Memoria e coraggio nella Risiera: Da sarta e vigilatrice a colonna dei Gruppi di Difesa della Donna: la vita e il sacrificio di una partigiana friulana contro il fascismo e l’occupazione nazista

“Voci dalla Storia” è un progetto di podcast e Public History che restituisce voce e presenza alle donne decorate con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, protagoniste straordinarie – e troppo spesso dimenticate – del nostro passato.
Attraverso lo strumento delle “interviste improbabili”, il podcast dà vita a un dialogo diretto con loro. Ogni puntata intreccia rigore scientifico e forza narrativa, riattivando la memoria storica a partire da fonti d’archivio, diari, lettere e documenti ufficiali. Un viaggio sonoro per riscoprire chi ha scritto la storia d’Italia. Il podcast è provvisto di sottotitoli.



La fame, il Carso e la Grande Guerra: le radici del riscatto

Verginia Tonelli (nota anche come Virginia) nasce nei casali Drio la Mont di Castelnuovo del Friuli (Pordenone) il 13 novembre 1903, in una famiglia proletaria composta dal padre Antonio, muratore, e dalla madre Matilde Bortoluzzi, casalinga. Frequenta le scuole elementari a Paludea, un capoluogo segnato da una profonda miseria strutturale. All’età di undici anni, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, viene mandata come apprendista sarta ai Casali Michei per alleggerire il bilancio familiare.
La Grande Guerra investe precocemente la sua esistenza: il padre Antonio trova lavoro come operaio militarizzato nello scavo e nella cementificazione delle trincee del Carso. In quel contesto di sfruttamento e insalubrità, l’uomo contrae il tifo e muore il 4 settembre 1915, lasciando la moglie, la nonna paterna e sette figli piccoli senza alcuna fonte di reddito. La situazione precipita ulteriormente con la chiamata alle armi dei fratelli maggiori, Edoardo e Umberto, e con la rotta di Caporetto (1917), che espone la famiglia Tonelli alla fame e alle requisizioni delle truppe austro-germaniche occupanti.
Nel dopoguerra, l’indigenza le impedisce di proseguire gli studi formali. Per sostenere i familiari, Verginia si trasferisce a Venezia, dove lavora per quattro anni come vigilatrice presso l’Ospedale per bambini rachitici e handicappati del Lido, e successivamente come guardarobiera. In questo ambiente urbano e operaio, tra il 1930 e il 1933, Verginia entra in contatto con le cellule clandestine del Partito Comunista d’Italia (PCd’I) dello Spilimberghese, maturando una consapevole scelta di opposizione al regime fascista.

Foto e documenti di Verginia TONELLI (Fonte La rete e Archivi di Stato)

L’esilio a Tolone e la rete dei leader fuorusciti

Per sfuggire ai controlli dell’OVRA, nel 1933 Verginia emigra in Francia, stabilendosi a Tolone, centro nevralgico dell’antifascismo politico in esilio. Lì lavora come collaboratrice domestica e il 22 maggio 1937 sposa Pietro Giovanni Zampollo, anch’egli militante comunista.
In concomitanza con lo scoppio della Guerra Civile Spagnola (1936-1939), il marito parte per le Brigate Internazionali in difesa della Repubblica Spagnola. Verginia assume la guida del nucleo di supporto logistico a Tolone: organizza collette, feste di autofinanziamento e reti di soccorso per i combattenti in Spagna, nonostante una salute già minata dall’asportazione di un rene nel 1937.
Al rientro dalla Spagna, il marito viene arrestato dalle autorità francesi e internato nel duro campo di Vernet d’Ariège. Verginia trasforma la propria abitazione di Tolone in uno dei principali “recapiti sicuri” e centri di smistamento clandestino del PCd’I all’estero. Tra le mura della sua casa transitano e trovano rifugio i massimi quadri dirigenti dell’antifascismo italiano, figure destinate a guidare l’Italia del dopoguerra:

  • Emilio Sereni e Giorgio Amendola (intellettuali e teorici politici).

  • Giuseppe Dozza (futuro sindaco della Bologna liberata).

  • Agostino Novella (futuro leader sindacale della CGIL).

  • Aldo Lampredi, Francesco Leone, Giuseppe Alberganti e Aladino Bibolotti (organizzatori della guerriglia e dell’attività cospirativa).

                  [LA RETE DI EMIGRAZIONE E RESISTENZA]
 
      VENEZIA / SPILIMBERGO (1930-33: Primi contatti comunisti)
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                                ▼
      TOLONE - FRANCIA      (1933-43: Base logistica fuorusciti)
                            • Transito di: Sereni, Amendola, Dozza, Novella.
                            • Supporto logistico alle Brigate Internazionali.
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                                ▼
      FRIULI OCCIDENTALE    (Maggio 1943: Rientro in Italia)
                            • Creazione dei Gruppi di Difesa della Donna (GDD).
                            • Staffetta di collegamento Udine-CLN-Brigate.

Il rientro in Friuli e l’organizzazione dei GDD

Nel maggio del 1943, Verginia Tonelli rientra a Castelnuovo del Friuli. Sebbene iscritta nei registri della polizia come elemento sovversivo vigilato, riesce a sfuggire a provvedimenti restrittivi immediati. Tra il luglio del 1943 e il marzo del 1944, la sua casa diventa la sede di assemblee politiche clandestine e piccoli comitati popolari.
Dopo l’8 settembre 1943 e l’istituzione della Zona d’operazioni del Litorale adriatico (OZAK), Verginia – assumendo il nome di battaglia “Luisa” – riceve l’ordine dal partito di organizzare la lotta armata in Friuli. Diventa la principale promotrice e organizzatrice dei Gruppi di Difesa della Donna (GDD) nel Friuli occidentale, strutture clandestine volte a mobilitare le donne nelle fabbriche e nelle campagne per il boicottaggio civile, la propaganda scritta e il supporto materiale ai combattenti.
Insieme a figure chiave della Resistenza friulana come Regina Franceschino (“Irma”) e Jole De Cillia (“Paola”), “Luisa” tesse una fitta rete logistica di collegamento fra la Federazione comunista di Udine, il CLN provinciale e i reparti partigiani delle brigate Garibaldi e Osoppo, trasferendo ordini strategici, materiale tipografico e informazioni operative attraverso i passi montani.

La cattura e il martirio nel forno della Risiera

L’intensa attività di intelligence la espone alle spie del comando tedesco. Il tardo pomeriggio del 17 settembre 1944, Verginia Tonelli viene intercettata, catturata e posta in stato di arresto dai nazisti.
Trasferita a Trieste, viene rinchiusa all’interno della Risiera di San Sabba, l’unico campo di sterminio nazista in Italia dotato di forno crematorio, utilizzato dall’apparato di Globocnik per l’eliminazione di ebrei, politici e partigiani. Sottoposta per giorni a torture sistematiche volte a estorcerle i nomi dei componenti del CLN friulano e i depositi d’armi delle brigate, Verginia oppone un totale e assoluto silenzio.
Le circostanze esatte della sua morte, avvenuta attorno al 29 settembre 1944, sono state ricostruite nel dopoguerra attraverso le testimonianze dei superstiti e dei responsabili del CLN, tra cui Giovanni Angelo Colonnello (“Eligio”), direttore del quotidiano L’Unità friulana. Secondo le deposizioni, a testimonianza del livello di sadismo punitivo raggiunto dagli occupanti, Verginia Tonelli fu gettata ancora agonizzante ma cosciente all’interno del forno crematorio della Risiera, dopo che ogni tentativo di piegarne la volontà attraverso la violenza fisica era fallito.

Public History: Il valore transnazionale di “Luisa”

Nella moderna Public History, la figura di Verginia Tonelli rappresenta un nodo centrale per superare la visione strettamente locale della Resistenza italiana, mettendone in luce la dimensione europea:

  • La Medaglia d’Oro al Valor Militare: La Repubblica Italiana le ha conferito la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Nella motivazione ufficiale viene definita «nobile esempio di alto senso civico e di sublime patriottismo», mettendone in rilievo il silenzio stoico di fronte alle sevizie nemiche.

  • I Luoghi della Memoria: Il nome di Verginia Tonelli è inciso sul monumento nazionale della Risiera di San Sabba a Trieste. A Udine, Pordenone e nei comuni dello Spilimberghese le sono state dedicate vie e scuole pubbliche. I comuni di Castelnuovo del Friuli e Travesio ne celebrano annualmente il sacrificio in coordinamento con l’ANPI.

  • La ricerca storiografica regionale: L’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione (IFSML) ha dedicato ampi studi alla ricostruzione della sua rete cospirativa tra Tolone e il Friuli, valorizzando i documenti d’archivio francesi e italiani per restituire la complessità metodologica di una donna capace di muoversi all’interno dei massimi vertici dell’antifascismo continentale.



Bibliografia di riferimento (per approfondire)

  • Colonnello, Giovanni Angelo, Guerra di liberazione nel Friuli occidentale, Udine, Del Bianco, 1965. (Testo contenente le prime testimonianze dirette sul martirio della Tonelli alla Risiera).

  • Giacomini, Mirella, Le donne nella Resistenza in Friuli: i Gruppi di Difesa della Donna (1943-1945), Udine, IFSML, 1982. (Studio organico sul ruolo logistico e politico dei GDD nel territorio friulano).

  • Fogar, Galliano, Sotto l’occupazione hitleriana nel Goriziano e nel Friuli (1943-1945), Udine, Del Bianco, 1968. (Essenziale per comprendere la struttura repressiva nazista nell’OZAK).

  • Anpi Provinciale di Pordenone, Verginia Tonelli “Luisa”: una vita per la libertà, Pordenone, Quaderni della Memoria, 2004.

  • Scalini, Marco (a cura di), I testimoni di San Sabba: il processo per i crimini della Risiera, Milano, Mondadori, 1977. (Raccolta degli atti processuali in cui vengono descritte le modalità di eliminazione dei prigionieri politici nel settembre 1944).

  • Dizionario Biografico dei Friulani, Forum, scheda biografica critica su Verginia Tonelli, a cura dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione.


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