a cura BLOG Giano PH
Per vent’anni Carosello è stato molto più di uno spazio pubblicitario: è stato un fenomeno culturale, un appuntamento quotidiano per milioni di italiani e una pietra miliare della televisione nazionale. Nato il 3 febbraio 1957 sulla Rai, Carosello ha accompagnato generazioni di famiglie italiane, diventando parte integrante della routine serale. Ogni sera, al termine del telegiornale, andavano in onda brevi sketch pubblicitari che erano piccoli spettacoli a sé stanti, con attori, animazioni e storie originali capaci di intrattenere prima di promuovere un prodotto.
Il 1º gennaio 1977 segna ufficialmente la fine di questo storico programma televisivo. Dopo oltre 7.200 episodi e due decenni di messa in onda quasi ininterrotta, Carosello chiude i battenti lasciando un vuoto nell’immaginario collettivo: per anni era stato l’ultimo segnale per i bambini — «dopo Carosello… tutti a nanna» — e un simbolo di socialità domestica.
Perché fu chiuso Carosello?
La decisione di terminare il programma fu il risultato di un insieme di fattori legati all’evoluzione della televisione e del mercato pubblicitario in Italia:
- Cambiamenti nel mercato pubblicitario: negli anni ’70 l’economia e la comunicazione stavano evolvendo rapidamente. I produttori pubblicitari richiedevano spazi più dinamici e flessibili rispetto al rigido schema di Carosello, che prevedeva sequenze di intrattenimento di circa un minuto e mezzo seguite da un brevissimo messaggio pubblicitario di 30 secondi.
- Mutamenti nel modo di fare pubblicità: il formato di Carosello, pur innovativo negli anni ’50 e ’60, cominciò a essere percepito come troppo lungo e legato a un linguaggio ormai superato rispetto agli spot moderni, più brevi e diretti.
- Evoluzione del pubblico e della televisione: con l’arrivo della televisione a colori, l’aumento dell’offerta di canali e la progressiva apertura delle TV commerciali, il ruolo del contenitore pubblicitario classico come Carosello perse centralità nel palinsesto e negli investimenti.
L’ultima puntata
L’episodio finale di Carosello fu caratterizzato da cinque sketch diversi, tra i quali spiccò lo speciale di Capodanno con Raffaella Carrà, diretto da Gino Landi. Gli altri segmenti includevano contributi per marchi come BTicino, Amaro Ramazzotti, Ati/Piletti e Dr. Gibaud, con registi e interpreti di rilievo del panorama televisivo italiano.
Questo ultimo episodio non fu solo un prodotto televisivo, ma un simbolico saluto a un formato che aveva accompagnato profondamente la cultura popolare italiana.
l’eredità di Carosello
Periodo di messa in onda: 3 febbraio 1957 – 1º gennaio 1977 (circa 20 anni)
Numero di episodi: oltre 7.200
Formato: serie di sketch di intrattenimento seguiti da brevi messaggi pubblicitari
Slot televisivo: tutte le sere dopo il telegiornale, generando un forte appuntamento quotidiano per famiglie e bambini
Funzione: introdurre la pubblicità nella televisione italiana in modo creativo, evitando interruzioni invasive e trasformando l’annuncio commerciale in intrattenimento.
Elementi culturali: Carosello ha contribuito a lanciare personaggi memorabili e slogan entrati nella memoria collettiva e ha influenzato lo sviluppo delle tecniche pubblicitarie e creative nella comunicazione televisiva italiana.
Calimero il pulcino nero
Bibliografia selezionata
Fonti online e saggi
- Carosello, Wikipedia (pagina in italiano e inglese) — panoramica storica, date di trasmissione e dettagli sulla chiusura.
- Carosello.tv, La storia – Il mito di Carosello — informazioni sull’ultima puntata e contestualizzazione storica.
- Maurizio Massini – Carosello (sito storico) — cronologia e dati sulle trasmissioni.
- Pop.ACLI, 1º gennaio 1977. Carosello va in pensione — descrizione delle motivazioni sociali e di costume.
- CanaleSicilia, 3 febbraio 1957 nasce Carosello — analisi del ruolo di Carosello nella televisione italiana.
Opere editoriali
- Cimorelli D., Roffi S., Carosello. Pubblicità e televisione 1957–1977, Silvana Editoriale — testo critico e storico sulla nascita e l’evoluzione del programma.
GIANO Public History APS è afferente al CISPH: Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma, all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V ed è stata premiata in qualità di Eccellenza del Terzo Settore dal Presidente della Commissione XII – Turismo, Moda e Relazioni Internazionali di Roma Capitale e dalla Presidentessa della Commissione Patrimonio e Cultura del V Municipio di Roma capitale. Sostienici con il 5×1000 : 97901110581 oppure con un contributo libero tramite Paypal




