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GIANO PUBLIC HISTORY APS
IL POTERE DELLE PAROLE. La Lingua Che Siamo. | Nadia MARI
Le parole non si limitano a descrivere la realtà: la costruiscono, la orientano, la disciplinano.
In questa puntata riflettiamo sul linguaggio come strumento di potere, capace di includere o escludere, di legittimare o ridurre al silenzio.
A partire da espressioni sessiste e violente che circolano quotidianamente sui social, nei media e persino nel discorso politico, analizziamo come il linguaggio venga usato per rimettere “al proprio posto” le donne ogni volta che prendono parola, esprimono dissenso o occupano spazio pubblico. Dal body shaming alla rappresentazione femminile, dalle parole dette a quelle taciute, emerge un sistema simbolico che non è mai neutro.
Attraverso riferimenti sociologici e psicologici, da Pierre Bourdieu a Wittgenstein, e alla luce degli 80 anni dal referendum costituzionale del 1946 e dal primo voto alle donne, questa puntata mette in dialogo diritti formali e realtà culturale, chiedendosi cosa sia davvero cambiato e cosa resti ancora da conquistare.
Perché le parole non sono aria.
Sono case.
E scegliere il linguaggio che abitiamo è, oggi più che mai, una responsabilità collettiva.
Editing Emmelle
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