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    Home Seconda Guerra mondiale (1939-1945)

    Domenico Jaforte “Menicuccio”: memoria di un calzolaio antifascista trucidato alle Fosse Ardeatine

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    La targa in questione si trova in Via della Stelletta, nella parte della strada che ricade nel Rione Sant'Eustachio, e ricorda l'antifascista Domenico Jaforte, detto Menicuccio, calzolaio comunista, ucciso il 24 Marzo 1944 nell'eccidio delle Fosse Ardeatine, che in questa casa visse. La targa è stata qui posta dal nipote Cesare Jaforte, in occasione del primo anniversario della morte di Domenico Jaforte, quindi il 24 Marzo 1945. Foto GIANOPHAPS

    a cura BLOG Giano PH

    Il 24 marzo del 1944 rappresenta uno dei momenti più tragici nella storia italiana della Seconda Guerra Mondiale: nelle cave di pozzolana sulla via Ardeatina, nella periferia sud di Roma, furono fucilate 335 persone in una rappresaglia compiuta dai tedeschi come vendetta per l’attentato di via Rasella del giorno prima. Tra quelle vittime si trovano uomini provenienti da diverse esperienze di vita – partigiani, civili sospettati di resistenza, lavoratori, veterani della prima guerra mondiale – compreso Domenico Jaforte, noto agli amici come Menicuccio.

    Dalla Ciociaria a Roma: la vita di Menicuccio

    Domenico Jaforte nacque a Sora (provincia di Frosinone), dove apprese l’arte di calzolaio dal padre, mestiere che lo accompagnerà per tutta la vita. Appena adulto, si trasferì a Roma per motivi di lavoro, entrando in contatto con un ambiente urbano e politicamente più vivace. Durante la prima guerra mondiale fu chiamato alle armi: ferito a un piede, tornò alla vita civile e riprese l’attività di artigiano.

    Negli anni successivi, Jaforte lavorò anche come portiere di un palazzo in Via della Stelletta, in pieno centro storico romano, dove si guadagnò la stima dei vicini per la sua onestà e cordialità. Secondo testimonianze di amici, Menicuccio era un uomo semplice: ogni tanto si concedeva un bicchiere di vino e qualche parola in dialetto ciociaro con chi lo conosceva. Ma questo profilo di bonaria normalità nascondeva un impegno più profondo: risultava infatti iscritto, nell’archivio dell’ANFIM (Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri), come appartenente al partito politico clandestino comunista e alla resistenza civile contro l’occupazione nazista e il fascismo.

    Arresto, prigionia e trucidazione

    La vicenda drammatica che portò Jaforte alla morte ebbe inizio con il suo arresto da parte delle forze di sicurezza naziste il 15 marzo 1944 nella sua abitazione in Via della Stelletta. Nonostante un primo rilascio, venne ri-arrestato dopo gli eventi di via Rasella, quando a Roma furono intensificate le retate per sospetta appartenenza alla Resistenza. Secondo alcune ricostruzioni, l’arresto fu in parte originato anche da una retata in un’osteria vicina, dove Jaforte – in compagnia di altri – potrebbe aver espresso opinioni giudicate pericolose dalle autorità di occupazione.

    Come altre centinaia di prigionieri, fu quindi portato con la forza nelle Fosse Ardeatine, dove fu giustiziato con un colpo di pistola alla nuca insieme ad altre 334 vittime innocenti. Queste uccisioni, ordinate dalle autorità naziste sotto il comando di ufficiali come Herbert Kappler, ebbero l’obiettivo di punire collettivamente la popolazione italiana per la resistenza armata, in violazione di qualunque norma giuridica e morale.

    La memoria di Menicuccio: lapidi, commemorazioni e comunità

    La memoria di Domenico Jaforte non si è persa. Nel 1945, a un anno esatto dalla sua morte, suo nipote Cesare Jaforte fece porre una lapide commemorativa sulla casa di Via della Stelletta dove Menicuccio aveva vissuto e lavorato. L’iscrizione ricorda la sua «ferma lotta fino all’estremo martirio per la liberazione d’ Italia dai secolari oppressori», rafforzando così la dimensione di Jaforte non solo come vittima innocente, ma come uomo impegnato nella Resistenza.

    La città di Sora, sua città natale, continua a rendere omaggio alle vittime locali delle Fosse Ardeatine con cerimonie commemorative in memoria di Jaforte e dell’altro sorano trucidato, Raffaele Milano. Queste celebrazioni si svolgono il 24 marzo, anniversario dell’eccidio, e intendono ricordare non solo l’orrore di quel massacro, ma anche il valore della libertà e della democrazia per le generazioni future.

    Perché ricordare Domenico Jaforte?

    La storia di Menicuccio, pur nella sua umiltà, incarna molte delle contraddizioni e delle sofferenze vissute dall’Italia sotto l’occupazione nazista: un artigiano semplice che s’impegna nella lotta contro l’ingiustizia, che conosce le dure repressioni di un regime violento e che paga con la vita la sua scelta di libertà. Ricordare Domenico Jaforte e altri come lui significa non soltanto preservare la memoria storica, ma anche riaffermare valori fondanti della nostra contemporaneità: la dignità umana, l’uguaglianza, il rifiuto di ogni forma di odio e discriminazione.



    Bibliografia e fonti consigliate

    Per approfondire la figura di Domenico Jaforte e il contesto storico delle Fosse Ardeatine, ecco una raccolta di fonti primarie e secondarie (testi, memorie, pubblicazioni pubblicate e documenti commemorativi):

    Fonti archivistiche e documentali

    • Archivio fotografico e schedario dell’ANFIM (Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri) – contiene schede delle vittime come quella di Domenico Jaforte con dati biografici e fonti.
    • Lapide commemorativa in Via della Stelletta, Roma – testimonianza epigrafica posta dal nipote nel 1945.

    Pubblicazioni nazionali sulla strage

    • AA.VV., Le Fosse Ardeatine (Edizioni Anfim, Roma) – edizione 2019 con documenti, testimonianze e ricostruzione completa della strage.
    • Ascarelli, Attilio – Le Fosse Ardeatine (prima edizione 1945), edizioni successive con saggi storici su vittime e contesto.

    Articoli giornalistici / commemorazioni

    • Cronache locali sul sito Sora24.it e IOWEBBO.it sulla memoria delle vittime sorane, con riferimenti a Jaforte e Milano nelle cerimonie pubbliche.
    • Articoli di approfondimento sulla strage in testate nazionali (ad es. Repubblica, Corriere) per contestualizzare l’eccidio nel quadro generale della Resistenza e della repressione nazista.

    Fonti enciclopediche e storiche

    • Wikipedia/Enciclopedie umanistiche per la ricostruzione storica dell’eccidio delle Fosse Ardeatine e delle sue cause.

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