LA REGIA AERONAUTICA NELLA GUERRA DI LIBERAZIONE

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Banda, Gruppo, Nucleo (1943-1944)

di Marco Lodi

Seconda parte
Il Fronte non era costituito da una massa di militari sbandati, ma si era di fronte al fenomeno della costituzione di Gruppi di uomini che, riunendosi ai loro Comandanti o ai Capi di alto prestigio, cercavano di rientrare nei Reparti dell’Aeronautica, ricostituitisi nel Fronte Clandestino. Furono addirittura riorganizzati interi Reparti (la Banda ASMA, la Banda GIOVANNOTTO, ecc.). Ai nomi dei vecchi Reparti – Stormo[i], Gruppo[ii], Squadriglia[iii]1 si sostituirono con altri nomi: Banda, Gruppo, Nucleo.

Per essere meno vulnerabili all’insidia delle varie polizie italiane e tedesche, al corrente dell’esistenza di Formazioni Militari Clandestine e consapevoli della loro importanza, venne escogitata una Organizzazione a “Gruppi” o “Bande”, nei quali il Capo Banda (o Comandante di Raggruppamento) era conosciuto con un nome di copertura che veniva esteso alla Banda definendola nel suo insieme, cambiato ogni qualvolta era necessario.

Per salvaguardarsi da continui tentativi d’infiltrazioni di delatori, il Comandante della Banda non doveva avere rapporti con il Comando del Fronte, con lo S.M. del Comando e con il proprio S.M. I gregari non conoscevano altro che i Capi Gruppo ed il nome di copertura del Capo Banda, con il quale non avevano rapporti, come non avevano rapporti con il Comando Generale Fronte, di cui ignoravano la sede, del resto più volte cambiata per motivi di sicurezza.

L’inquadramento comprendeva anche civili, funzionari e dipendenti dell’Amministrazione Aeronautica, ai quali si richiedevano in eguale modo disciplina e massimo riserbo.

Questo spiega come, nonostante il Fronte Clandestino Aeronautico, fosse noto alla polizia, riuscisse comunque a portare a termine i compiti che si era prefisso.

Gettate le basi dell’Organizzazione, il gen. Cappa ebbe molti incontri con il col. Montezemolo, rappresentante del Comando Supremo nei territori occupati dal nemico ricevendo numerosi apprezzamenti per quanto era stato realizzato. Ricordiamo che l’Organizzazione della regia Aeronautica era la più consistente per uomini e disponibilità. Il Coordinamento con le altre Forze Clandestine si realizzò più tardi, con la nomina di un solo comandante designato dal Sud, nella persona del gen. Quirino Armellini[iv] e poi del gen. Roberto Bencivenga[v].


Note

[i] Unità operativa di base dell’arma dell’Aeronautica, capace di portare a termine una determinata missione in un’area assegnata.

[ii] Nell’Esercito, Aeronautica, Arma di cavalleria, Artiglieria e Cavalleria dell’Aria indica genericamente un reparto dalle dimensioni di un battaglione/reggimento. In Aeronautica il gruppo è formato da più squadriglie ed inquadrato in una unità superiore detta squadra.

[iii] Unità organica dell’Aeronautica militare, corrispondente a una compagnia dell’Esercito, normalmente comandata da un capitano e composta da un numero variabile di unità aeree (da tre a nove), dai materiali accessori e dal personale. La squadriglia dell’Aeronautica viene inquadrata in un’unità superiore detta gruppo.

[iv] Il 24 gennaio 1944, quando lo sbarco alleato ad Anzio faceva prevedere la liberazione della capitale entro brevissimo tempo, assunse l’incarico di comandante del Fronte clandestino di Roma. Dopo la Liberazione resse i comandi territoriali di Udine e di Palermo e quindi fu nominato presidente del Consiglio Supremo delle Forze armate (Fonte: Treccani).

[v] Generale e uomo politico italiano (Roma 1872 – ivi 1949). Prese parte alla guerra libica e alla prima guerra mondiale (1917: comandante della brigata “Aosta”). Lasciato nel 1919 il servizio attivo ed entrato nel giornalismo, prese posizioni contro il fascismo e nel 1924 fu deputato all’opposizione. Condannato a cinque anni di confino, riprese l’attività politica dopo il 25 luglio 1943; fu comandante di forze partigiane e dal marzo al giugno 1944 assolse, per nomina del governo di Salerno, l’incarico clandestino di comandante civile e militare di Roma. Membro della Consulta, deputato qualunquista alla Costituente, fu poi nominato senatore di diritto (Fonte: Treccani).


Autore: Marco Lodi capo tecnico in Telecomunicazioni e laureato in Scienze storiche del territorio e per la cooperazione internazionale (Univ. Roma Tre). Vice direttore Centro Studi e ricerche storiche sulla Guerra di Liberazione (ANCFARGL)
Foto dal volume : Angelo Lodi, L’Aeronautica italiana nella Guerra di Liberazione 1943-1945, Bizzarri, Roma, 1975. Strumenti di bordo e parti di ricambio furono recuperati dalle carcasse di velivoli distrutti in Africa Settentrionale e in Sicilia.
Contatto: marco.lodi@gianophaps.it


Bibliografia
Giulio Lazzati, Ali nella tragedia: gli aviatori italiani dopo l’8 settembre, Mursia, Milano 1997.
Anna Baldinotti, La difesa di Roma nel settembre del 1943 i nomi e i luoghi della memoria, Comune di Roma, 1997
Gabrio Lombardi, Montezemolo e il fronte militare clandestino di Roma: ottobre 1943-gennaio 1944, 2. ed. con una appendice di documenti inediti del ponte-radio tra Brindisi e Roma dal settembre 1944
Claudio Fracassi, La battaglia di Roma : 1943, i giorni della passione sotto l’occupazione nazista, Mursia, Milano, 2013

Sitografia (Visitato il 13 marzo 2024)
ANCFARGL Sezione di Roma capitale. L’Aeronautica militare nella Guerra di Liberazione 1943-1945. Cobelligeranza e Resistenza. Il Fronte militare clandestino (Collegati)

Filmografia
Per gentile concessione Aeronautica Militare Ufficio Generale per la Comunicazione. Sezione Produzione Audiovisivi. Guerra di Liberazione tratto dal filmato Una storia scritta nel cielo. Dur 3’47” B/N. Letture di Armando Francioli (1919-2020).

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