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    L’Acquedotto del Peschiera: Un Capolavoro dell’Ingegneria Idraulica Italiana

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    a cura redazione BLOG Giano PH

    Introduzione

    L’Acquedotto del Peschiera è una delle principali infrastrutture idriche dell’Italia centrale, nonché una delle più imponenti opere idrauliche d’Europa. Realizzato nel XX secolo per fronteggiare il crescente fabbisogno idrico della città di Roma, rappresenta un esempio emblematico di pianificazione territoriale, gestione sostenibile della risorsa idrica e ingegneria civile.

    Contesto storico e motivazioni

    Dopo l’Unità d’Italia e soprattutto durante il periodo fascista, Roma conobbe una rapida espansione urbanistica. Le fonti idriche storiche, come l’Acquedotto Vergine e l’Acquedotto Marcio, non erano più sufficienti a garantire il fabbisogno della Capitale. Nel 1937 fu avviato il progetto dell’acquedotto del Peschiera per captare le sorgenti omonime situate nel Comune di Cittaducale (RI), in un’area ricca di acque carsiche.

    Caratteristiche tecniche

    L’acquedotto si sviluppa per circa 130 km, con una portata media di circa 14.000 litri al secondo, rendendolo uno dei più grandi d’Europa. La sua struttura principale è costituita da:

    • Sorgenti del Peschiera: poste a circa 600 m s.l.m., forniscono acque di eccezionale qualità e temperatura costante.
    • Galleria Peschiera–Salone: una condotta sotterranea che attraversa l’Appennino centrale.
    • Triforcazione: nei pressi di Monterotondo, l’acquedotto si dirama per servire Roma nord e centro.
    • Sistema Peschiera–Le Capore: completato negli anni ’80 per garantire ridondanza e aumentare la portata disponibile.

    L’intero sistema è concepito per funzionare per gravità, riducendo al minimo il consumo energetico per il sollevamento.

    Impatto e funzione attuale

    L’Acquedotto del Peschiera rifornisce oggi circa il 60% del fabbisogno idrico di Roma, oltre a servire numerosi comuni della provincia. La qualità dell’acqua è monitorata costantemente da ACEA Ato 2 e si colloca tra le più elevate in Europa in termini di purezza e sicurezza sanitaria.

    L’acquedotto è un esempio virtuoso di infrastruttura resiliente, anche se negli ultimi anni è emersa la necessità di ammodernare alcune tratte e aumentarne la ridondanza strutturale per fronteggiare fenomeni climatici estremi e terremoti.

    Prospettive future

    Un’importante estensione, denominata Peschiera bis, è attualmente in fase di progettazione. L’obiettivo è duplice: potenziare la rete e garantire continuità di approvvigionamento in caso di guasti. Tale progetto è inserito tra le priorità del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), evidenziando la centralità del tema idrico nelle politiche infrastrutturali italiane.

    Conclusione

    L’Acquedotto del Peschiera è un’infrastruttura simbolo di modernità e funzionalità, che ha consentito a Roma di affrontare la sfida della crescita urbana con un approvvigionamento idrico affidabile e sostenibile. Il suo valore ingegneristico, ambientale e strategico ne fa un modello da studiare, preservare e potenziare per le future generazioni.


    Bibliografia

    • ACEA Ato 2. (2023). Relazione annuale sulla qualità dell’acqua. Roma: ACEA.
    • Bellagamba, M. (2019). La grande sete. Storia degli acquedotti di Roma moderna. Roma: Edizioni Ponte Sisto.
    • Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. (2021). PNRR – Interventi per l’efficienza della rete idrica nazionale. Roma: MIT.
    • Politecnico di Milano – DICA. (2020). Analisi tecnica del sistema acquedottistico Peschiera–Le Capore. Milano: Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale.
    • Tersigni, C. (2015). “L’acquedotto del Peschiera: un’opera monumentale per la Capitale”. Ingegneria dell’Ambiente, 2(3), 45–52.