“Voci dalla Storia” è un progetto di podcast e Public History che restituisce voce e presenza alle donne decorate con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, protagoniste straordinarie – e troppo spesso dimenticate – del nostro passato.
Attraverso lo strumento delle “interviste impossibili”, il podcast dà vita a un dialogo diretto con loro. Ogni puntata intreccia rigore scientifico e forza narrativa, riattivando la memoria storica a partire da fonti d’archivio, diari, lettere e documenti ufficiali. Un viaggio sonoro per riscoprire chi ha scritto la storia d’Italia. Il podcast è provvisto di sottotitoli.
Il contesto geopolitico: l’Alpenvorland e il rifiuto del bando Hofer
Ancilla Marighetto nasce a Castello Tesino (TN) il 27 gennaio 1927 in una numerosa famiglia di montanari e contadini: il padre, Giacomo, lavora la terra e la madre, Maria Pelloso, accudisce la casa. Terza di sei figli, Ancilla consegue la licenza elementare nel 1941 ed è dedita al duro lavoro domestico e rurale della conca del Tesino.
A cambiare il corso della sua adolescenza è la geopolitica della guerra. All’indomani dell’8 settembre 1943, il Trentino non rientra sotto il controllo della Repubblica Sociale Italiana, ma viene di fatto annesso alla Germania nazista all’interno dell’Alpenvorland (Zona d’operazioni delle Prealpi), posta sotto il controllo del Gauleiter Franz Hofer. Nel luglio 1944, l’amministrazione nazista decreta l’arruolamento coatto dei giovani abili nel C.S.T. (Corpo di Sicurezza Trentino), una milizia collaborazionista agli ordini diretti delle SS.
Davanti al bando di Hofer, il fratello maggiore di Ancilla, Celestino, e l’amico Rodolfo Menguzzato si rifiutano di indossare la divisa del Terzo Reich. Scelgono la via dei boschi, varcando il confine bellunese per unirsi al Battaglione Garibaldi «Giorgio Gherlenda», una formazione d’assalto guidata dal carismatico comandante Isidoro Gitto (“Fumo”).
Foto e documenti di Ancilla MARIGHETTO (Fonte La rete e Archivi di Stato)
Le donne in armi a quota duemila: “Ora” e “Veglia”
La Resistenza nel Tesino si organizza rapidamente. Il battaglione decide di distaccare una compagnia alpina di 29 uomini a quota duemila metri, sotto Cima d’Asta, acquartierata nei pressi del Lago di Costa Brunella. Lì, tra i partigiani, ci sono anche Celestino (“Renata”) e Rodolfo (“Menefrego”).
Ancilla, che ha soltanto 17 anni, decide di non restare a guardare la famiglia disgregarsi sotto la minaccia nazista. Insieme a Clorinda Menguzzato, sorella di Rodolfo, intraprende una dura marcia in salita per raggiungere il distaccamento di alta quota. L’arrivo di due giovani donne nel campo suscita l’iniziale sconcerto del comandante “Fumo”, legato alle tradizionali concezioni militari. Tuttavia, la determinazione delle ragazze vince ogni diffidenza. Vengono battezzate con i nomi di battaglia “Ora” (Ancilla) e “Veglia” (Clorinda).
“Ora” dimostra un’insospettabile prontezza nell’addestramento militare e una perfetta conoscenza del territorio montano. In breve tempo, il comandante la equipaggia non solo con una pistola, ma con un fucile mitragliatore, integrandola a tutti gli effetti come partigiana combattente nelle azioni di sabotaggio e imboscata.
[GEOGRAFIA DEL MARTIRIO NEL TESINO]
LAGO COSTA BRUNELLA (Quota 2000 m - Il Distaccamento)
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│ (13 Settembre: Attacco alla caserma)
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CANALONE DI SORGAZZA (Morte del comandante "Fumo")
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│ (Autunno 1944: Repressione di Hegenbart)
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MALGA VALLARITA / COL DI TOCCO (19 Febbraio 1945)
• L'inseguimento sugli sci e l'ultimo scontro sull'abete
La morsa del capitano Hegenbart e lo scioglimento
Il 13 settembre 1944, il gruppo partecipa a un audace attacco contro la caserma tedesca di Castello Tesino. La rappresaglia nazista è immediata e spietata. Due giorni dopo, le SS intercettano i partigiani nel canalone verso la località Sorgazza. Avvolto da una fitta nebbia d’alta quota, il comandante “Fumo” ordina il ripiegamento e copre da solo la ritirata dei suoi uomini, cadendo sul campo dopo aver esaurito le munizioni.
La caccia all’uomo scatenata dall’occupante non si ferma. Il 9 ottobre 1944, sotto la guida del famigerato capitano delle SS Karl Hegenbart, un intero battaglione tedesco investe la conca del Tesino con l’obiettivo di fare terra bruciata attorno alla guerriglia:
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Il padre di Ancilla e Celestino, Giacomo Marighetto, viene catturato e fucilato il giorno successivo per non aver tradito i figli.
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Clorinda Menguzzato (“Veglia”) viene arrestata, torturata barbaramente per giorni e infine uccisa, preservando fino all’ultimo respiro il segreto sui nascondigli dei compagni.
Sotto il peso di queste perdite, il comando ordina lo scioglimento formale del distaccamento. Ma i fratelli Marighetto e i pochi superstiti rimasti non si arrendono. Decidono di rimanere in quota, ridotti a un piccolo nucleo nomade che continua a compiere colpi di mano e sabotaggi logistici contro le linee di comunicazione tedesche durante il rigido inverno del 1944-1945.
L’ultimo volo sulla neve: il sacrificio di “Ora”
Il 19 febbraio 1945, il piccolo gruppo viene sorpreso da una pattuglia di cacciatori alpini tedeschi nei pressi di Malga Vallarita, in un paesaggio completamente sepolto dalla neve. Nel tentativo di rompere l’accerchiamento, Ancilla aggancia gli sci, lo strumento che per mesi le ha garantito la velocità e la salvezza tra i sentieri innevati.
La fuga sembra riuscire, quando un proiettile nemico colpisce e spezza uno dei suoi sci, facendola rovinare a terra. Braccata e impossibilitata a correre nella neve fresca, la diciottenne non si arrende: si arrampica sui rami di un grande abete e, sfruttando la posizione elevata, risponde al fuoco con la sua pistola contro le SS in avanzata, fino all’ultimo colpo.
Catturata e scaraventata ai piedi dell’albero, Ancilla viene colpita con violenza. I soldati tedeschi pretendono i nomi dei partigiani nascosti nei paraggi e del fratello Celestino. Sanguinante sulla neve, Ancilla Marighetto grida il suo rifiuto: «Non tradirò mai i miei compagni!». Una sventagliata di mitra a bruciapelo tronca la sua voce a soli 18 anni.
Public History: Il simbolo della giovinezza resistente
Nel dopoguerra, la figura di Ancilla Marighetto è diventata un pilastro della memoria democratica del Trentino-Alto Adige e del Veneto, territori segnati dalla dura transizione dei confini:
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Il Massimo Onore: Ad Ancilla Marighetto è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. La motivazione del decreto presidenziale ne loda la determinazione, definendola «puro simbolo della valorosa gioventù italiana».
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I Luoghi del Ricordo: Sul Col di Tocco, nei pressi del luogo del martirio, sorge un monumento che ne ricorda il sacrificio. Vie e scuole a Trento, Castello Tesino e nella vicina provincia di Belluno portano il suo nome.
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Ricerche e Memoria di Genere: Il Laboratorio di storia di Rovereto e la Fondazione Museo Storico del Trentino hanno dedicato ampie ricerche al ruolo delle donne nella Resistenza nell’Alpenvorland, restituendo ad Ancilla e a Clorinda Menguzzato la dignità di soggetti storici e politici d’avanguardia, capaci di scardinare la militarizzazione coatta imposta dal nazismo.
Bibliografia di riferimento (per approfondire)
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Filippi, Giuseppe, Il battaglione «Giorgio Gherlenda» e la Resistenza nel Tesino, Trento, Temi, 1982. (Testo fondamentale per la ricostruzione accurata dell’attacco alla caserma e dei fatti di Costa Brunella).
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Zei, Elisabetta, Ora e Veglia: Ancilla Marighetto e Clorinda Menguzzato, martiri del Tesino, Trento, Fondazione Museo Storico del Trentino, 2011. (Monografia focalizzata sul parallelismo biografico e di genere delle due eroine).
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Laboratorio di storia di Rovereto (a cura di), Alpenvorland 1943-1945: il Trentino nella seconda guerra mondiale, Trento, Curcu & Genovese, 2005.
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Peli, Santo, Storie di gappisti e di partigiani, Roma, DeriveApprodi, 2012. (Utile per comprendere la specificità del ruolo delle donne combattenti in montagna).
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Archivio Storico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) – Comitato provinciale di Trento, Fondo Biografie e schede dei caduti del Battaglione Gherlenda.
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