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    Home Regia Aeronautica (1923-1946)

    Volare nell’Ombra: La Regia Aeronautica nel Fronte Clandestino di Roma (1943-1944)

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    Strumenti di bordo e parti di ricambio furono recuperati dalle carcasse di velivoli distrutti in Africa Settentrionale e in Sicilia.

    a cura di Marco Lodi

    Seconda parte

    Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la Regia Aeronautica non si perse d’animo. Tra le strade occupate della Capitale nacque un’organizzazione di resistenza unica: militari, civili e tecnici rinunciarono alle gerarchie tradizionali per dare vita a “Bande” e “Gruppi” clandestini, diventando una delle reti di resistenza più imponenti di Roma.

    Dagli Stormi alle “Bande”: La Rinascita Clandestina
    All’indomani dell’8 settembre 1943, la caduta dell’Italia sotto l’occupazione nazista non provocò soltanto lo sbandamento dei reparti. A Roma, molti aviatori scelsero la via del riscatto. Attorno a Comandanti di riconosciuto prestigio si formarono nuclei di uomini decisi a riorganizzarsi e a proseguire la lotta per la Liberazione.
    La vita sotto copertura impose un cambio radicale di paradigma e persino di vocabolario. I classici reparti della Regia Aeronautica lasciarono il posto a nuove strutture di combattimento:
    * Dallo Stormo al Raggruppamento
    * Dal Gruppo alla Banda (come le celebri Banda ASMA o Banda GIOVANNOTTO)
    * Dalla Squadriglia al Nucleo

    GLOSSARIO MILITARE IN BREVE
    • Stormo: L’unità base dell’Aeronautica per missioni strategiche.
    • Gruppo: Reparto tattico (pari a un battaglione) formato da più squadriglie.
    • Squadriglia: La cellula operativa minima (da 3 a 9 velivoli).

    La Regola della Clandestinità: Cellule, Nomi di Copertura e Silenzio
    Operare nella Roma occupata significava sfidare costantemente le perquisizioni e le infiltrazioni della polizia tedesca e fascista. Per proteggere la rete, il Generale Cappa ideò una struttura compartimentata:

    1. Nomi di Copertura: Ogni Capo Banda assumeva uno pseudonimo che dava il nome all’intera formazione. Il nome cambiava frequentemente per sviare i delatori.
    2. Compartimentazione Rigida: I gregari conoscevano unicamente il proprio Capo Gruppo. Nessuno, ai livelli bassi, conosceva la sede del Comando Generale né l’identità dei vertici.
    3. Un’Alleanza tra Militari e Civili: L’inquadramento non riguardò solo piloti e specialisti, ma anche funzionari civili e dipendenti dell’Amministrazione Aeronautica, uniti da una rigorosa disciplina del silenzio.
    Grazie a questo sistema di sicurezza d’acciaio, la rete dell’Aeronautica divenne l’organizzazione clandestina militare più consistente e strutturata della Capitale.

    Il Coordinamento con la Resistenza e il Sud
    Il lavoro svolto dal gen. Cappa trovo immediato riconoscimento da parte del colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, responsabile del Comando Supremo nei territori occupati.
    Con il passare dei mesi e l’avvicinarsi degli Alleati, la rete dell’Aeronautica si integrò pienamente nella struttura unificata del Fronte Militare Clandestino, guidato prima dal Gen. Quirino Armellini e successivamente dal Gen. Roberto Bencivenga, fino alla liberazione della Capitale nel giugno 1944.



    Bibliografia

    • G. Lazzati, Ali nella tragedia: gli aviatori italiani dopo l’8 settembre, Mursia, 1997.

    • A. Baldinotti, La difesa di Roma nel settembre del 1943, Comune di Roma, 1997.

    • G. Lombardi, Montezemolo e il fronte militare clandestino di Roma, 1944.

    • C. Fracassi, La battaglia di Roma: 1943, Mursia, 2013.

    Sitografia (Visitato il 13 marzo 2024)
    ANCFARGL Sezione di Roma capitale. L’Aeronautica militare nella Guerra di Liberazione 1943-1945. Cobelligeranza e Resistenza. Il Fronte militare clandestino (Collegati)

    Filmografia
    Per gentile concessione Aeronautica Militare Ufficio Generale per la Comunicazione. Sezione Produzione Audiovisivi. Guerra di Liberazione tratto dal filmato Una storia scritta nel cielo. Dur 3’47” B/N. Letture di Armando Francioli (1919-2020).


    GIANO Public History APS è afferente al CISPH. Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma e all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V.
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