a cura redazione BLOG Giano PH
Nella lunga e dolorosa vicenda dell’occupazione nazista di Roma (10 settembre 1943 – 4 giugno 1944), uno degli episodi meno noti ma profondamente significativi è stato quello della deportazione di massa dal carcere di Regina Coeli verso i campi di concentramento nazisti, avvenuta nella notte tra 4 e 5 gennaio 1944.
Il contesto storico
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e l’occupazione della città da parte dei tedeschi, Roma divenne rapidamente teatro di repressione sistematica contro ogni forma di opposizione politica e civile. Il regime nazista, coadiuvato da elementi fascisti italiani, mirava a stroncare la Resistenza e ad eliminare ogni elemento ritenuto “indesiderabile”, siano essi antifascisti, renitenti alla leva o ebrei sfuggiti ai rastrellamenti precedenti.
Il trasporto da Regina Coeli
La mattina del 4 gennaio 1944, circa 300 uomini detenuti nel carcere romano di Regina Coeli — prevalentemente prigionieri politici arrestati nei mesi precedenti — furono prelevati e condotti alla Stazione di Roma Tiburtina.
Il gruppo comprendeva militanti e dirigenti della Resistenza romana, renitenti alla leva della Repubblica Sociale Italiana e anche giovani di religione ebraica sfuggiti alla razzia del Ghetto di Roma del 16 ottobre 1943.
I detenuti furono caricati in vagoni merci e il treno partì verso nord: attraversò l’Italia con molte difficoltà e soste, compresa una lunga sosta al Brennero nel gelo e una permanenza di alcuni giorni al Lager di Dachau, prima di giungere il 13 gennaio 1944 al campo di concentramento di Mauthausen, in Austria.
Numeri e destino dei deportati
Esistono varie ricostruzioni numeriche, ma le fonti storiche concordano su questi dati principali:
- Dal carcere partirono tra 326 e circa 330 uomini, ma molti riuscirono a fuggire durante soste o in stazione grazie all’aiuto di ferrovieri o alla confusione del trasporto.
- All’arrivo a Mauthausen risultarono immatricolati ufficialmente 257 prigionieri, etichettati con il “triangolo rosso” dei deportati politici.
- Solo una sessantina di loro sopravvisse alla deportazione, restituendo alla libertà territori e famiglie solo dopo anni di sofferenza.
La sorte di coloro che non risultano nei registri (probabilmente fuggiti o eliminati prima della registrazione) resta in molti casi incerta.
Chi erano i deportati
La deportazione non era diretta solo contro ebrei (sebbene tra i deportati vi fossero circa una dozzina di ebrei romani), ma in particolare contro chiunque fosse considerato un nemico politico del nazifascismo.
Tra i nomi ricordati nelle commemorazioni figurano:
- militanti antifascisti e partigiani;
- giovani renitenti alla leva e militari sbandati dopo l’8 settembre;
- cittadini comuni arrestati per presunta opposizione.
Il ricordo oggi
Dal dopoguerra ad oggi, il 4 gennaio è una data commemorativa nella memoria cittadina e nazionale. Ogni anno a Roma si svolgono cerimonie presso il Muro del Deportato al Cimitero Monumentale del Verano, dove sono incisi i nomi dei deportati e si depongono corone in onore delle vittime.
Questa giornata di memoria ci ricorda quanto fosse vasta e complessa la persecuzione perpetrata non solo contro gli ebrei, ma anche contro tutti coloro che sfidavano l’oppressione nazifascista e cercavano di resistere alla dittatura.
Alcuni nomi dei deportati del 4 gennaio 1944
I deportati partirono dal carcere di Regina Coeli e furono immatricolati soprattutto nel campo di Mauthausen (e sottocampi). I nomi che seguono sono documentati in fonti ANED, ANPI e archivi della memoria:
Deportati politici e della Resistenza
- Franco Venturelli (sopravvissuto, matricola Mauthausen n. 42221)
- Fernando Nuccitelli
- Pietro Gismondi
- Fausto Iannotti
- Mario Prestinicola
- Alfredo Petrucci
- Gaetano Nugnes
- Guglielmo Mattiozzi
- Antonio Risi
- Pietro Mancini
Ebrei romani deportati con il trasporto del 4 gennaio
(ufficialmente classificati come “politici” nei registri nazisti)
- Mario Limentani
- Angelo Anticoli
- Pacifico Moresco
- Giovanni Spizzichino
- Angelo Salmoni
- Eugenio Sonnino
Questi nomi compaiono anche sul Muro del Deportato al Cimitero del Verano a Roma
Dove trovare la lista completa dei deportati
Sito dedicato al trasporto del 4 gennaio 1944
Il riferimento più completo è il progetto di ricerca storica:
Deportati del 4 gennaio 1944 – Roma → Mauthausen
Contiene:
- elenco dei 257 immatricolati
- numeri di matricola
- date di morte o liberazione
- fonti archivistiche
Archivi e documenti storici fondamentali
Archivi italiani
- ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati
Sezione Roma: documenti, testimonianze, schede biografiche dei deportati politici romani - ANPI Roma
Articoli storici, ricostruzioni del trasporto, iniziative commemorative annuali
Archivi internazionali
- Arolsen Archives (ex International Tracing Service)
Il più grande archivio mondiale sulla persecuzione nazista:
– schede di prigionia
– trasporti ferroviari
– documenti originali SS
(consultabile anche online per molti nominativi) - Mauthausen Memorial Archive (Austria)
Registri di immatricolazione, fotografie e documenti sui deportati italiani
Bibliografia consigliata
Libri e studi generali
- Avagliano, M., Palmieri, M. (a cura di), Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici 1943-1945, Einaudi, 2012 — una raccolta di testimonianze e documenti che offre un quadro più ampio sulla deportazione politica italiana nei lager nazisti, includendo anche i deportati del 4 gennaio 1944.
Studi specifici sulla deportazione del 4 gennaio 1944
- Iafrate, E. (a cura di) e Guida, E. (ed.), Elementi indesiderabili. Storia e memoria di un “trasporto”: Roma – Mauthausen 1944, Chillemi Editore, Roma, 2015 — una ricerca basata su archivi, testimonianze di famiglia e documentazione originale sulla deportazione dal carcere di Regina Coeli.
Risorse online e archivi
- Deportati4gennaio1944.it — sito con una raccolta di informazioni, nomi e documenti relativi ai deportati di quel trasporto.
- Archivio digitale dell’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti) per materiali, memorie e approfondimenti.
Articoli e contributi storici
- Articoli commemorativi e storici pubblicati su siti di associazioni (ANPI Roma, Shalom) sulla deportazione e sulle iniziative di memoria.
GIANO Public History APS è afferente al CISPH: Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma, all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V ed è stata premiata in qualità di Eccellenza del Terzo Settore dal Presidente della Commissione XII – Turismo, Moda e Relazioni Internazionali di Roma Capitale e dalla Presidentessa della Commissione Patrimonio e Cultura del V Municipio di Roma capitale.
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