sabato 22 Agosto 2026 - 12:57
More
    Home Letteratura

      Il nostro tutto: Puškin, la memoria collettiva e la Public History

      21
      Aleksandr Puškin nel ritratto di Tropinin (1827). Fonte: Copia-di-arte.com / Portrait of Alexander Pushkin (1799-1837 - Wassili Tropinin

      a cura redazione BLOG Giano PH

      Per i russi, Aleksàndr Sergeevič Puškin non è semplicemente un grande scrittore: è «наше всё» («il nostro tutto»), come sintetizzò celebremente il critico Apollon Grigor’ev nel 1859. Dal punto di vista della Public History, Puškin rappresenta uno dei casi più affascinanti di costruzione del mito nazionale, riappropriazione politica e stratificazione della memoria pubblica.
      Analizzare il poeta del La figlia del capitano ed Evgenij Onegin con le lenti della storia pubblica significa spostare lo sguardo dall’esegesi del testo alla biografia politica del simbolo: come è diventato Puškin un luogo della memoria universale?

      La monumentalizzazione: la nascita del culto nel 1880

      Mosca, Russia – Monumento per russo poeta Alessandro S. Pushkin

      La trasformazione di Puškin da figura letteraria controversa (confinato dallo zar, morto in un tragico duello nel 1837) a Padre della Patria ha un momento di svolta preciso: l’inaugurazione del Monumento a Puškin a Mosca nel 1880.

      L’evento fu una vera e propria manifestazione di Public History ante litteram:

      • La convergenza culturale: Durante la cerimonia, i più grandi intellettuali del tempo — tra cui Fëdor Dostoevskij e Ivan Turgenev — pronunciarono discorsi che definirono l’identità russa per le generazioni a venire.

      • La sacralizzazione dello spazio urbano: La statua scolpita da Aleksandr Opekušin trasformò la piazza in uno spazio liturgico profano, dove la cittadinanza si riuniva per celebrare non la dinastia regnante, ma la lingua e lo spirito nazionale.

      Il “Puškin Sovietico”: il centenario del 1937

      Uno degli snodi più paradossali della memoria pubblica puškiniana si consumò sotto il regime staliniano. Nel 1937, in pieno terrore delle purghe, l’Unione Sovietica celebrò in grande stile il centenario della morte del poeta.

      Il regime sovietico attuò una riscrittura identitaria: l’aristocratico Puškin venne riabilitato e trasformato in un “precursore della rivoluzione”, un poeta vittima dell’autocrazia zarista e voce del popolo.

      Le iniziative di Public History del 1937 inclusero:

      • Editoria di massa: Tirature di milioni di copie distribuite nelle scuole e nelle fabbriche.

      • Toponomastica e musealizzazione: Città, strade, teatri e stazioni vennero intitolate al poeta (compreso il rinominamento del villaggio di Carskoe Selo in Puškin).

      • Cultura popolare: Opere teatrali, film e festival musicali diffusero una narrazione accessibile a tutti gli strati sociali.

      Puškin oggi: tra identità globale e decolonizzazione della memoria

      Oggi, l’eredità di Puškin si trova al centro di accesi dibattiti storiografici e geopolitici. Se da un lato il poeta rimane l’icona indiscutibile della lingua russa nel mondo, dall’altro la storia pubblica contemporanea analizza criticamente il suo ruolo nel contesto dell’espansionismo dell’Impero Russo (ad esempio attraverso poemi come Il prigioniero del Caucaso).
      Studiare Puškin oggi tramite la Public History permette di fare operazione di trasparenza storiografica: distinguere l’uomo dell’Ottocento dal “mito Puškin” costruito da imperi, regimi e pedagogie statali nel corso di due secoli.

      Opere principali di Aleksàndr S. Puškin

      L’opera di Puškin è vasta e multidisciplinare. Per il pubblico e gli studiosi di Public History, la sua produzione rappresenta il momento fondativo della lingua russa moderna e del realismo letterario.

      Di seguito la suddivisione delle sue opere pubblicate più rilevanti per genere e cronologia.

      Romanzi in versi e Poemi narrative

      • Ruslan e Ljudmila (1820): Il primo grande poema epico-fiabesco che lo rese celebre, sovvertendo i canoni del classicismo.

      • Il prigioniero del Caucaso (1821) e La fontana di Bachčysaraj (1823): Poemi del “periodo meridionale”, fondamentali per l’immaginario esotico e romantico dell’Impero Russo.

      • Evgenij Onegin (1823–1831, in volume 1833): Il capolavoro assoluto di Puškin. Definita “un’enciclopedia della vita russa”, è una narrazione in versi che ha codificato la figura dell’inutile “dandy” e influenzato tutta la narrativa russa successiva.

      • Poltava (1828) e Il cavaliere di bronzo (1833, pubbl. 1841): Poemi a carattere storico-politico incentrati sulla figura di Pietro il Grande e sul destino della città di San Pietroburgo.

      Teatro

      • Boris Godunov (1825, pubbl. 1831): Tragedia storica romantica modellata sul teatro shakespeariano. Esplora il dilemma del potere, la legittimità e il ruolo del popolo nelle vicende dinastiche del XVI-XVII secolo.

      • Le Piccole Tragedie (1830): Quattro micro-drammi in versi focalizzati sull’analisi psicologica delle passioni umane:

        1. Il cavaliere avaro (Avarizia)

        2. Mozart e Salieri (Invidia)

        3. Il convitato di pietra (Lussuria / Don Giovanni)

        4. Il banchetto durante la peste (Empietà / Nichilismo)

      Prosa e Romanzi Storici

      • Le novelle del compianto Ivan Petrovič Belkin (1830): Raccolta di 5 racconti (Il colpo di pistola, La tempesta, Il mastro di posta, Il fabbricante di bare, La contadinella-dama) che segna la nascita della grande prosa realistica russa.

      • La dama di picche (1834): Celebre racconto fantastico-psicologico sul tema del gioco d’azzardo e dell’ossessione.

      • La figlia del capitano (1836): Il suo romanzo storico di maggior successo, ambientato durante la rivolta contadina di Emel’jan Pugačëv (1773-1774).

      • Dubrovskij (1832-1833, pubbl. postumo 1841): Romanzo incompiuto incentrato sul tema del nobile fuorilegge alla Robin Hood.

      Storiografia, Saggi e Giornalismo

      • Storia della rivolta di Pugačëv (1834): Vera e propria opera di ricerca storiografica condotta da Puškin negli archivi di Stato e sul campo attraverso testimonianze orali.

      • Viaggio ad Arzrum (1836): Resoconto di viaggio e reportage sulla campagna militare russa nel Caucaso.

      • Rivista Sovremennik (Il Contemporaneo, fondata nel 1836): La rivista letteraria e politica creata da Puškin per diffondere dibattiti culturali, saggi critici e la nuova letteratura di prosa.


      Bibliografia essenziale

      Fonti critiche sulla memoria e il mito di Puškin

      • Binyon, TJ. Pushkin: A Biography. Vintage, 2003. (Analisi biografica rigorosa e contestualizzata).

      • Debreczeny, Paul. Social Functions of Literature: Alexander Pushkin and Russian Culture. Stanford University Press, 1997. (Opera fondamentale sul ruolo sociale e sul culto pubblico di Puškin).

      • Platt, Jonathan Brooks. Greetings, Pushkin! Stalinist Cultural Politics and the Russian National Bard. University of Pittsburgh Press, 2016. (Studio imprescindibile sulle celebrazioni staliniane del 1937 e la costruzione della memoria sovietica).

      • Volkov, Solomon. Romanov Riches & Pushkin’s Ghost: Cultural History of St. Petersburg. Anchor Books, 1996. (Saggio sulla relazione tra la città, il poeta e l’immaginario collettivo).

      Studi di ambito italiano e slavistico

      • Ripellino, Angelo Maria. Saggi di letteratura russa. Einaudi, 1970.

      • Strada, Vittorio. La tradizione impressa. Da Puškin a Pasternak. Einaudi, 1988. (Riflessione sul canone e la tradizione letteraria russa).


      Dona il tuo 5×1000 all’Associazione di Promozione Sociale Giano Public History indicando il codice fiscale 97901110581 nella tua dichiarazione dei redditi. È un gesto semplice che non ti costa nulla, ma che per noi fa la differenza. In alternativa, puoi scoprire gli altri modi per sostenerci (anche con erogazioni liberali)  collegandoti a questa pagina.