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      Addio a Sandro Mazzola, sempre e per sempre dalla stessa parte

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      Sandro Mazzola (1942-2026) Fonte: la rete
      a cura di Giovanni Di Silvestre
      Il calcio italiano piange Sandro Mazzola, scomparso a Milano a 83 anni dopo una lunga malattia. L’annuncio, giunto con un comunicato ufficiale dell’Inter («È stata la nostra storia»), non segna soltanto la fine di una parabola sportiva, ma la chiusura di un capitolo fondamentale della memoria collettiva del Novecento italiano.

      Il figlio di Superga e la ricostruzione dell’identità nazionale

      In una prospettiva di Public History, la figura di Sandro Mazzola non può essere scissa dalla costruzione del mito repubblicano del dopoguerra. Figlio di Valentino Mazzola — capitano del Grande Torino tragicamente scomparso nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949 — Sandro cresce nell’ombra di un gigante.
      Insieme all’impresa di Gino Bartali al Tour de France del 1948, il Grande Torino contribuì a restituire dignità al Paese nei drammatici giorni dell’attentato a Giancarlo Togliatti, offrendo un’epica sportiva spontanea, lontana dai trionfalismi di regime che avevano caratterizzato le vittorie mondiali del 1934 e del 1938.
      Mazzola aveva solo sei anni a Superga. Anziché rimanere schiacciato da un cognome monumentale, seppe trasformarlo in un percorso personale di riscatto. Accolto nel settore giovanile dell’Inter e “adottato” da Benito Lorenzi — detto Veleno —, compì la transizione da mascotte degli spogliatoi a pilastro dell’impianto societario nerazzurro.
      Il suo esordio in prima squadra, avvenuto il 10 giugno 1961 nel controverso Juventus-Inter 9-1 (in cui l’Inter schierò la Primavera per protesta di Angelo Moratti), lo vide segnare su rigore l’unico gol nerazzurro: il primo mattonello di un’era.

      La Grande Inter e il mito del modernismo sportivo

      Sotto la guida tattica e comunicativa di Helenio Herrera, Mazzola divenne il volto della Grande Inter degli anni ’60, simbolo del boom economico italiano e della modernizzazione del calcio europeo.
      • Palmarès con l’Inter: 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali.
      • Riconoscimenti individuali: Capocannoniere in Serie A (1965), capocannoniere in Coppa dei Campioni (1964), secondo posto al Pallone d’Oro 1971 (dietro Johan Cruyff).
      • Presenze e continuità: 17 stagioni, 565 partite ufficiali e 158 gol, con la fascia da capitano indossata dal 1970 al 1977.

      L’Azzurro, il mito di Jasin e la dualità del ’70

      Nel contesto geopolitico della Guerra Fredda, anche il calcio diventava veicolo di narrazione simbolica. Resta storica la rete segnata da Mazzola all’Unione Sovietica contro Lev Jasin, il “Ragno Nero”, figura quasi mitologica del calcio d’oltrecortina.
      Mazzola fu protagonista dell’Italia che conquistò il Campionato Europeo del 1968 e arrivò in finale ai Mondiali di Messico ’70 dopo la celebre semifinale contro la Germania Ovest (4-3), passata alla storiografia come la partita del secolo. L’era fu caratterizzata anche dalla celebre “staffetta” con Gianni Rivera, metafora sociologica di un’Italia divisa tra modernità tattica e talento puro.

      L’eredità storica delle “bandiere”

      Mazzola ha rappresentato una categoria storica oggi quasi scomparsa: quella della “bandiera”, l’atleta il cui percorso agonistico coincide con l’identità di una comunità urbana e sportiva (sulla scia di Meazza, Facchetti, Riva, Rivera, Bergomi).
      La sua scomparsa si intreccia idealmente con quella di Gigi Riva, componendo un dittico della memoria sportiva azzurra, sintetizzato dal messaggio del figlio di Riva, Nicola: «Riabbracciatevi». Dopo il ritiro dal campo, la sua carriera di dirigente (Inter, Genoa, Torino) e di commentator televisivo per la Rai ha consolidato la sua figura di narratore e custode della memoria calcistica nazionale.

      Bibliografia e Fonti Storiche

      Fonti Storiografiche e Saggistica

      • Foot, John. Calcio: A History of Italian Football. London: Fourth Estate, 2006. (Analisi sociale ed economica del calcio italiano dal dopoguerra al boom economico).
      • Ghirelli, Antonio. Storia del calcio in Italia. Milano: Einaudi, 1990. (Volume di riferimento per la contestualizzazione del calcio durante il fascismo e la ricostruzione).
      • Lanfranchi, Pierre, e Taylor, Matthew. Moving with the Ball: The Migration of Professional Footballers. Berg, 2001.
      • Sivini, Giordano. Il mito del Grande Torino e la ricostruzione nazionale. In Passato e Presente, Vol. 42, 1997.

      Biografie e Testimonianze

      • Mazzola, Sandro. La mia vita dalla A alla Z. Milano: Baldini & Castoldi, 2011.
      • Moratti, Massimo, e Severgnini, Beppe. Inter: la nostra storia. Milano: Rizzoli, 2010.
      • Chiesa, Carlo F. La grande storia del calcio italiano. Bologna: Guerin Sportivo, 2012-2019.

      Archivi e Documenti Mediali

      • Archivio Storico Istituto Luce: Documentari e cinegiornali sull’Italia del dopoguerra, il Grande Torino (1949) e i Mondiali di Messico 1970.
      • Archivio Rai Teche: Registrazioni e materiale d’archivio sui Campionati Europei del 1968 e le radiocronache/telecronache d’epoca.

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