Il silenzio più forte della paura. Diciannove anni, staffetta partigiana a Castello Tesino, torturata e uccisa senza tradire i compagni: la voce giovane della Resistenza italiana.

 

“Voci dalla Storia” è un progetto di podcast e Public History che restituisce voce e presenza alle donne decorate con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, protagoniste straordinarie – e troppo spesso dimenticate – del nostro passato.
Attraverso lo strumento delle “interviste improbabili”, il podcast dà vita a un dialogo diretto con loro. Ogni puntata intreccia rigore scientifico e forza narrativa, riattivando la memoria storica a partire da fonti d’archivio, diari, lettere e documenti ufficiali. Un viaggio sonoro per riscoprire chi ha scritto la storia d’Italia. Il podcast è provvisto di sottotitoli.



L’adolescenza itinerante e la scelta di campo

Clorinda Menguzzato nasce a Castello Tesino (TN) il 15 ottobre 1924, in una famiglia della classe popolare montana. Il padre, Augusto, è un venditore ambulante, mentre la madre, Maria Dorigato, è casalinga. Seconda di quattro fratelli, Clorinda trascorre l’adolescenza accompagnando il padre nei suoi frequenti viaggi commerciali attraverso le province del Triveneto. Questa esperienza, apparentemente ordinaria, le permette di acquisire una profonda conoscenza delle strade, dei sentieri montani e delle dinamiche sociali della regione: competenze che si riveleranno cruciali di lì a breve.
All’indomani dell’8 settembre 1943, il Trentino viene di fatto annesso al Terzo Reich con la creazione della Zona d’operazioni delle Prealpi (Alpenvorland). Quando il regime nazista impone la coscrizione obbligatoria nel C.S.T. (Corpo di Sicurezza Trentino), il fratello di Clorinda, Rodolfo, e l’amico Celestino Marighetto rifiutano l’arruolamento. I due giovani varcano il confine veneto per unirsi alla Resistenza bellunese, gettando le basi per la nascita della Compagnia «Giorgio Gherlenda» (inizialmente legata alla Brigata garibaldina «Antonio Gramsci»). Clorinda, appena diciannovenne, non esita a seguirli, assumendo il nome di battaglia “Veglia” (scelta che evoca la vigilanza, la cura e la protezione dei compagni).

Foto e documenti di Clorinda MENGUZZATO (Fonte La rete e Archivi di Stato)

L’intelligence e l’azione morale della caserma del Tesino

“Veglia” diventa rapidamente un punto di riferimento logistico e di intelligence per la neonata formazione, muovendosi tra il paese e i rifugi di alta quota per trasportare armi, viveri e informazioni strategiche. In questo contesto di costante pericolo, Clorinda si lega sentimentalmente a Gastone Velo (“Nazzari”), vicecomandante della compagnia e figura chiave della guerriglia locale.
A metà settembre del 1944, la “Gherlenda” pianifica un’azione clamorosa: l’occupazione della caserma nazifascista di Castello Tesino, presidio del C.S.T. L’attacco, a cui partecipano attivamente Clorinda e il fratello Rodolfo, si risolve in un successo militare e in una straordinaria operazione di guerra psicologica e “morale”: i militi collaborazionisti vengono immobilizzati e disarmati senza spargimento di sangue. Caricati su una corriera, vengono condotti in cima al Passo Brocon. Qui, i partigiani pongono i prigionieri davanti a una scelta di coscienza: unirsi alla Resistenza o tornare a piedi in paese, dietro la promessa solenne di non impugnare mai più le armi contro i propri fratelli.

          [IL SACRIFICIO DI "VEGLIA": CRONOLOGIA]
 
       META SETTEMBRE 1944: ATTACCO ALLA CASERMA
       • Disarmo del C.S.T. e "lezione morale" al Passo Brocon.
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       FINE SETTEMBRE 1944: I RASTRELLAMENTI DI HEGENBART
       • Caduta del comandante "Fumo". Braccata nazista nel Tesino.
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       INIZIO OTTOBRE 1944: LA CATTURA A CASTELLO TESINO
       • Arresto di Clorinda e Gastone Velo ("Nazzari").
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       7-10 OTTOBRE 1944: LE TORTURE E IL SILENZIO STORIOGRAFICO
       • Clorinda preserva il segreto sui compagni e protegge l'identità di Nazzari.
       • 10 Ottobre: Fucilazione con 5 colpi di pistola appena fuori dal paese.

La stretta nazista e il martirio del silenzio

La reazione del comando tedesco guidato dal capitano delle SS Karl Hegenbart è di una violenza inaudita. Vengono scatenati due rastrellamenti consecutivi con truppe d’élite per fare terra bruciata attorno alla guerriglia. La “Gherlenda” subisce perdite devastanti, tra cui la morte in combattimento dello stesso comandante, Isidoro Giacomin (“Fumo”).
Durante il secondo, massiccio attacco nazista, Clorinda e Gastone Velo vengono intercettati e catturati dalle SS mentre tentano disperatamente di raggiungere una baita isolata poco fuori dal centro abitato. Separati immediatamente, i due vengono rinchiusi e sottoposti per tre giorni consecutivi a interrogatori e torture disumane.
È in questa fase che l’eroismo di “Veglia” assume una dimensione straordinaria per la Public History. Consapevole che la rivelazione dei dettagli operativi avrebbe significato l’annientamento totale della Resistenza nel Tesino (incluso il fratello Rodolfo e l’amica Ancilla Marighetto), Clorinda oppone ai torturatori un muro di assoluto silenzio. Non solo non rivela i depositi di armi e i nascondigli, ma protegge fino all’ultimo la vera identità del compagno Gastone. Essendo quest’ultimo originario di Feltre e privo di documenti compromettenti, i nazisti non riescono a identificarlo come il vicecomandante “Nazzari” e, considerandolo un partigiano comune, lo uccidono dopo giorni di sevizie.
Il giorno seguente, il 10 ottobre 1944, constatata la totale inutilità della violenza di fronte a una determinazione così incrollabile, i nazisti decidono di sbarazzarsi di lei. Clorinda, sfigurata dalle torture ma non piegata nello spirito, viene condotta lungo la strada che esce da Castello Tesino. Lì, sul ciglio della via, viene giustiziata con cinque colpi di pistola a bruciapelo. Non aveva ancora compiuto vent’anni.

Public History: La memoria del corpo violato e la Medaglia d’Oro al Valore Militare

Nel dopoguerra, la figura di Clorinda Menguzzato è diventata un simbolo cardine per ridefinire l’apporto femminile alla Guerra di Liberazione, in particolare nelle regioni di confine dove la repressione nazista assunse tratti di sadismo punitivo contro le donne che infrangevano i ruoli tradizionali.

  • Il Massimo Onore: A Clorinda Menguzzato è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valore Militare alla memoria. La motivazione ufficiale ne consacra il valore epico, sottolineando come abbia taciuto «per non tradire i compagni e l’ufficiale comandante che era il suo fidanzato», elevandola a esempio di sublime fedeltà e amor di patria.

  • I Luoghi del Ricordo: Castello Tesino ha dedicato alla sua eroina monumenti, lapidi sul luogo dell’esecuzione e la via principale del paese. Il suo nome è onorato in tutta la regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, con scuole e piazze a lei intitolate (come a Trento e a Borgo Valsugana).

  • La restituzione storiografica: Grazie ai lavori della Fondazione Museo Storico del Trentino e del Laboratorio di storia di Rovereto, la figura di “Veglia” è stata sottratta alla pura retorica del martirio passivo per essere analizzata come una scelta politica consapevole di opposizione all’oppressione totalitaria nell’Alpenvorland, diventando un punto di riferimento per i moderni Gender Studies sulla Resistenza europea.



Bibliografia di riferimento (per approfondire)

  • Zei, Elisabetta, Ora e Veglia: Ancilla Marighetto e Clorinda Menguzzato, martiri del Tesino, Trento, Fondazione Museo Storico del Trentino, 2011. (La monografia scientifica più completa e recente sulle due figure femminili del Tesino).

  • Filippi, Giuseppe, Il battaglione «Giorgio Gherlenda» e la Resistenza nel Tesino, Trento, Temi, 1982. (Testo cardine per comprendere le dinamiche militari dell’attacco alla caserma e della successiva repressione).

  • Laboratorio di storia di Rovereto (a cura di), Alpenvorland 1943-1945: il Trentino nella seconda guerra mondiale, Trento, Curcu & Genovese, 2005.

  • Gagliani, Dianella, Guerra alla guerra: le donne nella Resistenza italiana, Milano, FrancoAngeli, 1999. (Offre un quadro interpretativo generale sul ruolo e sulle torture specifiche subite dalle donne partigiane).

  • Archivio Storico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) – Comitato provinciale di Trento, Fondo Biografico Caduti della Valsugana e del Tesino, scheda critica su Clorinda Menguzzato.


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