sabato 22 Agosto 2026 - 15:52
More
    Home Seconda Guerra mondiale (1939-1945)

    Il Ruolo e la Memoria della Regia Marina nella Guerra di Liberazione (1943-1945)

    745
    21.12.1930, varo della regia nave Colleoni. Fonte: https://www.lavocedelmarinaio.com/2019/12/21-12-1930-varo-della-regia-nave-colleoni/

    a cura redazione BLOG Giano PH

    L’annuncio dell’Armistizio l’8 settembre 1943 segnò per l’Italia l’inizio di una delle sue pagine più drammatiche e al contempo fondative: la Guerra di Liberazione contro l’occupante nazista e le forze della Repubblica Sociale Italiana. In questo contesto di rottura e ricostruzione nazionale, la Regia Marina si trovò di fronte a una prova cruciale di lealtà, disciplina e sacrificio, il cui ruolo e la cui memoria sono elementi essenziali per la comprensione della nascita dei valori repubblicani.

    La Scelta Cruciale: L’8 Settembre e la Cobelligeranza

    Il momento apicale fu l’ordine, diramato da Supermarina, di trasferire le unità navali efficienti nei porti controllati dagli Alleati, in ottemperanza alle clausole armistiziali. Questa decisione rappresentò un atto di disciplina compatta e leale esecuzione di un ordine superiore, fondamentale per salvaguardare gli interessi nazionali e per garantire all’Italia la possibilità di ricostruzione.

    Nonostante le incertezze e le divisioni interne, la maggior parte della flotta obbedì. Tuttavia, l’azione non fu esente da tragedia: il 9 settembre, la corazzata Roma, ammiraglia con a bordo l’ammiraglio Carlo Bergamini, fu affondata da aerei tedeschi (con l’impiego di nuove bombe teleguidate), simboleggiando il prezzo cruento di quella scelta.

    Il trasferimento della flotta permise alla Marina di assumere lo status di Marina Cobelligerante Italiana (operativa dall’8 settembre 1943 al 10 giugno 1946) al fianco degli Alleati.

    Il Contributo Militare e il Sacrificio

    Il contributo della Marina alla Guerra di Liberazione fu multiforme e caratterizzato da un grande sacrificio di vite umane:

    • Attività Cobelligerante in Mare: Le unità navali rimaste operative (tra cui corazzate, incrociatori, cacciatorpediniere, sommergibili e corvette) furono impiegate dagli Alleati in 63.398 missioni per un totale di 4.518.175 miglia nautiche, svolgendo compiti di scorta convogli, trasporto di truppe e materiale, e guerra anti-sommergibile.
    • Resistenza e Combattimento Contro i Tedeschi: La reazione immediata della Marina contro le forze tedesche fu spesso feroce. Significativi furono gli scontri in mare e a terra:
      • Le azioni in Corsica, come quelle dell’avviso scorta Aliseo e della corvetta Cormorano che affondarono sette unità tedesche a Bastia (19 settembre) e gli scontri nel canale di Piombino.
      • La perdita di navi come la corvetta Berenice a Trieste e i cacciatorpediniere Da Noli e Vivaldi.
    • Attività di Resistenza a Terra: Oltre 10.000 marinai caddero tra il 1943 e il 1945, sia in mare che a terra [1.1, 2.1]. Almeno 846 marinai presero parte attiva alle formazioni della Resistenza, rimanendo isolati in territorio occupato [1.1]. Un esempio eminente è il capitano di fregata Jerzy (Giorgio) SAS Kulczycki, figura di spicco della Resistenza militare nel Nord Italia.
    • Servizi Informativi: I servizi d’informazione e le operazioni clandestine della Marina furono essenziali per supportare l’azione alleata e la Resistenza, operando dietro le linee nemiche per l’invio di personale e informazioni.
    Jerzy Sas Kulczycki, nome di battaglia: “Colonnello Sassi”, successivamente “Orione” (Roma, 24 dicembre 1905 – Cibeno, 12 luglio 1944) è stato un militare e partigiano italiano, decorato con la medaglia d’oro al valor militare alla memoria nel corso della seconda guerra mondiale.

    La Memoria e la Nascita della Marina Repubblicana

    Il sacrificio del personale della Regia Marina fu un elemento cruciale per la ricostruzione morale e politica del Paese. La lealtà all’Armistizio e l’impegno nella cobelligeranza contribuirono a trasformare l’iniziale diffidenza alleata in cooperante fiducia.

    L’impegno e il coraggio dei marinai sono testimoniati dalle 52 Medaglie d’Oro al Valor Militare e dalle circa 3.000 decorazioni al valore conferite. Questi sforzi, uniti alla perdita di numerose vite, sono riconosciuti come una delle basi su cui poggiano gli attuali valori repubblicani e la memoria storica dell’attuale Marina Militare.

    La partecipazione alla Guerra di Liberazione, sebbene segnata da scelte difficili e da un alto costo in termini di perdite, permise alla Marina di mantenere la sua continuità operativa e istituzionale, facilitando il passaggio dalla Regia Marina del Regno del Sud alla Marina Militare della Repubblica Italiana.


    Bibliografia Essenziale

    • Manzari, G., La partecipazione della Marina alla Guerra di Liberazione (8 settembre 1943- 15 settembre 1945), in Bollettino d’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Marzo 2015.
    • Sciarretta, M., 1943-1945: la Marina durante la Guerra di Liberazione.
    • Mattesini, F., 8 settembre, il dramma della Flotta italiana, in Ufficio Storico della Marina Militare, Roma, 2003 (e successive edizioni).
    • De Ninno, F., 1943. La Marina dalla sconfitta alla vigilia dell’armistizio.
    • La Franca, F., La Regia Marina tra cobelligeranza e Guerra di Liberazione.

    GIANO Public History APS
 è afferente al CISPH. Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma e all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V.
    Sostienici con il 5×1000 : 97901110581