“Voci dalla Storia” è un progetto di podcast e Public History che restituisce voce e presenza alle donne decorate con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, protagoniste straordinarie – e troppo spesso dimenticate – del nostro passato.
Attraverso lo strumento delle “interviste impossibili”, il podcast dà vita a un dialogo diretto con loro. Ogni puntata intreccia rigore scientifico e forza narrativa, riattivando la memoria storica a partire da fonti d’archivio, diari, lettere e documenti ufficiali. Un viaggio sonoro per riscoprire chi ha scritto la storia d’Italia. Il podcast è provvisto di sottotitoli.
Le radici nella terra del mito: il casello e la Resistenza
Gabriella Degli Esposti nasce a Calcara di Crespellano (BO) il 1° agosto 1912 in una famiglia contadina di profonde convinzioni socialiste. Il suo destino si unisce a quello di Bruno Reverberi, un mastro casaro comunista. Insieme gestiscono il casello per la produzione del Parmigiano Reggiano a Cavazzona di Castelfranco Emilia (MO).
All’indomani dell’8 settembre 1943, quel luogo di lavoro e di vita si trasforma nella base logistica e di comando della 4ª Zona della Resistenza modenese. Gabriella assume il nome di battaglia “Balella”. La sua è una scelta di campo radicale, che sfida i confini della sfera privata: “Balella” è infatti già madre di due bambine piccole, Savina e Elena, ed è in attesa del terzo figlio. Ciò non le impedisce di partecipare attivamente ad azioni di sabotaggio con la Divisione Garibaldi «Walter Tabacchi» e di trasportare armi e informazioni.
Foto e documenti di Gabriella Degli ESPOSTI (Fonte La rete e Archivi di Stato)
La leadership politica: i Gruppi di Difesa della Donna
Il contributo più straordinario di Gabriella alla Public History non è solo militare, ma squisitamente politico e sociale. Diventa una delle principali organizzatrici dei Gruppi di Difesa della Donna (GDD) nella pianura modenese. I GDD non sono solo strutture di appoggio ai partigiani, ma veri e propri laboratori di emancipazione e cittadinanza per le donne delle campagne.
Grazie alla capillare opera di propaganda e di politicizzazione guidata da Gabriella, nel luglio 1944 si verifica un evento storico: centinaia di donne delle campagne sfidano apertamente i decreti nazifascisti e scendono in piazza a Castelfranco Emilia. Protestano contro il razionamento dei viveri, la fame e la continuazione della guerra. È una delle prime grandi manifestazioni di massa guidate esclusivamente da donne nell’Italia occupata, un segnale di rottura totale del consenso verso il regime.
Il rastrellamento dell’Ammasso Canapa e il martirio del Panaro
Con l’approssimarsi dell’inverno del 1944, la pressione nazifascista sulla pianura si fa feroce. Il 13 dicembre, la casa-casello di Gabriella viene circondata dalle SS del famigerato distaccamento comandato dall’ufficiale Karl Johannes Schiffmann. Nonostante lo stato di gravidanza avanzato, Gabriella viene brutalmente picchiata davanti alle figlie e minacciata di morte affinché riveli il nascondiglio del marito e dei vertici partigiani. Non dice una parola.
Il giorno successivo, il rastrellamento si estende a macchia d’olio: circa settanta cittadini di Castelfranco vengono arrestati. Gli identificati come antifascisti vengono rinchiusi nei locali dell’Ammasso della Canapa (in via Loda), trasformato per l’occasione in un centro di tortura e interrogatorio.
Il 17 dicembre 1944 si consuma la tragedia. Gabriella Degli Esposti e altri nove compagni di prigionia vengono condotti sul greto del fiume Panaro, in località San Cesario. Prima di essere fucilata, i carnefici nazisti infieriscono sul suo corpo con un sadismo misogino e punitivo: il suo cadavere verrà ritrovato barbaramente mutilato (le furono cavati gli occhi, tagliati i seni e squarciato il ventre), un macabro rituale volto a punire la donna che aveva osato violare i ruoli di genere tradizionali diventando soldato e leader politica.
I nove compagni caduti con lei sul Panaro furono:
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Arturo Anderlini
Nato a Modena nel 1896, fucilato a Modena il 22 febbraio 1944, commerciante.
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Lodovico Calanca
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Alfonso Paltrinieri
Nato a Rosario Santa Fé (Argentina) il 14 luglio 1894, fucilato a Modena il 22 febbraio 1944, industriale. -
Pio Casarini
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Erio Berselli
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Cesare Costanzini
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Amedeo Fregni
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Vito Casarini
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Siro Sghedoni
Public History: Dal trauma alla nascita del Distaccamento Femminile
La ferocia dell’esecuzione sul Panaro avrebbe dovuto terrorizzare la popolazione; al contrario, produsse un’ondata di indignazione e di riscatto senza precedenti nella Bassa modenese. Il corpo violato di “Balella” divenne il simbolo della necessità della lotta.
In risposta al suo martirio, decine di giovani donne della zona scelsero la via della clandestinità armata, fondando il Distaccamento femminile “Gabriella Degli Esposti”, inquadrato nella Brigata “Eolo”. Si tratta di un unicum nella storia della Resistenza italiana: una formazione composta e comandata esclusivamente da donne che operò militarmente fino alla Liberazione.
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Il Massimo Onore: A Gabriella Degli Esposti è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
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I Luoghi della Memoria: Il Comune di Castelfranco Emilia e quello di San Cesario sul Panaro hanno eretto monumenti sul luogo della strage. Scuole, vie e parchi in tutta la regione portano il suo nome.
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La restituzione documentaria: La sua figura è stata al centro di importanti progetti di storia orale e documentari (come Tellurica e i lavori del Centro Documentazione Donna di Modena), volti a sottrarre la sua vicenda alla pura agiografia e a restituirle la dignità di dirigente politica di primo piano.
Bibliografia di riferimento (per approfondire)
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Reverberi, Savina, Gabriella degli Esposti: mia madre. Storia di una famiglia nella Resistenza, s.l., Edizioni Artestampa, 2014. (Testimonianza fondamentale della figlia, che unisce memoria privata e rigore storico).
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Liotti, Caterina (a cura di), I Gruppi di difesa della donna a Modena: 1943-1945, Milano, Unicopli, 2007.
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Gagliani, Dianella, Guerra alla guerra: le donne nella Resistenza italiana, Milano, FrancoAngeli, 1999. (Contiene ampi riferimenti alle manifestazioni delle donne a Castelfranco).
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Gorrieri, Ermanno, La Repubblica di Montefiorino. Per una storia della Resistenza modenese, Bologna, Il Mulino, 1970. (Essenziale per il contesto militare della zona).
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Banca dati dei Caduti partigiani modenesi, a cura dell’Istituto Storico di Modena (Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Modena).
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Tarozzi, Fiorenza; Vecchio, Giorgio, Le donne italiane dall’Unità a oggi, Bologna, Il Mulino, 2012.
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