Agosto, 2026
DONNE STUPRATE E TORTURATE COME «COLLABORATRICI» della RSI. Una violenza dimenticata della guerra nazifascista
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DONNE STUPRATE E TORTURATE COME «COLLABORATRICI» della RSI
Una violenza dimenticata della guerra nazifascista
Elizabeth Lilli, Anna Maria Castiello, Marco Lodi
Nel caos della fine della Seconda guerra mondiale e nei mesi immediatamente successivi alla Liberazione, il corpo delle donne divenne un tragico campo di battaglia. Accusate di collaborazione con la Repubblica Sociale Italiana o con le forze d’occupazione tedesche — talvolta per reali legami politici, molto più spesso per semplici parentele, ritorsioni o pettegolezzi —, centinaia di donne subirono pubbliche umiliazioni, rasature della testa, torture e violenze sessuali.
Questo episodio affronta una delle pagine più dolorose e rimosse della storia italiana contemporanea. Un capitolo a lungo archiviato come “inevitabile giustizia sommaria” o taciuto per decenni nella memoria pubblica del dopoguerra.
Foto della locandina: Giuseppina Ghersi era una bambina di appena 17 anni quando fu picchiata, stuprata e uccisa dai partigiani con l’accusa di essere al servizio del regime fascista. Studentessa delle magistrali alla “Rossello” di Savona scrisse un tema che la maestra inviò al Duce ottenendone i complimenti: questa la sua colpa.
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