“Voci dalla Storia” è un progetto di podcast e Public History che restituisce voce e presenza alle donne decorate con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, protagoniste straordinarie – e troppo spesso dimenticate – del nostro passato. Attraverso lo strumento delle “interviste improbabili”, il podcast dà vita a un dialogo diretto con loro. Ogni puntata intreccia rigore scientifico e forza narrativa, riattivando la memoria storica a partire da fonti d’archivio, diari, lettere e documenti ufficiali. Un viaggio sonoro per riscoprire chi ha scritto la storia d’Italia. Il podcast è provvisto di sottotitoli.
Le origini viareggine e il trauma della guerra
Vera Vassalle nasce a Viareggio (Lucca) il 21 gennaio 1920 da Eugenio, un lavoratore della terra, e Maria Ester Benedetti, casalinga. Cresce nel quartiere Marco Polo insieme ai fratelli Antonio e Carlo e alla sorella Elena. La sua infanzia è segnata dalla poliomielite, che le lascia una permanente menomazione alla gamba destra, un dettaglio fisico apparentemente invalidante che tuttavia non frenerà mai la sua mobilità clandestina. Dopo aver conseguito il diploma magistrale, nel 1941 trova impiego come impiegata di banca. Quello stesso anno la guerra colpisce duramente la sua famiglia: il padre Eugenio perde la vita nel canale di Sicilia a causa dell’affondamento della nave da guerra su cui era imbarcato. Questo lutto, unito a una profonda e precoce fede antifascista, orienta le scelte di Vera e dei suoi fratelli verso il rifiuto del regime.
Foto e documenti di Vera VASSALLE (Fonte La rete e Archivi di Stato)
L’attraversamento della Linea Gotica e l’addestramento nell’OSS
All’indomani dell’8 settembre 1943, Viareggio e la Versilia diventano retrovia critica della Linea Gotica. Vera entra immediatamente in azione nel gruppo clandestino che gravita attorno al cognato, Manfredo Bertini. Comprendendo la necessità di creare un canale di comunicazione diretto con l’esercito anglo-americano che risale la penisola, il locale Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) affida a Vera una missione audace: attraversare il fronte per consegnare informazioni strategiche agli Alleati. Nonostante la zoppia, Vera affronta un viaggio pericolosissimo verso sud, eludendo i controlli tedeschi. Riesce a superare le linee di combattimento a Montella d’Irpinia, presentandosi a un comando alleato a cui espone i dettagli e gli obiettivi della Resistenza toscana. Notata per l’intelligenza e la freddezza, viene arruolata dai servizi segreti americani, l’OSS (Office of Strategic Services). Sottoposta a un duro corso di addestramento militare, di cifratura e di tecniche di spionaggio in varie località dell’Italia meridionale liberata, nel gennaio 1944 viene trasferita nella Corsica francese. Da lì, viene sbarcata segretamente sulla costa maremmana con lo status di agente dell’OSS e capo supremo della missione radio denominata in suo onore Missione “Rosa”.
[L'ITINERARIO DI INTELLIGENCE DI VERA VASSALLE]
VIAREGGIO / VERSILIA (Settembre 1943: Primi nuclei con Manfredo Bertini)
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MONTELLA D'IRPINIA (Attraversamento del fronte. Contatto con gli Alleati)
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SUD ITALIA / CORSICA (Inverno 1943-44: Addestramento d'élite nell'OSS)
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MAREMMA / VIAREGGIO (Gennaio 1944: Sbarco e comando della Missione "Rosa")
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MILANO / LUCCHESIA (Riorganizzazione della rete dopo la perdita dei codici)
Il comando della Missione “Rosa” e la rete versiliese
Il 19 gennaio 1944 Vera riesce a rientrare a Viareggio. La missione rischia però il fallimento immediato: per imperizia e panico del radiotelegrafista assegnatole, i piani di trasmissione e i codici cifrati vanno perduti. Dimostrando attitudini da vero comandante, Vera non si perde d’animo. Lascia la Versilia e si reca a Milano; qui, attivando i canali clandestini del CLN Alta Italia e un contatto dell’OSS, riesce a segnalare il problema al quartier generale alleato e a richiedere un nuovo operatore. Nel marzo del 1944, l’OSS paracaduta sulle montagne della Lucchesia il radiotelegrafista Mario Robello (“Santa”). Robello riesce a raggiungere Vera e la trasmittente della Missione “Rosa” diventa finalmente operativa. Da quel momento, Vera coordina una delle più efficienti reti informative della Toscana occupata. La rete viareggina, capillarmente organizzata da lei, raccoglie informazioni sugli spostamenti delle truppe tedesche, sulle fortificazioni della Linea Gotica e sui convogli ferroviari nella galleria del valico. Di questa cellula di intelligence fanno parte figure chiave del patriottismo locale:
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Manfredo Bertini (mente politica della cellula), Sergio Breschi, Carlo Vassalle (fratello di Vera), Gaetano De Stefanis e Francesco Malfatti.
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Una forte componente femminile, essenziale per il trasporto dei messaggi: Bianca Dini, Stella Palmerini e le sorelle Anna e Maria Barsella.
Per mesi, sotto gli occhi delle guarnigioni tedesche, la radio gestita da Vera e “Santa” trasmette centinaia di radiomessaggi cifrati che permettono all’aviazione alleata di bombardare con precisione chirurgica i depositi di munizioni e le linee logistiche naziste, facilitando lo sfondamento della Linea Gotica e salvando la vita a migliaia di soldati anglo-americani e partigiani.
Il dopoguerra e la memoria nella Public History
Vera Vassalle sopravvive alla guerra. Nel dopoguerra si trasferisce a Genova, dove si spegne il 10 ottobre 1985. Nella prospettiva della Public History, la sua figura è centrale per decostruire la narrazione canonica che vedeva le donne relegate al solo ruolo di assistenza o di “staffetta passiva”, accreditandola come ufficiale e dirigente di servizi d’intelligence internazionali:
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La Medaglia d’Oro al Valor Militare: È una delle pochissime donne ad aver ricevuto in vita la massima onorificenza militare italiana. Nella motivazione del decreto presidenziale viene definita «straordinario esempio di valore, di costanza e di assoluta dedizione alla causa della libertà», evidenziando come la sua menomazione fisica non le avesse impedito di affrontare missioni letali.
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La valorizzazione della memoria a Viareggio: La città natale le ha intitolato una piazza nel quartiere Marco Polo, dove era cresciuta, e una targa commemorativa ne ricorda le gesta. La figura di Vera è regolarmente celebrata nei percorsi della memoria legati alla Linea Gotica in Versilia.
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Gli studi internazionali sull’OSS: La documentazione declassificata dagli archivi americani (NARA) ha permesso all’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Lucca (ISREC) di ricostruire nel dettaglio l’organigramma della Missione “Rosa”, inserendo Vera Vassalle nei moderni studi di Gender History dedicati allo spionaggio militare nella Seconda Guerra Mondiale.
Bibliografia di riferimento (per approfondire)
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Anati, Sheldon, L’OSS e la Resistenza in Toscana: la missione Rosa e le operazioni di Vera Vassalle, Firenze, Edizioni Medicea, 1999. (Monografia scientifica focalizzata interamente sulla documentazione militare della missione).
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Pellegrini, Giovanni, La Linea Gotica in Versilia: spionaggio, guerriglia e vita civile, Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 1984. (Testo fondamentale per inquadrare la rete informativa di cui facevano parte Bertini e i Vassalle).
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Tomasi, Silvia, Donne con la radio: le agenti dell’OSS nella campagna d’Italia, in “Italia Contemporanea”, n. 214, 1999, pp. 45-62.
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Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Lucca (a cura di), Dizionario biografico dei partigiani lucchesi, Lucca, ISREC, 2005.
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National Archives and Records Administration (NARA), Washington D.C., RG 226, Records of the Office of Strategic Services, fascicolo secret “Mission Rosa – Agent Vera Vassalle” (fonte primaria declassificata).
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