
a cura redazione BLOG Giano PH
Introduzione
Il 2 giugno 1946 rappresenta una data spartiacque nella storia contemporanea italiana. In quella giornata, gli italiani furono chiamati alle urne per decidere, mediante referendum istituzionale, la forma di governo da adottare dopo la caduta del regime fascista e la fine della monarchia sabauda. Per la prima volta nella storia del paese, il suffragio universale fu esteso anche alle donne, segnando un momento di svolta sia politica che sociale.
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2 GIUGNO 1946 (Festa della Repubblica italiana) | Francesco LIOCE, Paolo CARUSI, Stefania FICACCI, Pierpaolo IANNI
Il contesto storico
L’Italia usciva dalla Seconda guerra mondiale profondamente lacerata, sia dal punto di vista materiale che morale. Il ventennio fascista, culminato nella guerra e nell’alleanza con la Germania nazista, aveva lasciato un paese distrutto e diviso. Con la caduta del fascismo nel 1943 e l’armistizio dell’8 settembre, si era aperta una fase di transizione politica complessa, in cui la monarchia, rappresentata da Vittorio Emanuele III e poi dal figlio Umberto II, tentava di preservare un ruolo istituzionale, mentre le forze repubblicane guadagnavano consenso popolare.
Il referendum istituzionale venne indetto dal governo provvisorio presieduto da Alcide De Gasperi, con l’approvazione dell’Assemblea Costituente. La consultazione si svolse il 2 e 3 giugno 1946, e fu accompagnata dall’elezione dei 556 membri dell’Assemblea che avrebbe avuto il compito di redigere la nuova Costituzione.
Il risultato del referendum
Il risultato fu netto, seppur non schiacciante: la Repubblica ottenne 12.717.923 voti (54,3%), mentre la Monarchia ne ottenne 10.719.284 (45,7%). L’Italia scelse quindi la forma repubblicana, e il re Umberto II fu costretto all’esilio pochi giorni dopo.
Il dato fu particolarmente significativo anche per l’affluenza: circa l’89% degli aventi diritto partecipò al voto, e per la prima volta oltre 13 milioni di donne esercitarono il diritto di voto attivo. Le differenze geografiche furono marcate: mentre il Nord votò in prevalenza per la Repubblica, il Sud rimase più legato alla Monarchia.
La nascita della Repubblica
Il 18 giugno 1946, la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente i risultati del referendum, e il 1º luglio l’Assemblea Costituente elesse Enrico De Nicola come Capo provvisorio dello Stato. Si aprì così una nuova fase nella storia italiana, che avrebbe condotto, due anni più tardi, all’entrata in vigore della Costituzione repubblicana il 1º gennaio 1948.
Il 2 giugno è oggi celebrato come la Festa della Repubblica, una delle principali ricorrenze civili italiane, commemorata con eventi ufficiali, parate e cerimonie istituzionali.
Foto di pubblico dominio dalla rete
Considerazioni storiche
Il 2 giugno 1946 non rappresenta solo la fine formale della monarchia in Italia, ma simboleggia la volontà popolare di costruire una democrazia moderna e pluralista. La partecipazione femminile al voto è altresì un elemento di grande rilevanza: fu un passaggio epocale verso la parità dei diritti civili e politici tra uomini e donne.
Dal punto di vista istituzionale, la Repubblica italiana nasce dunque non per effetto di una rivoluzione violenta, ma come esito di un processo democratico, seppur non privo di tensioni. È in questo contesto che va letto anche il dibattito contemporaneo sul valore e sull’attualità della forma repubblicana, nonché sulla necessità di ricordare il 2 giugno non solo come celebrazione simbolica, ma come momento di riflessione sulla qualità della nostra democrazia.
Conclusione
Il 2 giugno 1946 segna l’inizio della storia repubblicana dell’Italia, un passaggio cruciale che unisce valori storici, politici e sociali. Ricordare questa data, in un’epoca di crescente disaffezione politica, è un esercizio di memoria civile fondamentale per comprendere le radici dell’Italia contemporanea e le sfide ancora aperte nel percorso democratico del paese.
2 giugno 1946 – Referendum Repubblica
Bibliografia
Fonti primarie e documenti istituzionali
Ministero dell’Interno. Elezioni politiche del 2 giugno 1946 – Risultati ufficiali del Referendum Istituzionale.
Fonte ufficiale con i dati definitivi del referendum istituzionale del 2 giugno 1946.
Utile per analisi quantitative e comparazioni geografiche del voto monarchia/repubblica e della partecipazione femminile.
Corte di Cassazione. Proclamazione dei risultati del Referendum istituzionale del 18 giugno 1946.
Documento giuridico che attesta ufficialmente l’esito del referendum.
Fondamentale per comprendere la transizione formale tra monarchia e repubblica, spesso citato nei saggi giuridici.
Assemblea Costituente. Resoconti stenografici delle sedute del 1946-1948.
Testi completi dei dibattiti parlamentari sulla Costituzione.
Offre uno spaccato diretto delle discussioni politiche e ideologiche dell’Italia repubblicana nascente.
Studi storici generali
Ginsborg, Paul. Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi. Società e politica 1943-1988. Torino: Einaudi, 1989.
Ampia panoramica della storia sociale e politica dell’Italia postbellica.
Il capitolo sul 1946 è particolarmente utile per collocare il referendum nel più ampio contesto della ricostruzione nazionale.
Pavone, Claudio. Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza. Torino: Bollati Boringhieri, 1991.
Capolavoro storiografico sulla complessità etica e politica del periodo 1943-1945.
Chiarisce le radici della spaccatura ideologica che renderà il referendum del 1946 anche uno scontro simbolico post-bellico.
Opere specifiche sul referendum del 2 giugno 1946
Ridolfi, Maurizio. Donne e uomini del 2 giugno. Il referendum e la scelta repubblicana. Roma: Carocci, 2006.
Uno dei testi più completi sul referendum del 1946, con attenzione particolare alla partecipazione femminile e al contesto politico-sociale.
Utilissimo per ricerche sulle dinamiche elettorali e culturali dell’epoca.
Canosa, Romano. Il lungo viaggio della Repubblica: storia della Costituente e del referendum. Milano: Mondadori, 1997.
Ricostruzione narrativa e documentata della transizione dalla monarchia alla repubblica.
Indicato per lettori che cercano un racconto storico accessibile ma rigoroso.
Galante Garrone, Alessandro. L’Italia nella crisi di regime (1943–1946). Torino: Einaudi, 1975.
Analisi classica della transizione istituzionale tra caduta del fascismo e referendum.
Utile per inquadrare il referendum nella crisi di legittimità monarchica.
Saggi sul voto femminile e il suffragio universale
Casalini, Brunella. “Il suffragio femminile in Italia: il voto del 2 giugno 1946”. In: Genesis, VI, n. 2, 2007, pp. 5–28.
Analisi socio-politica e giuridica del primo voto delle donne in Italia.
Fornisce spunti preziosi per ricerche di genere e sulla storia dei diritti civili.
Bellassai, Sandro. L’invenzione della virilità. Politica e immaginario maschile nell’Italia contemporanea. Roma: Carocci, 2011.
Saggio originale sull’identità maschile nella cultura politica italiana.
Utile per comprendere il contesto simbolico in cui si affermano i diritti politici delle donne nel 1946.
Fonti digitali e archivi online
Archivio Storico della Presidenza della Repubblica – https://archivio.quirinale.it
Portale ufficiale per documenti istituzionali relativi alla Repubblica Italiana e ai Presidenti dal 1946 a oggi.
Ricco di materiali per la consultazione diretta di fonti primarie e discorsi commemorativi del 2 giugno.
Memoria della Repubblica – Istituto Nazionale Ferruccio Parri – http://www.memoriadellarepubblica.it
Portale digitale dedicato alla storia della Repubblica e della Costituzione.
Offre mappe interattive, biografie e archivi audiovisivi.
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