di Teresa Maria Rauzino
Il secondo Premio al Francavilla Urban Festival per il mio volume dedicato a Mauro Del Giudice è arrivato nel gran finale di Thaumazein 2026, la rassegna internazionale delle emozioni ideata e curata dal critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone, che ha portato a Francavilla al Mare pubblico, autori e protagonisti della cultura, trasformando la città in un luogo di incontro tra libri, arte e musica.
Il termine greco antico thaumazein (θαυμάζειν) significa “provare meraviglia”, “stupirsi”. Nella tradizione filosofica, a partire da Platone e Aristotele, lo stupore di fronte all’esistenza e al mondo è considerato l’origine stessa della filosofia. Ed è proprio la capacità di suscitare domande, più che quella di offrire risposte definitive, a rappresentare il filo conduttore della rassegna.
In questo contesto si inserisce il Francavilla Urban Festival, concorso letterario che ha chiuso ufficialmente la manifestazione con la cerimonia di premiazione.
La giuria, presieduta da Massimo Pasqualone e composta da Marisa Riso, Gino Palone, Angela Rossi e Francesca Pomponio, ha assegnato al mio libro “Potere giudiziario e politica. Mauro Del Giudice: il coraggio delle Riforme” il secondo posto della Sezione C – Saggistica.
Un riconoscimento significativo perché premia un lavoro nel quale la storia diventa strumento per interrogare il presente.
Un percorso lungo vent’anni
Il volume dedicato a Mauro Del Giudice è il risultato di un percorso di ricerca che porto avanti da circa vent’anni attorno alla vicenda Matteotti.
Al centro c’è Mauro Del Giudice, magistrato di grande rigore e indipendenza, protagonista dell’istruttoria nel processo per l’assassinio di Giacomo Matteotti. La sua intransigenza non fu gradita ai vertici del regime, che ne dispose di fatto il trasferimento a Catania, secondo il noto sistema del “promoveatur ut amoveatur”.
Il primo processo Matteotti, celebrato a Chieti, si concluse con pene risibili per gli assassini. Del Giudice, tuttavia, non rinunciò alla ricerca della verità. Nel settembre del 1944, da Vieste, rilasciò una fondamentale rogatoria all’Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo, denunciando le gravissime interferenze del governo nella conduzione dell’istruttoria. La Cassazione annullò il verdetto e nel 1947, a Roma, si celebrò un nuovo processo, conclusosi con pene esemplari per gli assassini, successivamente vanificate da un’amnistia.
“Potere giudiziario e politica” non è soltanto la biografia professionale di un magistrato. Attraverso la vicenda di Del Giudice, ho affrontato una questione istituzionale più ampia: il rapporto tra potere giudiziario e potere politico e, soprattutto, il principio dell’indipendenza della magistratura.
Come nei tre volumi precedenti a lui dedicati, ho ricostruito il pensiero del grande giurista di Rodi Garganico attraverso documenti, testimonianze, carteggi e fonti storiche, collocandolo nel contesto dell’Italia liberale, del fascismo e della nascita della Repubblica.
Particolare rilievo ho riservato a un testo del 1948, Il potere giudiziario al cospetto del nuovo Parlamento, nel quale Del Giudice riflette sul ruolo della magistratura nel nuovo ordinamento repubblicano e sulla necessità di tutelarne l’autonomia.
L’indipendenza della magistratura continua a essere al centro del dibattito pubblico italiano. La vicenda di Del Giudice restituisce alla contemporaneità interrogativi che non hanno perso la loro forza.
La memoria come consapevolezza civile
Thaumazein 2026 ha costruito la propria identità sulla contaminazione tra letteratura, arte e musica. Il Francavilla Urban Festival ne è stata una delle espressioni, inserendo il concorso letterario all’interno di un progetto più ampio.
In questo quadro, il mio lavoro ha portato al centro la ricerca storica come strumento di consapevolezza civile.
Ricordare Mauro Del Giudice non significa soltanto recuperare una figura del passato, ma riflettere sul valore delle istituzioni, sull’equilibrio dei poteri e sulla responsabilità di chi esercita una funzione pubblica.
È questo il significato più profondo del sottotitolo da me scelto per il libro premiato il 26 agosto al Francavilla Urban Festival: Il coraggio delle Riforme. Un richiamo alla vicenda di Del Giudice, ma anche alla necessità di non considerare definitivamente acquisiti i principi sui quali si fonda lo Stato di diritto.
Francavilla, laboratorio culturale
Le oltre duemila presenze registrate da Thaumazein 2026 restituiscono infine una considerazione che supera i confini della manifestazione.
Francavilla al Mare si è proposta come spazio di incontro per scrittori, artisti, musicisti e operatori culturali provenienti da diverse regioni italiane, dimostrando come anche una città di provincia possa diventare, attraverso una progettualità continuativa, un punto di riferimento per la creatività.
Una rassegna può terminare con una cerimonia, un premio e una mostra. Il risultato più importante, però, comincia forse dopo, quando libri, opere e idee continuano a circolare e a suscitare domande…
È anche questo il senso del premio: fare della memoria non un luogo nel quale rifugiarsi, ma uno strumento con cui comprendere meglio il presente.
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