LA REGIA AERONAUTICA NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE

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Il Fronte militare clandestino di Roma (1943-1944)

di Marco Lodi

Prima parte
Dopo l’occupazione militare tedesca di Roma a seguito dell’armistizio (resa senza condizioni) dell’8 settembre 1943, la situazione dei militari di tutte le forze armate si era fatta particolarmente preoccupante e incerta.

Gli ufficiali e sottufficiali che avevano preso parte alla difesa di Roma erano attivamente ricercati, per essere eliminati o per essere traferiti alla nascente Repubblica Sociale Italiana.
Sin dai primi giorni, il personale militare italiano si era dimostrato disponibile a rispettare ed eseguire gli ordini delle legittime Autorità dello Stato[1].
I tedeschi, messa da parte l’idea di un imminente arrivo degli Alleati, si stabilirono saldamente nella capitale ed iniziarono a premere sulle coscienze con una incisiva e minacciosa propaganda nonché una raffinata organizzazione di polizia.

La situazione era aggravata dalla scarsità di cibo e penuria di generi di prima necessità pertanto non fu difficile per i repubblichini, creare un ambiente carico d’insidie e tensioni.
Nonostante le avversità, in quei giorni nasceva un Esercito clandestino senza uniforme, con scarsità di mezzi di ogni tipo ma con una forte volontà di non cedere.
Comunque, sotto la spinta della propaganda nazi-fascista, alcuni Ufficiali partirono da Roma alla volta di Firenze o di altre città dell’Italia settentrionale. Altri non seppero resistere ai disagi morali e materiali.

Nel frattempo, si disegnava sempre più la resistenza dei primi nuclei o gruppi clandestini, composti fondamentalmente da ex militari e da civili che non avevano accettato il trasferimento al Nord, spesso affiancati anche da donne. Tra questi Gruppi, alcuni erano composti prevalentemente da personale dell’Aeronautica spontaneamente riunitosi attorno a quegli Ufficiali che avevano dato indicazione di sicuro affidamento.
Fu il gen. D. A. Umberto Cappa[ii] che inquadrò in un’unica organizzazione, il FRONTE CLANDESTINO DI RESISTENZA DELLA REGIA AERONAUTICA, questo personale, impedendone la disgregazione nelle formazioni clandestine delle altre FF.AA. o dei Partiti politici. Il Comando del Fronte diede all’Organizzazione un carattere prettamente militare rispettando, ove possibile, i rapporti di gerarchia e disciplina.

Nella prima riunione, i Comandanti delle Bande o dei Gruppi già costituiti, fissarono in quattro punti i compiti della nuova organizzazione:

  • Riunire il personale dell’Aeronautica impedendone la dispersione in altre attività o in altre organizzazioni militari o politiche;
  • Assistere con ogni mezzo possibile, materiale e morale, il personale nella difficile prova che stava sostenendo;
  • Mantenere integra la compagine aeronautica, dando ai gregari la sicurezza che i Capi, nell’ora del pericolo, avrebbero condiviso rischi e sacrifici;
  • Partecipare attivamente alla guerra con azioni di sabotaggio, informazioni militari e con ogni altro mezzo utile alla lotta.

Questa unità d’intenti diede la consacrazione al Fronte Militare Clandestino dell’Aeronautica.

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Note
[1] Il primo colpo di fucile – una raffica di Smeisser -i tedeschi lo sparano a tradimento, alle 21,30 dell’8 settembre 1943, sul ponte della Magliana, attaccando il posto di controllo tenuto dal I° Reggimento Granatieri di Sardegna. «Kamerad! Kamerad! Non sparate! Vogliamo parlamentare!» urla un tenente paracadutista del battaglione «Diavoli verdi» agitando la torcia elettrica. Accanto a lui due soldati in tuta mimetica, uno con un’altra torcia illumina il camerata che agita una bandiera bianca. Il terzetto è spuntato sulla strada che porta al posto di blocco della decima compagnia del I° Granatieri, all’imbocco del ponte della Magliana. Il capitano Vincenzo Pandolfo, palermitano, esce allo scoperto con alcuni uomini: «Venite avanti!» risponde. I tre tedeschi arrivano a una ventina di metri . «Che diavolo vorranno?» bisbiglia il tenente Gino Niccoli, romano, che è al fianco di Pandolfo. «Beh, vorranno arrendersi. Ormai qui a Roma sono messi male» dice il capitano, che tiene in mano la Beretta d’ordinanza. Improvvisamente l’ufficiale tedesco e i due parà si gettano a terra e nello stesso istante salgono in aria due bengala che illuminano a giorno la postazione italiana mentre dai cespugli e dai rialzi attorno si sgranano raffiche di fucile mitragliatore. Appostati nell’ombra, i tedeschi fanno il tiro al bersaglio sui granatieri. Cadono falciati Pandolfo, Niccoli e i sei uomini che sono con loro, il posto di blocco viene investito da colpi di mortaio. Lo scontro è durissimo, ma nonostante l’agguato i granatieri resisteranno fino al mattino, quando, costretti ad abbandonare il ponte, raggiungeranno attraverso i campi le postazioni della Cecchignola e della Montagnola. Sul terreno lasciano 38 morti, i tedeschi 22 […]. (C. De Simone, Roma città prigioniera. I 271 giorni dell’occupazione nazista (8 settembre ’43 – 4 giugno ’44), Mursia, Milano, 1994 p.11).


Autore: Marco Lodi capo tecnico in Telecomunicazioni e laureato in Scienze storiche del territorio e per la cooperazione internazionale (Univ. Roma Tre). Vice direttore Centro Studi e ricerche storiche sulla Guerra di Liberazione (ANCFARGL)
Foto dal volume : Angelo Lodi, L’Aeronautica italiana nella Guerra di Liberazione 1943-1945, Bizzarri, Roma, 1975. Uno specialista dipinge sulla fusoliera di un caccia Macchi la coccarda tricolore, nuova insegna dell’Aeronautica militare (n.d.r. Regia Aeronautica)
Contatto: marco.lodi@gianophaps.it


Bibliografia
Angelo Lodi, L’Aeronautica italiana nella Guerra di Liberazione 1943-1945, a cura di Marco Lodi e Silvia Bernabucci, Brigati, Genova, 2008
Regia Aeronautica, L’Aeronautica nella Guerra di Liberazione sett. 1943- giu.44, Roma, 1946.
G.Lazzati, Ali nella tragedia. Gli aviatori italiani dopo l’8 settembre, Mursia, Milano, 1970

Sitografia (Visitato il 13 marzo 2024)
ANCFARGL Sezione di Roma capitale. L’Aeronautica militare nella Guerra di Liberazione 1943-1945. Cobelligeranza e Resistenza (Collegati)

Filmografia
Per gentile concessione Aeronautica Militare Ufficio Generale per la Comunicazione. Sezione Produzione Audiovisivi. Guerra di Liberazione tratto dal filmato Una storia scritta nel cielo. Dur 3’47” B/N. Letture di Armando Francioli (1919-2020).

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