La conquista italiana della Libia (1911-1912): contesto, sviluppo e conseguenze

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    Artiglieria someggiata da cammelli. Fonte: La conquista della Libia Pro Eroi, Luca Emprio, Milano, 1911

    a cura redazione BLOG Giano PH

    Introduzione

    La guerra italo-turca del 1911-1912 segnò l’ingresso dell’Italia nel novero delle potenze coloniali. Con l’occupazione della Tripolitania, Cirenaica e Fezzan, il Regno d’Italia intese consolidare il proprio prestigio internazionale e rispondere alle pressioni dei nazionalisti interni. Tuttavia, la conquista della Libia fu caratterizzata da costi elevatissimi, resistenza locale duratura e benefici economici assai inferiori alle attese.

    Come ha scritto Angelo Del Boca, si trattò di una “illusione coloniale” che avrebbe segnato a lungo la storia italiana in Nord Africa1.

    Contesto internazionale e motivazioni

    All’inizio del XX secolo, l’Italia era l’unica grande potenza europea priva di colonie significative in Nord Africa. Dopo la sconfitta di Adua (1896), la politica coloniale aveva subito una battuta d’arresto. La Libia, provincia ottomana scarsamente controllata da Istanbul, appariva come la destinazione più accessibile.

    Le motivazioni furono molteplici:

    • Politiche: il governo Giolitti mirava a rafforzare il consenso interno, anche rispondendo alle pressioni del movimento nazionalista2.
    • Economiche: si sperava di aprire terre alla colonizzazione agricola e di accedere a risorse naturali.
    • Strategiche: si temeva un’espansione francese o britannica in Libia, che avrebbe accerchiato l’Italia nel Mediterraneo.

    La propaganda enfatizzò l’immagine della Libia come una “terra promessa” pronta ad accogliere i coloni italiani3.

    Lo scoppio della guerra

    Il 28 settembre 1911 l’Italia inviò un ultimatum all’Impero ottomano, accusandolo di non proteggere gli interessi italiani in Tripolitania. Due giorni dopo dichiarò guerra.

    Il corpo di spedizione iniziale contava circa 34.000 uomini, ma nell’arco di un anno l’Italia mobilitò oltre 100.000 soldati4. La flotta italiana, una delle più moderne del tempo, garantì la rapida occupazione delle città costiere: Tripoli (5 ottobre), Bengasi, Derna e Tobruk.

    Le dune sono ottime trincee

    Le operazioni militari

    Il controllo della costa

    Il predominio navale italiano consentì la presa delle città, ma non il controllo dell’entroterra. La battaglia di Sciara Sciat (23 ottobre 1911) mostrò subito le difficoltà: un reparto italiano fu annientato e centinaia di prigionieri furono massacrati. Le rappresaglie italiane causarono migliaia di vittime civili5.

    Il comando del Corpo di occupazione

    La resistenza ottomana e araba

    L’Impero ottomano, pur disponendo di soli 8.000 soldati regolari, organizzò una guerriglia con l’appoggio delle tribù arabe e della confraternita dei Senussi. Tra i comandanti ottomani emersero figure come Enver Pascià e Mustafà Kemal Atatürk, futuri protagonisti della storia turca6.

    L’estensione del conflitto

    Per forzare la resa ottomana, l’Italia colpì anche al di fuori della Libia: bombardò i Dardanelli e l’Anatolia, e occupò il Dodecaneso nel maggio 19127.


    APPROFONDIMENTO

    Il Trattato di Losanna (1912)

    Denominazione

    • Nome ufficiale: Trattato di pace di Losanna (detto anche Trattato di Ouchy dal nome della località presso Losanna, in Svizzera, dove fu firmato).
    • Data: 18 ottobre 1912.
    • Firmatari: Regno d’Italia e Impero ottomano, con mediazione delle potenze europee.

    Contesto storico

    • La guerra italo-turca (1911-1912) aveva visto l’Italia conquistare le principali città della Tripolitania e della Cirenaica, oltre al controllo del mare.
    • L’Impero ottomano, indebolito e minacciato dalle imminenti guerre balcaniche, non era in grado di proseguire il conflitto.
    • La diplomazia europea, in particolare Austria-Ungheria e Germania (alleate dell’Italia nella Triplice Alleanza), spinse per una rapida conclusione della guerra.

    Contenuto del trattato

    1. Cessione della Libia
      • L’Impero ottomano rinunciava al governo della Tripolitania, Cirenaica e Fezzan.
      • Formalmente, il sultano conservava un’autorità religiosa e nominale sui musulmani locali, ma l’amministrazione passava interamente all’Italia.
    2. Dodecaneso
      • L’Italia, che nel maggio 1912 aveva occupato il Dodecaneso (isole greche formalmente ottomane), si impegnava a restituirlo “a guerra conclusa”.
      • In realtà, Roma mantenne le isole fino al 1947, trasformando la clausola in una finzione diplomatica.
    3. Ritiro delle truppe
      • Le forze ottomane avrebbero lasciato la Libia.
      • L’Italia garantiva il rispetto della religione islamica e delle proprietà dei sudditi turchi.
    18 ottobre 1912.Ii fautori della Pace all’Hotel Beauvivage as Ouchy (Losanna). Giuseppe Volpi, Pietro Bertolini e Guido Fusinato e il principe turco Said Halim Pascià.

    Conseguenze immediate

    • Vittoria italiana: l’Italia ottenne la sua prima grande colonia africana, coronando l’espansione iniziata con Eritrea e Somalia.
    • Debolezza ottomana: il trattato segnò un ulteriore ridimensionamento dell’Impero ottomano, che perse ogni influenza effettiva in Nord Africa.
    • Ambiguità giuridica: formalmente la sovranità ottomana rimaneva, ma l’Italia esercitava un controllo pieno. Ciò creò confusione diplomatica e favorì la resistenza araba, che si appellava ancora al sultano.

    Conseguenze a lungo termine

    • La “quarta sponda”: la propaganda italiana celebrò la Libia come parte integrante della nazione, ma il controllo dell’entroterra fu consolidato solo negli anni ’20-’30.
    • Questione del Dodecaneso: l’inadempienza italiana alimentò tensioni con la Grecia e con l’Impero ottomano. Solo dopo la Seconda guerra mondiale le isole furono assegnate definitivamente alla Grecia (1947).
    • Preludio alle guerre balcaniche: la sconfitta ottomana incoraggiò i Balcani a ribellarsi, aprendo la strada alla crisi che avrebbe portato alla Prima guerra mondiale.

    Valutazione storiografica

    Gli storici (Del Boca, Labanca, Rochat) sottolineano come il Trattato di Losanna rappresenti una “vittoria a metà” per l’Italia:

    • da un lato sanciva il successo politico e militare;
    • dall’altro lasciava ambiguità legali e una resistenza libica non domata.

    La conquista non fu dunque il trionfo semplice e definitivo che la propaganda di Giolitti e dei nazionalisti celebrava, ma l’inizio di un lungo e costoso processo di colonizzazione.


    Scheda sintetica – Trattato di Losanna (1912)

    Voce Dettagli
    Nome ufficiale Trattato di pace di Losanna (Trattato di Ouchy)
    Data 18 ottobre 1912
    Luogo Ouchy (presso Losanna, Svizzera)
    Firmatari Regno d’Italia – Impero ottomano
    Contesto Conclusione della guerra italo-turca (1911-1912); Impero ottomano indebolito e minacciato dalle imminenti guerre balcaniche
    Cessioni territoriali – Tripolitania, Cirenaica e Fezzan all’Italia (con sovranità formale ancora al sultano ottomano, ma potere effettivo a Roma)
    Questione Dodecaneso L’Italia prometteva di restituire le isole occupate (Dodecaneso) → promessa disattesa, mantenute fino al 1947
    Clausole religiose L’Italia garantiva il rispetto dell’Islam e delle proprietà dei sudditi ottomani in Libia
    Effetti immediati – Italia ottiene la sua prima grande colonia nordafricana – Indebolimento ulteriore dell’Impero ottomano – Ambiguità giuridica sulla sovranità favorisce la resistenza araba
    Conseguenze a lungo termine – Consolidamento del mito della “quarta sponda” – Persistenza della resistenza libica – La questione del Dodecaneso rimane irrisolta fino al secondo dopoguerra – Preludio alle guerre balcaniche (1912-13)
    Valutazione storica Vittoria politica e diplomatica per l’Italia, ma con ambiguità e costi elevati; più un inizio problematico che un successo definitivo

    Conseguenze e valutazioni

    Perdite e costi

    Il conflitto costò all’Italia circa 1,3 miliardi di lire e oltre 3.000 caduti, mentre le perdite ottomane e arabe furono stimate tra 15.000 e 20.000 morti9.

    La retorica della “quarta sponda”

    La propaganda celebrò la conquista come l’acquisizione della quarta sponda d’Italia. In realtà, come osserva Nicola Labanca, le condizioni climatiche e agricole smentirono presto le illusioni di colonizzazione di massa10.

    Persistenza della resistenza

    Il dominio italiano rimase fragile. La guerriglia araba continuò per anni, soprattutto in Cirenaica. Solo con la repressione fascista degli anni ’20-’30 (Badoglio e Graziani), l’Italia consolidò il controllo, al prezzo di deportazioni di massa e campi di concentramento11.

    Conclusione

    La conquista della Libia del 1911 fu una vittoria politica e diplomatica, che rafforzò l’Italia nel contesto internazionale e le consentì di presentarsi come potenza coloniale. Tuttavia, i costi militari ed economici superarono i benefici, e la retorica nazionalista si scontrò con la realtà di una resistenza lunga e tenace.

    Come ha scritto Del Boca, “la guerra di Libia segnò l’inizio di una tragedia coloniale che si sarebbe protratta per trent’anni”12.


    Note

    1. A. Del Boca, Gli italiani in Libia. Tripoli bel suol d’amore 1860-1922, Laterza, Roma-Bari 1986, p. 67.
    2. G. Rochat, Le guerre italiane 1935-1943. Dall’Impero d’Etiopia alla disfatta, Einaudi, Torino 2005, pp. 18-20.
    3. N. Labanca, Oltremare. Storia dell’espansione coloniale italiana, Il Mulino, Bologna 2002, pp. 134-136.
    4. Cfr. Relazione ufficiale del Ministero della Guerra, in Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, ottobre 1912.
    5. A. Del Boca, Gli italiani in Libia, cit., pp. 145-150.
    6. A. Cresti, La guerra di Libia 1911-1912, Giunti, Firenze 1991, pp. 89-95.
    7. Rochat, Le guerre italiane, cit., p. 22.
    8. N. Labanca, Oltremare, cit., p. 141.
    9. Dati in G. Rochat, La guerra italiana per la Libia 1911-1931, Einaudi, Torino 1973, pp. 55-56.
    10. Labanca, Oltremare, cit., pp. 142-144.
    11. Del Boca, Gli italiani in Libia, cit., vol. II, pp. 210-215.
    12. Ivi, p. 250.

    Bibliografia essenziale

    • Cresti, A., La guerra di Libia 1911-1912, Firenze, Giunti, 1991.
    • Del Boca, A., Gli italiani in Libia. Tripoli bel suol d’amore 1860-1922, Roma-Bari, Laterza, 1986.
    • Del Boca, A., Gli italiani in Libia. Dal fascismo a Gheddafi, Roma-Bari, Laterza, 1988.
    • Labanca, N., Oltremare. Storia dell’espansione coloniale italiana, Bologna, Il Mulino, 2002.
    • Rochat, G., La guerra italiana per la Libia 1911-1931, Torino, Einaudi, 1973.
    • Rochat, G., Le guerre italiane 1935-1943. Dall’Impero d’Etiopia alla disfatta, Torino, Einaudi, 2005.
    • La conquista della Libia. Pro – Eroi, Edizione Luca Comprio, Milano, 1911 [Versione PDF]


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