Agosto, 2026
Amba Alagi e l’ultima resistenza italiana. AMEDEO DI SAVOIA-AOSTA e il valore dell’onore militare. 17 aprile - 17 maggio 1941
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GIANO PUBLIC HISTORY APS Amba Alagi e l’ultima resistenza italiana. AMEDEO DI SAVOIA-AOSTA e il valore dell’onore militare. 17 aprile – 17 maggio 1941 Anna Maria Castiello,
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Amba Alagi e l’ultima resistenza italiana. AMEDEO DI SAVOIA-AOSTA e il valore dell’onore militare. 17 aprile – 17 maggio 1941
Anna Maria Castiello, Flaminia Sabatello, Marco Lodi (ricerche storiche e montaggio)
Con la testimonianza del dott. Edoardo Borra, prigioniero in Kenya
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Ci sono battaglie che cambiano il corso della storia e altre che, pur segnando una sconfitta, continuano a vivere nella memoria per il comportamento degli uomini che le combatterono.
L’Amba Alagi appartiene a questa seconda categoria.
Tra il 17 aprile e il 17 maggio 1941, sulle montagne dell’Etiopia, migliaia di soldati italiani, ascari eritrei, carabinieri, marinai e aviatori resistettero all’assedio delle forze britanniche e del Commonwealth. Erano isolati, senza possibilità di ricevere rinforzi, con munizioni sempre più scarse e, soprattutto, con l’acqua destinata a esaurirsi.
A guidarli era il duca Amedeo di Savoia-Aosta, viceré d’Etiopia e comandante delle forze italiane dell’Africa Orientale. Ufficiale stimato anche dagli avversari, egli comprese ben presto che la battaglia non poteva essere vinta. Tuttavia scelse di resistere fino a quando il sacrificio dei suoi uomini avesse avuto un significato militare e morale.
La resa, il 17 maggio 1941, non fu il crollo di un esercito in fuga, ma la conclusione di una difesa combattuta con disciplina e coraggio. Gli stessi britannici concessero ai difensori il raro onore delle armi, riconoscendo il valore dimostrato sul campo.
Ma raccontare l’Amba Alagi significa anche confrontarsi con la complessità della storia. Quei combattimenti si svolsero all’interno della guerra coloniale italiana in Africa Orientale, nata dall’invasione dell’Etiopia voluta dal regime fascista. Il coraggio individuale dei soldati e dei comandanti non può essere separato dal contesto storico e politico nel quale essi operarono. Comprendere significa tenere insieme entrambi gli aspetti: il valore umano dei protagonisti e la responsabilità storica della guerra combattuta.
In questo episodio ripercorreremo quei trenta giorni di assedio, seguendo le decisioni di Amedeo di Savoia-Aosta, le condizioni dei suoi uomini e il significato che l’Amba Alagi ha assunto nella memoria italiana. Una storia di guerra, di sacrificio e di onore militare, ma anche una vicenda che invita a riflettere sul rapporto tra dovere, lealtà e responsabilità storica.
Perché, a volte, anche una sconfitta può diventare una pagina destinata a essere ricordata.
Bibliografia essenziale
Fonti istituzionali e di consultazione
- Istituto della Enciclopedia Italiana, “Amba Alagi”, Enciclopedia Treccani.
- Istituto della Enciclopedia Italiana, “Amedeo di Savoia, duca d’Aosta”, Dizionario Biografico degli Italiani.
- Archivio storico della Presidenza della Repubblica, “24 aprile 1941 – Amba Alagi”.
Studi fondamentali
- Angelo Del Boca, Gli italiani in Africa Orientale. Vol. III: La caduta dell’Impero, Laterza, Roma-Bari, 1982 (rist. 2001).
- Giorgio Rochat, Le guerre italiane 1935-1943, Einaudi.
- Giorgio Speroni, Amedeo Duca d’Aosta. L’eroe dell’Amba Alagi, Mursia, 1998.
- Enzo Borra, Amedeo di Savoia. Terzo Duca d’Aosta e Viceré d’Etiopia, Mursia, 1985.
- Ian W. Walker, Iron Hulls, Iron Hearts. Mussolini’s Elite Armoured Divisions in North Africa, Crowood Press (per il contesto operativo della guerra africana).
Memorie e testimonianze
- Amedeo di Savoia-Aosta, Studi africani, Zanichelli, Bologna, 1942.
- Alberto Berretta, Amedeo d’Aosta. Il prigioniero del Kenia. Il diario di Amba Alagi, Garzanti, Milano, 1956.
- Iago Fiorucci, Il Duca d’Aosta. Amba Alagi 1941. Ricordi di Iago Fiorucci, Pagnini, Firenze, 2012.
Questa bibliografia offre un equilibrio tra opere di taglio biografico, studi critici sul colonialismo italiano e ricostruzioni militari della campagna d’Africa Orientale, consentendo di presentare l’episodio dell’Amba Alagi con rigore storico e nel suo corretto contesto.
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