a cura redazione BLOG Giano PH
Introduzione
L’Ucraina si trova in una posizione geopolitica centrale in Europa orientale, crocevia tra il mondo slavo, quello bizantino e le steppe eurasiatiche. Questa collocazione geografica ha reso il paese oggetto di conflitti e dominazioni, ma anche di contaminazioni culturali che hanno contribuito alla formazione di una forte identità nazionale¹.
Le origini: dalle steppe alla Rus’ di Kiev
Le steppe ucraine furono abitate fin dall’antichità da popolazioni nomadi come Sciti e Sarmati². Tuttavia, il primo nucleo statale di rilievo fu la Rus’ di Kiev (IX–XIII secolo), fondata da élite variaghe e popolazioni slave orientali³. Kiev divenne un centro politico, religioso e commerciale di primaria importanza, strettamente legato a Bisanzio. La conversione al cristianesimo nel 988, sotto il principe Vladimir, segnò l’inizio di una tradizione ortodossa che ancora oggi caratterizza il mondo slavo-orientale⁴.
Dominazioni straniere e l’epoca cosacca
Dopo l’invasione mongola (XIII secolo), il territorio ucraino venne diviso tra diverse potenze: la Confederazione polacco-lituana a ovest, l’Impero ottomano e il Khanato di Crimea a sud, Mosca a est⁵. In questo contesto nacquero i cosacchi zaporoghi, comunità militari che incarnavano l’ideale di libertà e resistenza. La rivolta di Bohdan Chmel’nyc’kyj (1648) contro la nobiltà polacca segnò una svolta, ma il Trattato di Perejaslav (1654) aprì la strada all’ingerenza russa⁶.
L’Ucraina tra Impero russo e Impero austro-ungarico
Tra XVIII e XIX secolo, l’Ucraina fu divisa tra Impero russo e Impero austro-ungarico. Mentre in Russia le politiche di russificazione limitarono la cultura ucraina (come i divieti linguistici del XIX secolo), la Galizia sotto Vienna conobbe un certo risveglio culturale e politico⁷. In questa fase nacque il moderno nazionalismo ucraino, sostenuto da intellettuali come Taras Ševčenko⁸.
Il XX secolo: indipendenza mancata e tragedie
Dopo il 1917, l’Ucraina tentò la via dell’indipendenza, ma entro il 1921 divenne parte dell’URSS come Repubblica Socialista Sovietica Ucraina⁹. Gli anni ’30 furono segnati dall’Holodomor, la carestia artificiale provocata dalle politiche staliniane, che causò milioni di vittime¹⁰. Durante la Seconda guerra mondiale, l’Ucraina fu occupata dai nazisti, con devastazioni e massacri di civili, inclusa la Shoah¹¹. Dopo il 1945, tornò sotto l’URSS, vivendo industrializzazione e repressione culturale. L’incidente nucleare di Černobyl’ (1986) simboleggiò la fragilità del sistema sovietico¹².
L’indipendenza (1991) e le sfide post-sovietiche
Con il crollo dell’Unione Sovietica, nel 1991 l’Ucraina ottenne l’indipendenza. La transizione fu difficile: corruzione, instabilità politica e tensioni geopolitiche con la Russia segnarono i decenni successivi¹³.
Le rivoluzioni popolari (2004, 2013–2014) mostrarono la forza della società civile e l’aspirazione europea del paese. Tuttavia, queste portarono anche all’annessione della Crimea da parte della Russia e al conflitto nel Donbass¹⁴.
L’Ucraina contemporanea e la guerra del 2022
Il 24 febbraio 2022 la Russia ha lanciato un’invasione su larga scala dell’Ucraina. Il conflitto ha consolidato l’identità nazionale e rafforzato il legame del paese con l’Unione Europea e la NATO¹⁵. La guerra ha reso evidente quanto il percorso storico dell’Ucraina, dalla Rus’ medievale alla contemporaneità, sia centrale per la storia politica europea.
Conclusione
La storia dell’Ucraina è segnata da una costante tensione tra dominazione e autodeterminazione. Dalla Rus’ di Kiev alle sfide del XXI secolo, emerge un filo conduttore: la ricerca di indipendenza culturale e politica, oggi divenuta simbolo globale della difesa della sovranità.
Note
- Plokhy, Serhii. Le porte d’Europa. Storia dell’Ucraina. Milano: Mondadori, 2022.
- Magocsi, Paul Robert. Breve storia dell’Ucraina. Torino: Einaudi, 2022.
- Plokhy, Le porte d’Europa, cit.
- Subtelny, Orest. Ucraina. Una storia. Roma: Viella, 2023.
- Kappeler, Andreas. Storia dell’Ucraina. Bologna: Il Mulino, 2022.
- Plokhy, Le porte d’Europa, cit.
- Kappeler, Storia dell’Ucraina, cit.
- Magocsi, Breve storia dell’Ucraina, cit.
- Subtelny, Ucraina. Una storia, cit.
- Applebaum, Anne. La carestia di Stalin. Terrore e fame in Ucraina. Milano: Mondadori, 2019.
- Snyder, Timothy. Terre di sangue. L’Europa nella morsa di Hitler e Stalin. Milano: Rizzoli, 2011.
- Brown, Kate. Manuale per sopravvivere: una guida da Černobyl’ al futuro. Torino: Einaudi, 2021.
- Wilson, Andrew. Gli ucraini. Una nazione inattesa. Milano: Raffaello Cortina, 2023.
- Plokhy, Serhii. Le porte d’Europa, cit.
- Wilson, Gli ucraini, cit.
Ucraina durante la Seconda Guerra Mondiale
Periodo: 1941-1944
Contesto storico:
- L’Ucraina, all’epoca, faceva parte dell’Unione Sovietica.
- Nel giugno 1941, la Germania nazista lanciò l’Operazione Barbarossa, l’invasione su larga scala dell’URSS.
- L’Ucraina era strategica per il Reich: possedeva terreni agricoli fertili (il “granaio dell’Europa”), industrie e risorse energetiche.
Forze coinvolte:
- Germania: principale invasore; Einsatzgruppen e Wehrmacht coinvolti in occupazione e repressione.
- Italia: partecipazione marginale; alcune unità italiane erano sul fronte orientale come parte della Armata Italiana in Russia (ARMIR), soprattutto nel 1942-1943, ma operavano più a nord e est, non direttamente in tutte le regioni ucraine.
- Unione Sovietica: difesa organizzata dell’Armata Rossa e resistenza partigiana locale.
Principali eventi in Ucraina:
- Invasione tedesca (1941): rapida avanzata verso Kiev e Kharkiv. La città di Kiev cadde in settembre 1941, con enormi perdite sovietiche (circa 600.000 prigionieri).
- Occupazione tedesca: repressione brutale, Einsatzgruppen responsabili di massacri, inclusi gli ebrei (Holocaust by bullets) e altri gruppi civili.
- Battaglie chiave:
- Battaglia di Kiev (1941)
- Battaglia di Kharkiv (1942 e 1943)
- Offensiva sovietica di riconquista (1943-1944)
- Resistenza e partigiani: le popolazioni locali formarono gruppi partigiani contro le truppe tedesche, sabotando linee ferroviarie e comunicazioni.
Conseguenze:
- Devastazione demografica e urbana: milioni di civili uccisi o deportati.
- Distruzione di infrastrutture e industrie.
- L’Ucraina rimase un teatro cruciale fino alla liberazione sovietica nel 1944.
Curiosità:
- L’ARMIR italiana subì pesanti perdite durante l’inverno 1942-1943 in Russia, in particolare nella ritirata dalla steppa russa, ma il loro impatto diretto in Ucraina fu limitato.
- La memoria storica dell’occupazione tedesca è ancora molto forte in Ucraina, soprattutto per le atrocità contro i civili e la popolazione ebraica.
| Anno / Periodo | Evento principale | Forze coinvolte | Luogo / Note |
|---|---|---|---|
| Giugno 1941 | Inizio Operazione Barbarossa | Germania vs URSS | Tutta l’Ucraina |
| Settembre 1941 | Caduta di Kiev | Wehrmacht tedesca vs Armata Rossa | Massacro di prigionieri sovietici (~600.000) |
| 1941-1942 | Occupazione tedesca | Wehrmacht + Einsatzgruppen | Repressione civile e stermini, soprattutto ebrei e oppositori |
| 1942 | Presenza italiana marginale | ARMIR (Italia) | Operazioni limitate a nord/est; poche azioni dirette in Ucraina |
| 1942-1943 | Battaglia di Kharkiv | Germania vs URSS | Avanzate e contrattacchi; pesanti perdite su entrambi i fronti |
| 1943-1944 | Offensiva sovietica di riconquista | URSS vs Germania | Liberazione progressiva delle città ucraine occupate |
| 1941-1944 | Resistenza partigiana | Civili e partigiani locali | Sabotaggi, azioni contro truppe tedesche |
| Conseguenze | Devastazione umana e infrastrutturale | Civili e militari | Milioni di morti, deportazioni, città distrutte |
Risorse del sottosuolo
1. Contesto generale
- Superficie: ~603.700 km² (il Paese più esteso interamente in Europa).
- Popolazione: circa 37 milioni (2025, post-guerra e migrazioni).
- Ruolo strategico: posizione di ponte tra Europa e Asia, confine orientale dell’UE, ricchezza mineraria e agricola.
2. Risorse minerarie principali
L’Ucraina è tra i Paesi europei più ricchi di materie prime, con oltre 20.000 giacimenti censiti.
a) Combustibili fossili
- Carbone: grandi bacini nel Donbass (Donetsk, Luhansk) → carbone metallurgico e termico. Riserva storicamente tra le maggiori d’Europa.
- Petrolio e gas naturale: giacimenti nell’area del Dnepr-Donetsk, Carpazi, Mar Nero e Mar d’Azov. Importanti ma insufficienti a garantire autosufficienza energetica (alta dipendenza da importazioni, soprattutto storicamente dalla Russia).
-
Shale gas: l’Ucraina possiede potenziali riserve di gas non convenzionale (particolarmente nelle aree di Kharkiv e Donetsk).
b) Minerali ferrosi e acciaio
- Ferro: bacino di Kryvyj Rih (Krivoj Rog) → uno dei più grandi al mondo.
- Manganese: Nikopol (Dnipro) → tra i più ricchi giacimenti mondiali.
- Forte tradizione siderurgica (Mariupol, Dnipro, Zaporizhzhia).
c) Minerali non ferrosi e rari
- Titanio: l’Ucraina è tra i principali produttori mondiali.
- Uranio: unica nazione europea (oltre alla Russia) con ciclo completo di estrazione e trattamento del minerale.
- Litio, cobalto, grafite: risorse strategiche per la transizione energetica.
- Mercurio: depositi storici a Nikitovka.
- Oro: risorse limitate ma presenti nei Carpazi e nel Donbass.
3. Importanza economica e geopolitica
- Siderurgia: tradizionalmente settore trainante dell’export (acciaio, ghisa, prodotti laminati).
- Energie fossili: punto nevralgico dei gasdotti che collegavano Russia ed Europa.
- Materie prime critiche: litio, titanio e uranio rendono l’Ucraina cruciale per il mercato europeo delle tecnologie avanzate e delle energie rinnovabili.
- Guerra e occupazione: molti giacimenti (Donbass, Mariupol, Crimea) sono oggi in zone di conflitto o sotto controllo russo, con forte impatto sull’economia e sugli equilibri energetici.
4. Sfide attuali
- Controllo territoriale: parte delle risorse più ricche si trovano in aree di conflitto.
- Investimenti stranieri: difficili da attrarre in un contesto di guerra.
- Transizione energetica: necessità di ridurre la dipendenza da carbone e gas, puntando su rinnovabili e sfruttamento sostenibile di litio, grafite e titanio.
- Corruzione e governance: gestione trasparente delle risorse rimane un problema storico.
5. Prospettive future
- Potenziale per diventare hub europeo delle materie prime critiche.
- Necessità di ricostruzione del settore estrattivo e industriale dopo la guerra.
- Collaborazioni con UE e USA per ridurre dipendenza dalla Russia e garantire forniture sicure di risorse strategiche.

Bibliografia essenziale
- Applebaum, Anne. La carestia di Stalin. Terrore e fame in Ucraina. Milano: Mondadori, 2019.
- Brown, Kate. Manuale per sopravvivere: una guida da Černobyl’ al futuro. Torino: Einaudi, 2021.
- Kappeler, Andreas. Storia dell’Ucraina. Bologna: Il Mulino, 2022.
- Magocsi, Paul Robert. Breve storia dell’Ucraina. Torino: Einaudi, 2022.
- Plokhy, Serhii. Le porte d’Europa. Storia dell’Ucraina. Milano: Mondadori, 2022.
- Snyder, Timothy. Terre di sangue. L’Europa nella morsa di Hitler e Stalin. Milano: Rizzoli, 2011.
- Subtelny, Orest. Ucraina. Una storia. Roma: Viella, 2023.
- Wilson, Andrew. Gli ucraini. Una nazione inattesa. Milano: Raffaello Cortina, 2023.
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