteste e controllare l’informazione.
Iran: quadro della politica attuale (gennaio 2026)
Sistema politico e leadership
L’Iran è una repubblica islamica con un sistema politico teocratico-autoritaristico in cui il Supremo Leader, attualmente Ayatollah Ali Khamenei, detiene il potere più alto su affari interni ed esteri, militari e giudiziari. Il presidente, Masoud Pezeshkian, eletto nel 2024, conduce il governo esecutivo ma resta subordinato all’autorità del Leader e delle istituzioni religiose e di sicurezza dello Stato.
Crisi economica e malessere sociale
L’economia iraniana è in profonda difficoltà. L’inflazione supera il 50 %, il rial perde valore costantemente e molte famiglie affrontano povertà e difficoltà economiche acute, aggravate da sanzioni internazionali, cattiva gestione e brecce strutturali.
Questo contesto ha alimentato una forte insoddisfazione sociale che si somma a richieste di maggiori libertà civili e di partecipazione politica.
Proteste di massa e repressione
Fine 2025 e inizio 2026 hanno visto una vastissima ondata di proteste contro l’aumento del costo della vita, la repressione politica e l’incapacità del regime di rispondere alle esigenze della popolazione. Queste manifestazioni – che si sono diffuse in decine di città e province – hanno incluso scioperi generali, cortei di commercianti e studenti e slogan contro il sistema degli Ayatollah.
Le forze di sicurezza hanno risposto con arresti, uso di proiettili letali e arresti: si segnalano centinaia di vittime e migliaia di arresti.
Il governo ha anche imposto un quasi totale blackout di internet per limitare comunicazioni interne e copertura mediatica delle proteste.
Richieste di cambiamento politico
In alcune manifestazioni sono emerse rivendicazioni più radicali che vanno oltre richieste economiche, includendo aperta opposizione alla guida suprema e riferimenti nostalgici alla monarchia costituzionale pre-1979.
Questo riflette una crescente perdita di legittimità percepita da parte di segmenti della popolazione, in particolare fra i giovani e la classe media.
Rapporti internazionali e pressioni esterne
La situazione interna di Teheran si intreccia con relazioni esterne tese:
- Gli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, hanno minacciato l’uso di misure dure – incluse opzioni militari – se la repressione contro i manifestanti dovesse continuare.
- L’Unione Europea e l’Italia hanno espresso preoccupazione per la tutela dei diritti umani e per una soluzione pacifica della crisi, sottolineando la necessità di rispettare le libertà fondamentali.
- La Cina, tradizionale partner strategico dell’Iran, ha adottato un approccio più cauto e chiesto la de-escalation interna.
Le relazioni internazionali sono quindi segnate da pressioni diplomatiche contrastanti e da timori di escalation regionale.
Sostenibilità a lungo termine del regime
Nonostante la durissima repressione e il malcontento sociale, il regime mantiene strumenti di controllo autoritario, sostenuti da istituzioni militari e religiose forti. Alcuni analisti evidenziano come le alleanze strategiche con potenze come Russia e Cina aiutino Teheran a sopravvivere alle pressioni esterne attraverso cooperazioni in materia di sicurezza e tecnologie di sorveglianza.
Conclusione
La politica iraniana nel 2026 è attraversata da:
- profonda crisi economica,
- massicce proteste sociali,
- forti tensioni tra regime e società,
- e pressioni internazionali divergenti.
Il futuro politico del Paese è incerto: mentre il regime continua a controllare con durezza, la crescente richiesta di cambiamento e legittimità da parte di ampi settori della popolazione resta un fattore chiave per l’evoluzione interna ed esterna.
Conclusioni
La traiettoria storica dell’Iran mostra un paese diviso tra forze di conservazione e spinte verso cambiamenti profondi, con momenti di apertura e chiusura politica. Dal potere imperiale all’esperienza della Repubblica Islamica, le tensioni tra modernizzazione, autoritarismo e aspirazioni sociali hanno segnato la vita politica e culturale. Le proteste degli ultimi anni, in particolare quelle legate ai diritti delle donne e alle difficoltà economiche, indicano che le sfide per il regime e la società iraniana sono tutt’altro che risolte.
Bibliografia
Opere accademiche e libri
- Rivetti, P. Storia dell’Iran. Rivoluzione, guerra e resistenza 1979-2025. Laterza, 2026. (Libreria Universitaria)
- Roohi, Ehsan. The 1979 Iranian Revolution and the Lost Decade of Science: A Counterfactual Scientometric Analysis. arXiv, 2025. (arXiv)
- Garoupa, Nuno & Spruk, Rok. Revolutions as Structural Breaks: The Long-Term Economic and Institutional Consequences of the 1979 Iranian Revolution. arXiv, 2025. (arXiv)
- Laudati, Dario & Pesaran, M. Hashem. Identifying the Effects of Sanctions on the Iranian Economy using Newspaper Coverage. arXiv, 2021. (arXiv)
Fonti storiche e articoli
- Wikipedia contributors, “Mahsa Amini protests,” Wikipedia. (Wikipedia)
- Wikipedia contributors, “Woman, Life, Freedom movement,” Wikipedia. (Wikipedia)
- Wikipedia contributors, “2021–2022 Iranian protests,” Wikipedia. (Wikipedia)
- Reuters/Associated Press news reports. (Reuters)
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