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    Il Radar di Topakas e l’Assalto a Milos (1944): Storia, Memoria e Archeologia Militare

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    La postazione di Topakas con la targa commemorativa e il panorama sull’Egeo, 2026. Foto: Andrea Calandrelli

    di Andrea Calandrelli

    Perché la storia di Topakas parla al presente (Public History)

    La Public History ci insegna che i luoghi di conflitto non appartengono soltanto ai manuali scolastici o agli archivi militari, ma sopravvivono nelle tracce materiali del paesaggio e nella memoria collettiva delle comunità. In quest’ottica, l’isola di Milos e l’isolata altura di Topakas rappresentano un caso di studio emblematico: un paesaggio di guerra perfettamente conservato dove la storia militare della Seconda guerra mondiale si intreccia con i percorsi di riconciliazione delle generazioni successive.

    Milos 1941–1945: Un avamposto strategico tedesco nell’Egeo

    L’isola di Milos, al centro delle Cicladi occidentali e lungo le rotte tra la Grecia continentale e Creta, ebbe durante l’occupazione tedesca un’importanza militare superiore alle sue dimensioni. La sua posizione consentiva di sorvegliare una vasta porzione dell’Egeo e di proteggere le comunicazioni marittime. Nel corso della guerra l’isola fu progressivamente dotata di batterie costiere, difese contraeree, rifugi, depositi e apparati radar. Nell’autunno del 1944, dopo il ritiro tedesco dalla Grecia continentale, Milos rimase isolata ma ancora presidiata. Nell’ottobre 1944 la guarnigione tedesca era ridotta a circa 650 uomini, agli ordini del Kapitänleutnant Bernhard Kühn.
    In questo sistema difensivo un ruolo essenziale spettava alla sorveglianza radar.  A Topakas, nell’estremo settore occidentale dell’isola, era installato un Freya, radar tedesco per la scoperta aerea a lunga distanza. La posizione, aspra e isolata, dominava il mare aperto e disponeva di alloggi per il personale, ricoveri e difese ravvicinate. Il presidio era comandato dall’Oberleutnant zur See Horst Seegers.

    Il raid dell’Haddock Troop: L’attacco del 13–14 novembre 1944

    Nel novembre 1944 le forze britanniche decisero  di colpire a sopresa la stazione di Topakas. Il compito fu affidato a un reparto di Royal Marines, l’Haddock Troop, trasportato a Milos dal cacciatorpediniere HMS Easton. Il gruppo d’assalto era guidato dal capitano Arnold Bell. Secondo il rapporto del comandante Stratford Dennis, ripreso da Ross J. Robertson, lo sbarco ebbe inizio nel pomeriggio del 13 novembre. Gli uomini avanzarono verso la posizione attraverso un terreno ripido, coperto di vegetazione e particolarmente difficile.
    Giunti nei pressi del perimetro, i Marines furono investiti dal fuoco tedesco. L’azione si trasformò rapidamente in un combattimento ravvicinato, con impiego di mitragliatrici, mortai e bombe a mano. Gli assalitori penetrarono nel complesso, colpirono alcune installazioni e catturarono due militari tedeschi, ma la resistenza del presidio impedì loro di impadronirsi stabilmente della posizione. Con il calare della luce il capitano Bell ordinò il ripiegamento.  Bell e altri Royal Marines caddero durante l’assalto; subito dopo il combattimento, tuttavia, i britannici non conoscevano ancora con certezza la loro sorte.
    Nella notte e nelle prime ore del 14 novembre i britannici tornarono a terra per cercare gli uomini mancanti e valutare un nuovo attacco. La sorpresa, tuttavia, era ormai perduta e la posizione risultava rinforzata. L’operazione venne quindi abbandonata. I quattro Royal Marines ricordati oggi dalla targa di Topakas sono il capitano A. Bell e i Marines R. G. Batchelor, H. I. Bowkett e W. A. Brown.

    Il radar fu davvero distrutto durante l’assalto?

    L’attacco britannico provocò perdite e danni alle installazioni, ma non coincise con la distruzione definitiva del Freya. Dopo l’attacco, i tedeschi fecero saltare la stazione radar e abbandonarono la posizione, come riferisce Belivanakis. I resti metallici deformati dell’apparato sono ancora oggi visibili sul terreno.

    Luoghi della memoria e riconciliazione: Bell e Seegers

    La vicenda ebbe molti anni dopo un epilogo particolarmente significativo. Horst Seegers tornò a Milos e mantenne un legame con l’isola. Ed Bell, figlio del capitano caduto nell’attacco, raggiunse a sua volta Topakas e incontrò Seegers: due famiglie che, a distanza di oltre mezzo secolo, si ritrovarono sul luogo di uno scontro che aveva segnato entrambe. La memoria dei caduti britannici fu poi affidata a una targa collocata presso la postazione, che ricorda ancora oggi i quattro Royal Marines morti nell’azione.

    Topakas oggi. Archeologia militare e paesaggio culturale (Sopralluogo 2026)

    Nel 2026 ho raggiunto nuovamente la posizione di Topakas percorrendo il sentiero che sale dalla zona di Agios Ioannis. Il luogo conserva ancora un carattere eccezionalmente intatto: tra la roccia e la macchia emergono i resti del Freya, gli alloggi del personale, ricoveri e postazioni fortificate. Il confronto tra le fotografie degli anni di guerra e ciò che rimane oggi permette di riconoscere con immediatezza diversi elementi del complesso. Più di ottant’anni dopo, Topakas continua così a raccontare non soltanto la storia militare di Milos, ma anche quella degli uomini che vi combatterono e di coloro che, molti decenni più tardi, tornarono su quella collina per ricordarli.


    Bibliografia

    • Grigoris Belivanakis, Οι Γερμανοί στη Μήλο 1941–45, Atene, 2011.
    • Ross J. Robertson, “Milos Marines”, Key Military, 19 gennaio 2023.

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