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    Home Seconda Guerra mondiale (1939-1945)

    Guido BORGIONI: un antifascista deportato da Roma a Mauthausen

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    a cura redazione BLOG Giano PH. Grazie al dott. Riccardo Sansone per l’accurata ricerca d’archivio (BellaStoria)

    Fonte: ecomuseocasilino.it

    Introduzione

    Guido Borgioni, originario di Perugia e residente in via Tor de Schiavi 129 (quartiere Centocelle a Roma), nacque nel 1893. Pluridecorato reduce della Prima guerra mondiale, divenne un convinto antifascista: già nel 1931 espresse contro il regime fascista dichiarazioni pubbliche, per le quali fu relegato al confino a Nuoro e segnalato come “elemento pericoloso” fino al 1940.

    Sorveglianza e opposizione

    Dopo il 1931, la questura di Roma lo tenne costantemente sotto osservazione, raccogliendo per lungo tempo informazioni su spostamenti, frequentazioni ed eventuali attività contro il regime. Pur vivendo la guerra come un reduce, rimase fedele alla propria coscienza civile fino alla caduta del fascismo.

    Arrestate e deportazione

    Con l’occupazione nazista di Roma, tra settembre 1943 e inizio 1944, le attività partigiane intensificarono la loro azione in città. Sotto pressione dalle autorità della Repubblica Sociale, il questore Erminio Roselli e il vicecapo Eugenio Apollonio ordinarono rastrellamenti dei sospetti oppositori politici.

    Il 19 dicembre 1943, Borgioni fu nominato tra i primi da arrestare. Venne arrestato il 23 dicembre insieme alla moglie Loreta Lolli.

    Il convoglio del 4 gennaio e la fine

    Il 4 gennaio 1944, oltre 300 “indesiderabili” furono caricati sul treno allo scalo Tiburtino e deportati verso Mauthausen. La maggioranza dei deportati non fece ritorno: tra questi vi fu anche Guido Borgioni. Fu ucciso il 2 agosto 1944 nel Castello di Hartheim, vicino a Linz, struttura utilizzata per l’attuazione di omicidi sistematici contro prigionieri ritenuti non idonei al lavoro forzato.

    Considerazioni storiche

    1. Continuità della resilienza antifascista
      Borgioni rappresenta quel nucleo di soldati patrioti che, dopo aver combattuto in guerra, rifiutarono il fascismo con fermezza civica e politica, a costo della vita.
    2. L’uso del confino e della repressione preventiva
      Fu sorvegliato per oltre un decennio, e la sua deportazione nacque da una rete repressiva che collegava la sorveglianza fascista a quella nazista in occupazione.
    3. Interconnessione dei regimi repressivi
      La sua vicenda dimostra come la persecuzione politica fascista sia stata integrata nell’ingranaggio nazista per la repressione sistematica, anche attraverso i lager come Mauthausen e luoghi di morte come Hartheim.

    Via Tor de Schiavi: luogo di memoria

    La sua abitazione, in via Tor de Schiavi 129, viene oggi inserita nei percorsi della Resistenza, spesso segnalata da pietre d’inciampo a ricordo dei deportati partigiani e antifascisti. Il quartiere di Centocelle rende onore alla sua memoria come a quella di molti altri.

    Conclusione

    La vicenda di Guido Borgioni – reduce, antifascista, deportato e vittima della solitudine umana – è uno specchio dell’Italia civile che si oppose ai regimi del Novecento e pagò con la vita la propria fermezza morale. Le sue tappe – dalla sorveglianza al confino, dall’arresto alla deportazione – seguono una traccia drammatica, ma significativa: la resa quotidiana dei diritti, gli ingranaggi della repressione, e la necessità di non dimenticare.

    Può essere interessante approfondire leggendo il saggio “Elementi indesiderabili. Storie e memorie di un trasporto a Roma‑Mauthausen 1944” (Iafrate, Guida, Chillemi Edizioni), promosso da ANED, che contestualizza il convoglio del 4 gennaio e offre ampie testimonianze.


    Fonti principali

    • Iafrate & Guida – analisi del trasporto Roma–Mauthausen 1944

    Fonti primarie e documentarie

    1. Archivio Centrale dello Stato – Fondo Questura di Roma, fascicoli personali su antifascisti schedati.
    2. ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti
      • Schedari dei deportati italiani a Mauthausen.
      • Scheda individuale di Guido Borgioni (consultabile su richiesta o in occasione di eventi pubblici).

    Studi e saggi storici

    1. Iafrate, Anna Maria; Guida, Paola (a cura di),
      Elementi indesiderabili. Storie e memorie di un trasporto Roma-Mauthausen 4 gennaio 1944, Chillemi Editore, 2015.
      – Studio fondamentale sul convoglio da Roma che coinvolse Borgioni.
    2. Bruna Rossetti, Mauthausen: anatomia di un lager nazista, Ed. ANED, Milano.
      – Analisi storico-documentaria del campo e dei deportati italiani.
    3. Liliana Picciotto, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943–1945), Mursia, Milano, 2002.
      – Utile per il contesto dei trasporti da Roma anche se centrato sull’elemento ebraico.
    4. Filippo Focardi, Il cattivo tedesco e il bravo italiano. La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale, Laterza, 2013.
      – Approfondisce il ruolo delle autorità italiane nella persecuzione e deportazione, utile per comprendere l’arresto di Borgioni da parte fascista.

    Memorie e testimonianze locali

    1. E. Paladini, Cento celle: storie partigiane e memorie civili del quartiere romano, Edizioni L’Asino d’Oro, 2019.
      – Include riferimenti a Borgioni e al tessuto antifascista di via Tor de’ Schiavi.
    2. Maria Immacolata Macioti, La memoria che resta. Le pietre d’inciampo a Roma, Ed. Bordeaux, 2020.
      – Analisi della memoria pubblica a Roma, con mappa e testimonianze di strade come via Tor de’ Schiavi.

    Risorse online complementari

    1. Loquis – La voce dei luoghi
      – Scheda audio-narrativa su Guido Borgioni a via Tor de’ Schiavi.
    2. DizionariodellaResistenza.it – Database storico-biografico.
    3. Pietre d’Inciampo Roma – Mappa interattiva dei luoghi della memoria.