a cura redazione BLOG Giano PH
Introduzione
Quando si parla di contaminazioni tra jazz, rock e progressive in Italia, un nome emerge con forza: Il Perigeo. Nato nei primi anni ’70, il gruppo ha rappresentato un unicum nella scena musicale, fondendo improvvisazione e scrittura, tradizione e sperimentazione. La loro avventura è durata pochi anni, ma ha lasciato un segno profondo.
La nascita del gruppo
Il Perigeo prende forma a Roma nel 1971 su iniziativa del contrabbassista Giovanni Tommaso, già attivo nella scena jazz nazionale. L’idea era chiara: creare una band capace di dialogare con le nuove tendenze del jazz-rock internazionale (Weather Report, Mahavishnu Orchestra) senza perdere un’identità mediterranea.
La formazione classica comprendeva:
- Giovanni Tommaso – contrabbasso, basso elettrico, composizioni
- Franco D’Andrea – pianoforte e tastiere
- Claudio Fasoli – sax tenore e soprano
- Tony Sidney – chitarra elettrica
- Bruno Biriaco – batteria e percussioni

Il nome Perigeo venne scelto per il suo significato astronomico: il punto più vicino della Luna alla Terra. Una metafora perfetta per un gruppo che voleva avvicinare mondi musicali lontani.
Lo stile e la produzione
Il Perigeo si distingueva per un suono visionario e moderno:
- armonie jazzistiche complesse,
- energia e dinamismo rock,
- atmosfere liriche e introspettive,
- uso creativo di elettronica e tastiere.
La band si esibì in Italia e all’estero, partecipando anche al Montreux Jazz Festival. Le loro incisioni furono pubblicate da RCA Italiana, che ne intuì il potenziale innovativo.
La fine del progetto
Dopo cinque album in studio e un live, il Perigeo si sciolse nel 1977. Le ragioni furono legate sia a tensioni interne sia al cambiamento del panorama musicale, che stava abbandonando le sonorità progressive a favore di nuovi linguaggi.
I singoli membri proseguirono carriere brillanti: Tommaso come contrabbassista e compositore, D’Andrea come pianista di fama internazionale, Fasoli come sperimentatore nel free jazz.
Nonostante la breve vita, il Perigeo è rimasto un punto di riferimento, spesso riscoperto da nuove generazioni di musicisti e appassionati.
Discografia essenziale
- Azimut (1972, RCA Italiana)
- Abbiamo tutti un blues da piangere (1973, RCA Italiana)
- Genealogia (1974, RCA Italiana)
- La valle dei templi (1975, RCA Italiana)
- Non è poi così lontano (1976, RCA Italiana)
- Live at Montreux (1975, registrato al Montreux Jazz Festival)
Bibliografia e fonti
- Franco Fayenz, Il jazz in Italia. Dalle origini alle nuove tendenze, EDT, Torino, 1986.
- Arrigo Polillo, Jazz: la vicenda e i protagonisti della musica afroamericana, Mondadori, Milano, 1975.
- Enzo Gentile, Enciclopedia del rock italiano, Arcana, Roma, 1990.
- Riccardo Bertoncelli, Prog. Storia e storie del rock progressivo italiano, Giunti, Firenze, 2010.
- RCA/BMG, Perigeo – The Complete RCA Albums Collection (note di copertina).

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