a cura redazione BLOG Giano PH
Introduzione
Nel secondo dopoguerra, Roma conobbe un’espansione urbana accelerata e spesso incontrollata. A causa della carenza abitativa e delle migrazioni interne, molte famiglie si insediarono in aree periferiche non urbanizzate, dando origine a forme di urbanizzazione informale. Il Borghetto Prenestino, sorto lungo la via Prenestina, rappresenta un esempio significativo di questo fenomeno, offrendo spunti di riflessione storici, sociologici e urbanistici.
Aspetti storici: genesi e trasformazioni del borghetto
Il Borghetto Prenestino si sviluppò negli anni Cinquanta come insediamento spontaneo in una zona periurbana, scarsamente edificata e adiacente a impianti industriali come la Snia Viscosa. Le abitazioni, inizialmente baracche costruite con materiali di fortuna, si moltiplicarono rapidamente^1^.
Negli anni Sessanta e Settanta, l’insediamento contava centinaia di abitanti. Malgrado la precarietà, il borghetto fu sede di una vita comunitaria intensa, con lotte per il riconoscimento dei servizi minimi e la legalizzazione delle abitazioni. Le istituzioni risposero lentamente, spesso con interventi repressivi, come gli sgomberi avvenuti negli anni Ottanta^2^.
Aspetti sociologici: marginalità e resistenza
Dal punto di vista sociologico, il Borghetto Prenestino rappresenta un caso emblematico di autorganizzazione popolare. In assenza di servizi pubblici, gli abitanti crearono forme di solidarietà, mutuo soccorso e cooperazione per affrontare l’emergenza abitativa. Le reti sociali locali consentivano la gestione collettiva di bisogni comuni (acqua, elettricità, istruzione)^3^.
Questo contesto richiama le teorie del “diritto alla città” di Lefebvre (1968), secondo cui le popolazioni marginalizzate rivendicano un ruolo attivo nella produzione dello spazio urbano. Le battaglie condotte dai comitati di quartiere a Tor Sapienza e Collatino riflettono tale tensione tra cittadinanza negata e desiderio di appartenenza^4^.
Aspetti urbanistici: informalità e contraddizioni della pianificazione
Dal punto di vista urbanistico, il borghetto è un prodotto dell’assenza di pianificazione e della debolezza delle politiche abitative italiane del secondo dopoguerra. L’insediamento si sviluppò in una logica funzionale: prossimità ai luoghi di lavoro, accessibilità alla città, presenza di terreni liberi. Tuttavia, fu percepito dalle istituzioni come un “problema da rimuovere” piuttosto che un “fenomeno da regolarizzare”^5^.
A partire dagli anni Ottanta, l’area fu interessata da interventi di edilizia popolare, ma senza una reale inclusione degli abitanti originari nei nuovi progetti. Il risultato fu una rottura del tessuto sociale e l’emarginazione di molte famiglie trasferite in altri contesti periferici, spesso senza continuità né supporto^6^.
Conclusione
Il Borghetto Prenestino, sebbene oggi quasi del tutto scomparso, rappresenta un esempio prezioso per comprendere le dinamiche dell’urbanizzazione informale a Roma. Esso solleva interrogativi cruciali sul rapporto tra pianificazione, cittadinanza e giustizia spaziale. Studiare questa esperienza significa riscoprire una parte della città “invisibile”, che ha contribuito, con le sue pratiche, a costruire una forma alternativa di urbanità.
Note
- Cfr. Insolera, I. (2011). Roma moderna: un secolo di storia urbanistica. Laterza.
- Giovannini, L. (2004). Baraccopoli e borghetti. FrancoAngeli, p. 92.
- Mudu, P. (2010). “Patterns of informal urbanization in Rome”. Urban Geography, 31(5), 715-720.
- Lefebvre, H. (1968). Le droit à la ville. Anthropos.
- Borghi, R. (2001). Periferie da scoprire. Donzelli Editore.
- Ceccarelli, M. (2012). “Informalità urbana e progettazione partecipata: il caso di Roma Est”. Territorio, 61, pp. 94-101.
Bibliografia
- Borghi, R. (2001). Periferie da scoprire: pratiche di cittadinanza e trasformazioni urbane a Roma. Donzelli Editore.
- Ceccarelli, M. (2012). Informalità urbana e progettazione partecipata: il caso di Roma Est. Territorio, (61), 94–101.
- Giovannini, L. (2004). Baraccopoli e borghetti: abitare Roma tra emergenza e marginalità. FrancoAngeli.
- Insolera, I. (2011). Roma moderna: un secolo di storia urbanistica (1870–1970). Laterza.
- Lefebvre, H. (1968). Le droit à la ville. Paris: Anthropos.
- Mudu, P. (2010). Patterns of informal urbanization in Rome. Urban Geography, 31(5), 712–734.




