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    Le origini di Bella Ciao delle mondine: storia di un canto diventato leggenda

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    a cura redazione BLOG Giano PH

    “Bella ciao” non è solo una canzone. È un simbolo. Ma da dove viene davvero questo canto che unisce milioni di voci in tutto il mondo?

    Una melodia che affonda le radici nel popolo

    Nonostante sia conosciuta come inno partigiano, Bella ciao ha una storia più lunga e stratificata. Le sue origini non sono chiare al 100%, ma ci sono due filoni principali:

    • Canto delle mondine: la versione più antica e accreditata viene fatta risalire ai canti delle mondine, le donne che lavoravano nelle risaie del nord Italia, in particolare nel Vercellese e nel Pavese, tra fine ‘800 e primi del ‘900. Si trattava di canti di fatica, lamento e ribellione, spesso improvvisati e trasmessi oralmente. La melodia di Bella ciao sarebbe derivata da un canto chiamato Alla mattina appena alzata.

    Alla mattina appena alzate
    O bella ciau, bella ciau, bella ciau, ciau ciau
    Alla mattina appena alzate
    in risaia ci tocca andar.

    • Canto partigiano: la versione che conosciamo oggi – quella che inizia con “Una mattina mi son alzato” – nasce però durante la Resistenza italiana (1943-1945). Non ci sono prove che venisse cantata massicciamente dai partigiani durante la guerra, ma fu sicuramente diffusa e codificata nel secondo dopoguerra, diventando simbolo ufficiale della lotta al nazifascismo.

    Chi l’ha scritta?

    Non esiste un autore ufficiale. Bella ciao è un tipico esempio di canto popolare anonimo, modificato nel tempo. La musica probabilmente prende spunto da antiche ballate popolari italiane o est-europee. Il testo, invece, è un potente racconto in prima persona di un partigiano che sa di poter morire ma chiede, come ultimo desiderio, di essere sepolto “lassù in montagna”, dove il fiore che cresce “è il fiore del partigiano morto per la libertà”.

    La diffusione nel dopoguerra

    Negli anni ’50 e ’60, Bella ciao fu riscoperta da musicisti, intellettuali e attivisti politici. Fu cantata al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1964, dove attirò l’attenzione internazionale. Da lì in poi, fu tradotta in decine di lingue e cantata in tutto il mondo.

    Un canto eterno

    Oggi, Bella ciao è più viva che mai. È stata adottata da movimenti di protesta, è entrata nel mondo del cinema, delle serie TV, persino nei remix elettronici. Ma alla base resta ciò che è sempre stata: una voce che si leva contro l’ingiustizia, in nome della libertà.


    Milva canta la versione originale di “Bella Ciao”


    Bibliografia

    • Cesare Bermani, Bella ciao. Canto e politica nella storia d’Italia, Odradek, 2003.
      ➤ Un saggio fondamentale che analizza le origini, le trasformazioni e l’uso politico del canto.
    • Massimo Castoldi, Il canto partigiano. Storia e fortuna di “Bella ciao”, Donzelli, 2020.
      ➤ Una ricostruzione storica e documentata sulla fortuna del brano, con attenzione al contesto resistenziale.
    • Giorgio Pagano, Bella ciao. La canzone della libertà, People, 2020.
      ➤ Sguardo contemporaneo su Bella ciao come inno globale, tra Resistenza e movimenti internazionali.
    • Istituto Ernesto de Martino – archivio musicale e pubblicazioni.
      ➤ L’istituto conserva registrazioni e studi fondamentali sul canto popolare e militante italiano.
    • Carla Boni e Gino Latilla, Bella ciao (versione discografica RAI anni ’60)
      ➤ Prima versione ufficiale incisa per la radio, punto di partenza per la diffusione post-bellica.
    • Documentario RAI, Bella ciao. La canzone della libertà (2020).
      ➤ Prodotto dalla RAI, ripercorre la storia del brano con immagini d’epoca e testimonianze.
    • Gabriele D’Annunzio e i canti popolari (contesto utile per comprendere il passaggio da canto popolare a politico).
      ➤ Non parla direttamente di Bella ciao, ma aiuta a capire la trasformazione di canti orali in simboli politici.
    • Bella ciao delle mondine La ricostruzione e il boom economico (1946-1966). Scarica il PDF


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