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    Colpi di Stato in Brasile: storia, contesto e lezioni per la democrazia

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    Fonte: https://fondazionefeltrinelli.it/scopri/golpe-brasile/

    a cura redazione BLOG Giano PH

    Il Brasile, la più grande democrazia dell’America Latina, ha sperimentato nella sua storia repubblicana numerosi episodi in cui l’ordine costituzionale è stato sospeso o messo fortemente alla prova. Colpi di stato, tentativi di golpe e violazioni dell’alternanza democratica sono parte di un percorso che va dalla transizione dalla monarchia all’età contemporanea fino alle complesse dinamiche politiche degli ultimi anni. Questo articolo ripercorre i principali eventi storici, ne analizza cause ed effetti, e offre riflessioni sulle sfide attuali per la democrazia brasiliana.

    Il contesto storico brasiliano

    Pietro II del Brasile (1825-1891) Fonte: his work is from the Brady-Handy collection at the Library of Congress.

    Il Brasile divenne una repubblica nel 1889, ponendo fine all’Impero di Dom Pedro II. Fin da subito, però, la giovane repubblica fu segnata da forti tensioni sociali e politiche e da un ruolo significativo delle forze armate nella vita pubblica. L’esercito brasiliano ha spesso rappresentato un arbitro politico — sostenendo, spesso con metodi autoritari, l’ordine elitario o imposizioni di potere in momenti di crisi.

    Il colpo di stato del 1930 e la Giunta Militare

    Uno dei primi momenti critici fu la rivoluzione del 1930: in seguito alla controversa elezione di Júlio Prestes contro Getúlio Vargas, una giunta militare prese il potere dal 24 ottobre al 3 novembre 1930, aprendogli la strada verso la presidenza. Questo evento segnò l’inizio dell’ascesa di Vargas e l’allontanamento della vecchia oligarchia dominante.

    Il “Estado Novo”: il colpo di stato del 1937

    Nel 1937, Getúlio Vargas — già presidente — usò il supporto militare per annullare la Costituzione del 1934 e instaurare uno stato autoritario noto come Estado Novo. Si trattò di un’auto-colpo di stato (un self-coup) con l’avallo delle forze armate, che consolidò il potere di Vargas fino al 1945.

    Questo periodo fu caratterizzato da un autoritarismo di tipo corporativo, censura, repressione di oppositori e una forte retorica anti-comunista. Pur non essendo un colpo di stato “classico” con un cambio di leadership esterno, l’evento resta centrale nella storia delle crisi istituzionali brasiliane.

    Il colpo di stato del 1964 e la dittatura militare

    Le cause

    João Goulart (1919-1976) Fonte: www.jornaldocomercio.com/_conteudo/politica/2019/02/672576-joao-goulart-completaria-100-anos-nesta-sexta-feira.html

    Il 31 marzo 1964 è una data fondamentale: in quei giorni le forze armate brasiliane si sollevarono contro il presidente João Goulart, accusato da settori conservatori di inclinazioni troppo progressiste e “troppo vicine al comunismo”. Il contesto della Guerra Fredda e la paura delle élite brasiliane di una rivoluzione sociale furono elementi cruciali nello spingere l’esercito a intervenire.

    Svolgimento e risultato

    Tra il 31 marzo e il 1º aprile 1964 l’esercito marciò su Brasilia e il Congresso Nazionale dichiarò vacante la presidenza, aprendo la strada a un governo militare. Una giunta militare, il Supremo Comando da Revolução, prese il controllo, e il generale Humberto de Alencar Castelo Branco divenne presidente con l’avallo del Congresso.

    Il regime

    Da quel momento e per oltre venti anni (1964-1985), il Brasile fu governato da una dittatura militare. Le libertà civili furono drasticamente limitate; oppositori politici furono perseguitati o torturati; la censura e la repressione divennero strumenti di governance. Questo periodo — spesso descritto come la “Quinta Repubblica” — rimane uno dei capitoli più controversi della storia brasiliana recente.

    Tentativi e trame golpiste nella nuova democrazia

    Con la transizione democratica degli anni ’80, il Brasile ha formalmente rafforzato le sue istituzioni. Tuttavia, non sono mancati tentativi di mettere in discussione l’alternanza democratica anche nel XXI secolo.

    L’8 gennaio 2023

    Dopo le elezioni presidenziali del 2022, sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro assaltarono edifici governativi a Brasilia in un tentativo di ostacolare l’insediamento del presidente eletto Luiz Inácio Lula da Silva. L’episodio ricordò eventi simili avvenuti altrove (come il 6 gennaio negli Stati Uniti), e al di là della sua natura immediata fu letto come un tentativo di delegittimare la transizione democratica.

    Processo e condanne (2025)

    Nel 2025, la Corte Suprema brasiliana ha condannato Jair Bolsonaro a 27 anni e tre mesi di carcere con l’accusa di aver organizzato un tentativo di colpo di stato, insieme ad altri reati come abolizione violenta dell’ordine democratico e guida di organizzazione criminale. È la prima volta nella storia del Brasile repubblicano che un ex presidente viene giudicato e condannato per questi reati, un fatto che segna, per molti analisti, una svolta nella capacità istituzionale di difendere la democrazia.

    La sentenza ha suscitato reazioni politiche e diplomatiche internazionali, ma evidenzia soprattutto la determinazione delle istituzioni brasiliane nel contrastare qualsiasi tentativo di rottura costituzionale.

    Cause ricorrenti dei colpi di stato in Brasile

    Dall’analisi storica emergono alcune cause ricorrenti nei casi di rottura costituzionale:

    • Timori ideologici, come la paura del comunismo o del socialismo, particolarmente forte durante la Guerra Fredda;
    • Ruolo pervasivo delle forze armate, che spesso si sono percepite come arbitri della stabilità nazionale;
    • Crisi istituzionali e polarizzazione politica, che possono spingere settori radicali a mettere in discussione i risultati elettorali;

    La combinazione di questi fattori può favorire ambienti in cui la democrazia è più fragile, soprattutto quando mancano forti contrappesi istituzionali e consenso su regole di gioco condivise.

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

     Cause politiche e socio-economiche dei colpi di stato in Brasile

    Il Brasile, sin dalla fine della monarchia (1889) e nel corso della sua storia repubblicana, ha vissuto più episodi e tensioni che hanno messo in discussione l’ordine costituzionale. Tra questi, il più significativo è senza dubbio il colpo di stato del 1964, che inaugurò oltre vent’anni di regime militare. Per comprendere le cause di questo e di altri momenti di rottura democratica, è utile analizzare i fattori politici, strutturali socio-economici e internazionali che li hanno generati.

    Cause politiche

    Polarizzazione e sfiducia nelle istituzioni democratiche

    Negli anni immediatamente precedenti al 1964, la democrazia brasiliana visse un forte clima di polarizzazione politica. Il presidente João Goulart (noto come “Jango”), succeduto nel 1961 dopo la rinuncia di Jânio Quadros, era percepito da ampi settori conservatori e dalle alte gerarchie militari come troppo vicino alle istanze sindacali, alla classe operaia e favorevole a riforme strutturali. Questo alimentò la sfiducia nei confronti della sua capacità di governare secondo gli interessi dell’elite tradizionale e di garantire ordine e stabilità.

    Timori ideologici e Guerra fredda

    Il contesto internazionale della Guerra fredda fu decisivo. La paura del “pericolo comunista” — amplificata dalle tensioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica — venne usata come giustificazione per scoraggiare riforme di politica interna considerate troppo progressiste. Settori conservatori e militari temevano che riforme agrarie, nazionalizzazioni o maggiore influenza dei sindacati potessero portare a un modello simile a quello cubano.

    Ruolo delle forze armate

    Le Forze armate brasiliane non erano un attore neutrale. Storicamente incline a un ruolo di “tutore” politico, l’esercito si posizionò sempre più come garante dell’ordine di fronte al presunto caos politico interno. Questo atteggiamento facilitò la decisione di intervenire direttamente nel 1964 per rimuovere un governo ritenuto incapace di mantenere l’ordine e l’unità nazionale.

    Cause socio-economiche

    Crisi economica e instabilità macroeconomica

    Negli anni precedenti al golpe, il Brasile affrontò gravi difficoltà economiche: alta inflazione, stagnazione della crescita e deterioramento degli indicatori macroeconomici generarono insicurezza economica tra la popolazione e le classi dirigenti. Ad esempio, l’inflazione aveva raggiunto livelli insostenibili, contribuendo alla perdita di reddito reale dei salari e al malcontento sociale, rendendo difficile la gestione democratica delle tensioni.

    Grandi disuguaglianze sociali

    Il Brasile era (ed è) caratterizzato da forti disuguaglianze socio-economiche, sia tra classi sociali sia tra regioni. La concentrazione della ricchezza, soprattutto nelle mani di élite agrarie e industriali, ha alimentato un senso di ingiustizia e ha lasciato ampi strati della popolazione vulnerabili a cambiamenti economici negativi. Queste tensioni sociali hanno contribuito a un clima di conflitto che le istituzioni democratiche faticavano a gestire.

    Opposizione alle riforme socio-economiche

    Le proposte di riforma agraria, di modernizzazione industriale e di ampliamento dei diritti sociali promosse da Goulart e da settori progressisti trovarono una forte resistenza da parte delle classi dirigenti tradizionali (latifondisti, élite economica urbana, media borghesia) e dei gruppi economici con più potere. Queste forze vedevano tali proposte come una minaccia alla loro posizione e al sistema di controllo economico esistente.

    Fattori internazionali

    Influenza statunitense e Guerra fredda

    L’intervento e il sostegno implicito di Stati Uniti e di altre potenze occidentali alla classe militare e ai settori conservatori brasiliani furono elementi significativi: Washington, preoccupata dall’espansione del socialismo in America Latina, guardò con favore a un cambiamento di regime che salvaguardasse gli interessi politici e strategici nella regione.

    b) Modelli di intervento nella regione

    Il golpe brasiliano si inserisce in un contesto più ampio di interventi e colpi di stato in America Latina in quegli anni, dove alternative democratiche deboli o profondamente polarizzate furono spesso sostituite da governi autoritari incoraggiati da potenze straniere come risposta alla competizione ideologica internazionale.

    Sintesi dei fattori

    Categoria Fattori chiave
    Politiche Polarizzazione e sfiducia nelle istituzioni; timore ideologico; ruolo politicizzato delle forze armate.
    Socio-economiche Crisi economica e inflazione; forti disuguaglianze; opposizione alle riforme sociali e agrarie.
    Internazionali Guerra fredda e influenza statunitense; modelli regionali di intervento autoritario.

    Conclusioni: lezioni per il futuro

    La storia brasiliana mostra come la democrazia non sia mai un risultato acquisito, ma un equilibrio da preservare attivamente. Gli episodi di colpi di stato e tentativi di golpe sottolineano l’importanza di sviluppare istituzioni indipendenti, controlli e bilanciamenti efficaci e una cultura politica che valorizzi la legalità costituzionale.

    La condanna degli autori di tentativi contemporanei di rottura costituzionale indica che le istituzioni possono agire anche contro individui potenti, rappresentando una lezione di responsabilità democratica. Tuttavia, i rischi di polarizzazione e violenza politica restano vivi, e il Brasile, come molte altre democrazie nel mondo, deve continuare a lavorare per consolidare valori democratici profondi e condivisi.



    Bibliografia

    Libri

    Fausto, Boris, Storia del Brasile, Il Mulino, Bologna.

    Bethell, Leslie (a cura di), Storia dell’America Latina. Il Novecento, Einaudi, Torino.

    Di Telia, Torcuato S., Storia dell’America Latina, Il Mulino, Bologna.

    Santarelli, Enzo, America Latina tra sviluppo e dipendenza, Editori Riuniti, Roma.

    Saggi e contributi accademici

    AA.VV., Il colpo di Stato in Brasile del 1964, in riviste di storia contemporanea e studi latinoamericani, varie edizioni.

    Università Ca’ Foscari Venezia, Il colpo di Stato in Brasile del 1964: cause interne e influenze internazionali, tesi di laurea, Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati.

    Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Dittatura militare brasiliana e repressione politica, dossier storici e materiali di ricerca.

    Risorse online (in lingua italiana)

    Wikipedia, Colpo di Stato in Brasile del 1964.

    Wikipedia, Dittatura militare brasiliana (1964–1985).

    Enciclopedia Treccani, voci: Brasile, America Latina, Guerra fredda.

    Rete degli Istituti per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea (reteparri.it), materiali di approfondimento su autoritarismo e memoria storica.

    Articoli di approfondimento e divulgazione

    Internazionale, articoli e dossier sulla storia politica del Brasile e sull’eredità della dittatura militare.

    Limes – Rivista Italiana di Geopolitica, numeri dedicati all’America Latina.

    Il Manifesto, articoli storici e analisi sulla crisi democratica e sui colpi di Stato in America Latina.

    Nota editoriale

    Questa bibliografia combina fonti accademiche, manuali storici e materiali divulgativi affidabili, ed è pensata per offrire al lettore strumenti utili ad approfondire il tema dei colpi di Stato in Brasile dal punto di vista politico, socio-economico e storico.


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