A cura redazione BLOG Giano PH
Il 4 febbraio, Giornata Mondiale contro il Cancro, rappresenta non solo un momento di sensibilizzazione sanitaria, ma anche un’occasione preziosa per riflettere sul rapporto storico tra società, malattia e conoscenza scientifica. In questa prospettiva, la Public History può offrire strumenti fondamentali per comprendere come il cancro sia stato raccontato, temuto, studiato e affrontato nel tempo.
Il cancro nelle fonti storiche
Le prime descrizioni di tumori risalgono alle civiltà antiche. Nei papiri egizi (circa 1600 a.C.) si trovano riferimenti a masse incurabili, mentre Ippocrate coniò il termine karkínos, “granchio”, per descrivere l’aspetto delle neoplasie. Per secoli, il cancro fu considerato una malattia misteriosa e spesso indicibile, associata a stigma, colpa o destino.
La scarsità di fonti dirette non indica assenza del fenomeno, ma piuttosto una rimozione culturale: il cancro veniva raramente nominato, nascosto nel linguaggio e nelle pratiche sociali.
Tra Ottocento e Novecento: nascita dell’oncologia moderna
Con l’Ottocento e lo sviluppo della medicina scientifica, il cancro diventa oggetto di studio sistematico. Nascono i primi registri, gli istituti di ricerca e le campagne pubbliche di prevenzione. Nel Novecento, soprattutto nel secondo dopoguerra, il cancro entra progressivamente nello spazio pubblico: giornali, manifesti, programmi sanitari e associazionismo trasformano la malattia in una questione collettiva.
In Italia, la storia della lotta al cancro è intrecciata con lo sviluppo del Servizio Sanitario Nazionale, con la diffusione degli screening e con il ruolo crescente delle associazioni di volontariato e ricerca.
Memoria, narrazione e testimonianze
La Public History valorizza testimonianze orali, archivi personali, autobiografie, fotografie e campagne di comunicazione come fonti storiche. Le storie di pazienti, familiari e operatori sanitari permettono di restituire una dimensione umana alla malattia, superando una visione esclusivamente clinica.
Raccontare il cancro significa anche analizzare il linguaggio usato nel tempo, le metafore della “guerra” o della “lotta”, e interrogarsi su come queste narrazioni abbiano influenzato la percezione sociale della malattia.
Il ruolo della Public History oggi
In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, la Public History può:
- promuovere percorsi di memoria e consapevolezza
- contribuire a contrastare stigma e silenzi
- favorire il dialogo tra scienza, storia e cittadinanza
- rendere accessibili archivi e saperi sanitari al pubblico
Raccontare la storia del cancro significa riconoscere che la salute è un fatto storico e sociale, non solo biologico.
Conclusione
Il 4 febbraio ci invita a guardare al cancro non soltanto come malattia del presente, ma come esperienza storica condivisa, che ha modellato pratiche mediche, politiche sanitarie e vissuti individuali. La Public History, dando voce alle storie e rendendo visibile la memoria, contribuisce a costruire una cultura della salute più consapevole e inclusiva.
Bibliografia e sitografia essenziale (storia e Public History)
- UICC – World Cancer Day
https://www.worldcancerday.org - OMS – Cancer: historical and social perspectives
https://www.who.int - Susan Sontag, Malattia come metafora, Einaudi
- Ilana Löwy, Cancer: The Making of a Modern Disease, Princeton University Press
- Virginia Berridge, Public Health: A Very Short Introduction, Oxford University Press
- Istituto Superiore di Sanità – Storia della sanità pubblica
https://www.iss.it - Associazione Italiana di Public History (AIPH)
https://aiph.hypotheses.org
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