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    Home Seconda Guerra mondiale (1939-1945)

    I 45 Giorni di Badoglio: L’Italia nel Limbo tra Fascismo e Armistizio

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    Vittorio Emanuele III e Badoglio, l’8 settembre 1943 abbandonarono la città di Roma lasciando senza chiari ordini gli eserciti al fronte

    a cura redazione BLOG Giano PH

    Introduzione

    Il periodo noto come “i 45 giorni di Badoglio”, tra la caduta di Mussolini (25 luglio 1943) e l’annuncio dell’armistizio (8 settembre 1943), rappresenta uno dei momenti più confusi, ambigui e decisivi della storia italiana contemporanea. Durante questo breve arco temporale, l’Italia fu ufficialmente ancora in guerra a fianco della Germania, ma segretamente trattava la resa con gli Alleati. Il governo del maresciallo Pietro Badoglio, insediato per ordine del re Vittorio Emanuele III, navigò in acque tempestose tra il timore del collasso, la rabbia popolare e le macchinazioni diplomatico-militari. Ma cosa successe davvero in quei 45 giorni?

    La fine del fascismo: 25 luglio 1943

    Il 25 luglio 1943, il Gran Consiglio del Fascismo votò un ordine del giorno che esautorava Benito Mussolini, spingendo il re a farlo arrestare. Al suo posto venne nominato Pietro Badoglio come capo del nuovo governo, con la dichiarazione che “la guerra continua”.

    Questa frase ambigua segnava l’inizio di una strategia attendista: evitare un immediato cambio di campo, rassicurare la Germania e al contempo iniziare contatti segreti con gli Alleati.

    Caduta del Fascismo – 26 luglio 1943 – Prima pagina – La-Stampa

    Un governo militare e repressivo

    Contrariamente all’immagine di “liberazione” che molti si aspettavano dopo la caduta del Duce, il governo Badoglio:

    • Non sciolse l’apparato repressivo fascista, mantenendo la censura, l’apparato poliziesco e le leggi speciali.
    • Reprimette scioperi e manifestazioni popolari (come a Milano e Torino), con numerosi arresti e fucilazioni.
    • Vietò la ricostituzione dei partiti politici, impedendo un vero ritorno alla vita democratica.
    • Rifiutò inizialmente ogni dialogo con i gruppi antifascisti, compreso il Comitato delle Opposizioni (futuro CLN).

    Obiettivo di Badoglio: guadagnare tempo

    Badoglio e la monarchia puntavano a:

    1. Mantenere l’ordine e scongiurare una rivoluzione.
    2. Salvare la dinastia Savoia e lo Stato monarchico.
    3. Preparare una resa onorevole agli Alleati.

    Le trattative segrete con gli Alleati

    A partire da fine luglio, Badoglio avviò trattative segrete tramite emissari (soprattutto il generale Castellano) per firmare un armistizio.

    • 3 settembre 1943: firmato l’armistizio corto di Cassibile in Sicilia.
    • Tuttavia, il proclama ufficiale fu ritardato per motivi strategici e non fu comunicato nemmeno alle forze armate italiane, creando una bomba a orologeria.

    L’ombra tedesca e il rischio di invasione

    La Wehrmacht tedesca, sospettosa del voltafaccia italiano, rinforzò la propria presenza nella penisola. Il piano tedesco per disarmare l’Italia in caso di tradimento, “Operazione Achse”, era pronto da tempo.
    Nel frattempo, ufficiali e truppe italiane non ricevevano alcuna direttiva concreta.
    Il Comando Supremo, con il generale Ambrosio e Badoglio, evitò accuratamente di preparare l’esercito a una possibile reazione tedesca, temendo di accelerare l’occupazione.

    Crisi istituzionale e disorientamento militare

    Durante i 45 giorni:

    • L’Esercito fu mantenuto in una posizione passiva, senza ordini chiari.
    • Le forze partigiane non erano ancora organizzate.
    • Le popolazioni locali iniziarono a percepire la frattura tra il potere centrale e il Paese reale.

    L’ambiguità fu totale: il governo non era fascista, ma nemmeno democratico. L’Italia non era più alleata della Germania nei fatti, ma non ancora nemica nei documenti. Si trattava di una “zona grigia” politica e morale, una sospensione della sovranità.

    8 settembre 1943: il disastro annunciato

    La sera dell’8 settembre, Badoglio annunciò via radio l’armistizio firmato cinque giorni prima.
    Ma nessun piano difensivo era stato approntato.
    Nel giro di ore:

    • Le truppe tedesche attuarono l’occupazione di Roma e di gran parte dell’Italia centro-settentrionale.
    • Il re e Badoglio fuggirono verso Brindisi, lasciando l’Esercito privo di ordini.
    • Iniziò il collasso delle istituzioni militari italiane.
    • Migliaia di soldati italiani furono catturati, altri si dispersero, altri ancora formarono i primi nuclei della Resistenza.

    Conclusione: la fragilità della transizione

    I 45 giorni di Badoglio rappresentano un laboratorio fallito di transizione dal fascismo alla democrazia.
    La volontà di salvare la monarchia e l’apparato statale si tradusse in inerzia politica, passività militare e devastanti conseguenze per il Paese.
    Eppure, da quella disgregazione emersero anche i primi fermenti di un’Italia diversa: l’inizio della Resistenza, la nascita dei Comitati di Liberazione, la fine irreversibile del fascismo.


     


    Bibliografia Generale – I 45 Giorni di Badoglio

    Storia politica e istituzionale

    • Elena Aga Rossi
      Una nazione allo sbando. L’armistizio italiano del settembre 1943
      Bologna: Il Mulino, 1993.
      Ricostruzione dettagliata della trattativa dell’armistizio e del crollo dell’apparato statale. Rigoroso, molto citato in ambito accademico.
    • Denis Mack Smith
      Il principe del disonore. La vita e i tempi di Vittorio Emanuele III
      Roma-Bari: Laterza, 1988.
      Biografia critica del re, con attenzione alla sua gestione del 25 luglio e del governo Badoglio.
    • Gian Enrico Rusconi
      L’armistizio. Una guerra nella guerra
      Bologna: Il Mulino, 2009.
      Analisi delle responsabilità politiche e morali del Re e di Badoglio nei giorni dell’armistizio.
    • Giovanni Sabbatucci – Vittorio Vidotto
      Storia d’Italia. Il Novecento, vol. 3
      Roma-Bari: Laterza, 1997.
      Capitolo ampio e ben documentato sui 45 giorni e sulla crisi dello Stato italiano.

    Aspetti militari e strategici

    • Giorgio Rochat
      Le guerre italiane 1935–1943. Dall’impero d’Etiopia alla disfatta
      Torino: Einaudi, 2005.
      Fondamentale per comprendere l’impreparazione e la disgregazione delle forze armate durante il governo Badoglio.
    • Ciro Paoletti
      A Military History of Italy
      Westport, CT: Praeger Security International, 2008.
      Approccio sintetico in inglese; copre il collasso dell’esercito e la mancanza di piani difensivi.
    • Mario Cervi
      Storia della guerra di liberazione. 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945
      Milano: Rizzoli, 1965.
      Include un’ampia introduzione sui giorni tra la caduta di Mussolini e l’armistizio.
    • Angelo Del Boca
      Italiani, brava gente?
      Vicenza: Neri Pozza, 2005.
      Capitoli importanti su come l’esercito italiano si comportò nelle colonie e durante il caos dell’armistizio.

    Storia giuridica e istituzionale

    • Paolo Colombo
      Il Re e il suo segretario. Il carteggio riservato tra Vittorio Emanuele III e Acquarone (1939–1943)
      Milano: Mondadori, 1999.
      Contiene documentazione sulla fine del fascismo e i meccanismi interni alla monarchia.
    • Nicola Tranfaglia
      La sinistra e la crisi italiana (1943–1945)
      Milano: Feltrinelli, 1974.
      Per comprendere le posizioni dei partiti antifascisti nel periodo badogliano.

    Fonti primarie, documenti, archivi

    • Ministero della Difesa – Ufficio Storico
      Documenti diplomatici italiani: Ottava serie, Vol. 8 (1943)
      Roma: Stato Maggiore Difesa, 1963.
      Contiene testi originali e comunicazioni diplomatiche tra il governo Badoglio e le potenze alleate.
    • Archivio Centrale dello Stato (ACS)
      Fondo “Gabinetto Badoglio” e “Ministero della Guerra”
      Consultabile in sede o in parte online; fondamentale per chi vuole fare ricerca diretta.
    • Archivio Storico della Presidenza del Consiglio dei Ministri
      Sezione 1943 – Documenti sul passaggio tra regime fascista e governo militare.
      http://archivio.pcm.gov.it

    Storiografia, memorie e testimonianze

    • Pietro Badoglio
      L’Italia nella seconda guerra mondiale
      Milano: Mondadori, 1946.
      Autodifesa del Maresciallo; utile da confrontare con fonti critiche.
    • Giuseppe Berto
      Guerra in camicia nera
      Milano: Rizzoli, 1955.
      Diario di un ufficiale del Regio Esercito. Visione interna e personale del caos post-25 luglio.

    Approfondimenti consigliati online


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