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    L’Osteria di Centocelle: Un Ritratto Archeologico e di Memoria nel Suburbio Romano

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    Foto GIANOPHAPS

    a cura redazione BLOG Giano PH

    Introduzione: Un palinsesto di storia al margine della città

    L’Osteria di Centocelle — nota nella tradizione locale anche come “Rotonda di Centocelle” — non è soltanto un monumento dell’antichità tardo-romana. Rappresenta una tessera fondamentale nel mosaico della Public History urbana: un frammento di paessaggio in cui si incrociano le memorie dell’impero romano, la vita rurale dell’Agro e le trasformazioni urbanistiche della Roma contemporanea.
    Situato tra via Casilina e viale Palmiro Togliatti, il sito incarna le sfide e le opportunità della valorizzazione del patrimonio periferico: trasformare un’area archeologica fragile in un bene comune riconosciuto e vissuto dalla comunità locale.

    Inquadramento storico-archeologico: Il complesso Ad duas lauros

    L’edificio sorge lungo il tracciato della viabilità antica (la via Labicana-Casilina), all’interno del più ampio e rinomato complesso di Ad duas lauros, sede di residenze imperiali e complessi di rappresentanza attratti dalla vicinanza alla capitale. L’area di Centocelle vanta una frequentazione ininterrotta a partire dal VI secolo a.C., stratificando rovine romane, casali della campagna romana ed elementi di storia del Novecento (come le adiacenti strutture dell’ex aeroporto militare).

    Architettura e enigma funzionale: Mausoleo o Ninfeo?

    L’edificio si caratterizza per una complessa articolazione architettonica:
    Il corpo centrale: Una grande sala a pianta circolare cupolata, realizzata con una muratura in blocchetti di tufo e corsi di mattoni, movimentata da nicchie e aperture per la luce.
    L’ambiente meridionale: Un corpo absidato trasversale, aggiunto probabilmente in una fase successiva di ristrutturazione dell’edificio.

    Il dibattito interpretativo

    Sin dal Cinquecento, con i primi rilievi e disegni di architetti e antiquari quali Pirro Ligorio e Giovanni Battista Montano, l’Osteria ha alimentato due principali ipotesi funzionali:
    Monumento Funerario (Mausoleo): Suggestione legata alla collocazione monumentale lungo la via consolare.
    Edificio Cultuale o di Rappresentanza (Ninfeo): Inquadrabile come scenografico edificio legato alle acque all’interno della villa imperiale.
    L’assenza di scavi stratigrafici estensivi e sistematici non consente ancora di sciogliere l’enigma, rendendo il sito un perfetto terreno di cantiere aperto per la ricerca e la didattica archeologica.

    Dal degrado al Parco Archeologico: Le sfide della tutela

    Dopo secoli di riuso agricolo (da cui il toponimo “Osteria”), il monumento è stato sottoposto a vincolo di tutela nel 1969 ed è passato al demanio statale nel 1990. Con l’istituzione del Parco Archeologico di Centocelle (2006), l’Osteria è entrata a far parte di una vasta area verde di valore storico-paesaggistico.
    Tuttavia, le criticità rimangono evidenti:
    • Crolli parziali delle coperture e pressione della vegetazione infestante.
    • Vicinanza a insediamenti abusivi ed ex autodemolitori che limitano la piena accessibilità del Parco.
    • Difficoltà nei processi di fruizione continuativa e messa in sicurezza.

    Prospettive di Public History: Co-progettare il patrimonio nel Municipio V

    Fare Public History all’Osteria di Centocelle significa abbattere la distanza tra ricerca specialistica e cittadinanza. Per restituire il bene alla comunità si propongono quattro direttrici operative:
    • Laboratori di Citizen Science e Archeologia Partecipata: Organizzazione di indagini geofisiche aperte al pubblico, in cui la cittadinanza partecipa all’osservazione e al racconto delle scoperte sul campo.
    • Archivio di Memoria di Quartiere (Public Memories): Raccolta delle fonti orali e delle fotografie storiche degli abitanti su Centocelle, per documentare come la popolazione percepiva le rovine tra il XIX e XX secolo.
    • Narra-Azione Multimediale e Digitale: Sviluppo di pannellistica inclusiva, mappe tattili, podcast geo-referenziati e ricostruzioni in Realtà Aumentata (AR) fruibili via smartphone all’interno del parco.
    • Scuole in Parco: Percorsi di PCTO e laboratori per le scuole del municipio per trasformare gli studenti in “ciceroni della memoria” del proprio territorio.

    Bibliografia e Fonti

    Bibliografia Scientifica

    • Coarelli, F. (1981). Dintorni di Roma (Guide archeologiche Laterza). Roma-Bari: Laterza, pp. 172–173.
    • De Franceschini, M. (2005). Le ville romane della X regio (Venetia et Histria) e del suburbio romano. Roma: L’Erma di Bretschneider.
    • Volpe, R. (a cura di) (2007). Centocelle I. Roma. Saggi di scavo nel parco archeologico. Roma: All’Insegna del Giglio.

    Articoli, Report e Storiografia sul Territorio

    • Garacci, M. (2019, 22 gennaio). La lunga storia del Parco Archeologico di Centocelle. MicroMega.
    • Comitato di Quartiere Centocelle Storica (2017). Relazione sullo stato del Parco Archeologico di Centocelle. Roma: Documento d’archivio locale
    • Di Giampasquale, C. (s.d.). L’Osteria di Centocelle. Piazza del Popolo.

    Sitografia e Risorse Digitali

    • Signa Romanorum (2022). NUSRTER082 – Ninfeo dell’Osteria di Centocelle. Documentazione del patrimonio romano.
    • Web.mclink.it (s.d.). Osteria di Centocelle – Rotonda di Centocelle: Rilievi storici e iconografia.
    • Wikipedia Italia (2024). Parco archeologico di Centocelle.
    • Abitare a Roma (2021, 24 febbraio). In onda la riqualificazione dell’Osteria di Centocelle

    Osteria di Centocelle (geolocalizzazione)


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