“Voci dalla Storia” è un progetto di podcast e Public History che restituisce voce e presenza alle donne decorate con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, protagoniste straordinarie – e troppo spesso dimenticate – del nostro passato. Attraverso lo strumento delle “interviste improbabili”, il podcast dà vita a un dialogo diretto con loro. Ogni puntata intreccia rigore scientifico e forza narrativa, riattivando la memoria storica a partire da fonti d’archivio, diari, lettere e documenti ufficiali. Un viaggio sonoro per riscoprire chi ha scritto la storia d’Italia. Il podcast è provvisto di sottotitoli.
Le radici dell’antifascismo e il sacrificio giovanile
Irma Marchiani nasce a Firenze il 7 febbraio 1911, prima di tre fratelli (Pietro e Palmira, detta “Pally”). La sua è una famiglia di estrazione contadina e operaia dalle profonde e dichiarate convinzioni democratiche. Nel 1915, la famiglia si trasferisce a Santo Stefano di Magra, in provincia di La Spezia, dove il padre, Adamberto, trova impiego come ferroviere. La violenza e la discriminazione del regime fascista colpiscono la famiglia Marchiani molto prima della guerra: nel 1923, Adamberto viene licenziato dalle ferrovie a causa delle sue idee politiche. L’anno successivo, a soli 13 anni, Irma è costretta ad abbandonare la scuola – dove pure si era distinta per spiccate doti artistiche e nel disegno – per lavorare come operaia e bustaia, contribuendo al drastico bilancio familiare. Successivamente si sposa con Cesare Vannoni, affrontando una vita segnata dal lavoro precario e da una salute delicata, minata da problemi polmonari.
Foto e documenti di Irma MARCHIANI (Fonte La rete e Archivi di Stato)
La nascita di “Anty” e l’epopea di Montefiorino
Nell’estate del 1943, Irma si trova sull’Appennino modenese, nella zona del Frignano, per curare la sua salute grazie all’aria salubre di montagna. È qui che la sorprende l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre. La scelta di Irma è immediata ed esistenziale: assume il nome di battaglia “Anty” (orgoglioso diminutivo di Antifascista) ed entra nella Resistenza locale. Inizialmente opera come staffetta e informatrice, ma le sue straordinarie capacità organizzative, la fermezza e il carisma le guadagnano rapidamente il rispetto dei compagni maschi. Nel maggio 1944 compie un salto di qualità unico nella storia della Resistenza: viene nominata vice comandante del Battaglione «Matteotti» (inquadrato nella Brigata «Roveda», Divisione «Modena»). Con questo ruolo partecipa attivamente all’epopea della Repubblica partigiana di Montefiorino, il primo territorio dell’Italia settentrionale interamente liberato dai partigiani, che per 45 giorni sperimentò una prima forma di autogoverno democratico.
[L'ASSE DEL SACRIFICIO DI "ANTY"]
MAGGIO-LUGLIO 1944: LA REPUBBLICA DI MONTEFIORINO
• Vice comandante del Battaglione "Matteotti"
• Cattura durante il grande rastrellamento tedesco
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AGOSTO 1944: CAMPO DI CORTICELLI (BO)
• Detenzione, torture e condanna alla deportazione
• Eeroica fuga dal campo e ritorno in Appennino
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AUTUNNO 1944: IL COMMISSARIATO E IL MARTIRIO
• Ruolo di Commissario, infermiera e combattente
• Cattura a Benedello (11 novembre)
• Fucilazione a Pavullo nel Frignano (26 novembre)
La cattura, la fuga e il ritorno al fronte
Nel luglio 1944, i tedeschi scatenano un massiccio e feroce rastrellamento per liquidare la Repubblica di Montefiorino. Durante i durissimi combattimenti, “Anty” rifiuta di mettersi al sicuro per tentare di far ricoverare un partigiano ferito. Viene catturata dalle SS, brutalmente seviziata e trasferita nel campo di concentramento e transito di Corticelli, a Bologna. Inizialmente condannata a morte, la pena viene commutata nella deportazione nei lager in Germania. Tuttavia, mostrando un’audacia fuori dal comune, Irma riesce a evadere dal campo prima che il treno parta. Anziché nascondersi in città, intraprende una spossante marcia a ritroso verso le montagne e si ricongiunge al suo battaglione sull’Appennino. Al suo ritorno, le viene affidato il ruolo strategico di Commissario politico, oltre a operare come infermiera d’avamposto e combattente di prima linea durante la difficile transizione verso l’inverno del 1944.
L’ultimo scontro e il plotone d’esecuzione
L’11 novembre 1944, mentre la Linea Gotica è bloccata e le formazioni partigiane della pianura e della montagna sono stremate e prive di munizioni, il gruppo di Irma tenta un rischioso attraversamento delle linee di combattimento nei pressi di Benedello (MO). Sorpresi da una pattuglia tedesca, Irma e la giovanissima staffetta Gaetano Ruggeri vengono catturati. Condotta nelle carceri di Pavullo nel Frignano, Irma viene sottoposta a un duro processo farsa il 26 novembre 1944 da ufficiali del Comando militare tedesco di Bologna. Di fronte al tribunale militare, Irma rivendica con fierezza la sua identità di soldato e di comandante, rifiutando ogni sottomissione. Alle ore 17:00 dello stesso giorno, nei pressi del muro delle carceri di Pavullo, Irma Marchiani viene fucilata. Insieme a lei cadono tre giovanissimi compagni di lotta:
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Renzo Costi (“Remo”), 26 anni.
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Domenico Guidani (“Pisolo”), 27 anni.
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Gaetano Ruggeri (“Balilla”), di appena 18 anni.
Prima che il plotone d’esecuzione faccia fuoco, Irma scrive una commovente lettera d’addio alla sorella “Pally”, che rappresenta un manifesto di Public History sull’autoconsapevolezza delle donne nella Resistenza: «Mia adorata Pally, sono gli ultimi momenti della mia vita. Pally, sai che ho amato tanto i miei compagni, ho amato la Patria. […] Non piangere Pally, muoio contenta di aver fatto il mio dovere».
Public History: Il riscatto della toponomastica e l’onore militare
La figura di Irma Marchiani scardina lo stereotipo della donna “assistente” e si impone nella memoria pubblica come una figura militare e politica a tutto tondo:
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Il Massimo Onore: Alla sua memoria è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare, con una motivazione che esalta la sua capacità di comando e il fatto di aver saputo «imporsi per fermezza, coraggio e sagacia ai più valorosi partigiani».
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La Toponomastica: I comuni di Pavullo nel Frignano, Modena, Castelfranco Emilia e Santo Stefano di Magra le hanno intitolato vie, piazze e monumenti nei pressi dei luoghi del suo sacrificio e della sua giovinezza.
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I Monumenti della Repubblica di Montefiorino: Il suo nome è celebrato nel Museo della Repubblica di Montefiorino e all’interno del Sacrario partigiano della Certosa di Bologna, rimanendo un punto di riferimento imprescindibile per gli studi di genere sulla Resistenza in Emilia-Romagna.
Bibliografia di riferimento (per approfondire)
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Gorrieri, Ermanno, La Repubblica di Montefiorino. Per una storia della Resistenza modenese, Bologna, Il Mulino, 1970. (Il testo fondamentale per comprendere il contesto militare e politico in cui operò il Battaglione Matteotti).
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Liotti, Caterina (a cura di), Donne e Resistenza a Modena: narrazioni, biografie, memorie, Modena, Centro Documentazione Donna, 2005.
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AA.VV., Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (8 settembre 1943 – 25 aprile 1945), a cura di Piero Malvezzi e Giovanni Pirelli, Torino, Einaudi, 1952. (Contiene il testo integrale della celebre lettera di Irma alla sorella).
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Gagliani, Dianella, Guerra alla guerra: le donne nella Resistenza italiana, Milano, FrancoAngeli, 1999.
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Franceschini, Claudio, Il Frignano nella Resistenza: brigate, battaglioni e protagonisti, Modena, Il Fiorino, 2008.
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Banca dati dell’Istituto Storico di Modena (Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea), fascicolo biografico e documentario su Irma Marchiani (“Anty”).
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