a cura redazione Blog GIANO Public History
Tra l’11 e il 12 settembre 1943, Barletta visse due giorni che avrebbero segnato per sempre la sua storia.
In un’Italia sconvolta dall’Armistizio di Cassibile, mentre regnavano caos e incertezza, la città pugliese fu teatro di una delle prime forme di resistenza contro l’occupazione nazista.
Una resistenza breve, ma intensa. E soprattutto, pagata a caro prezzo.
Quando Barletta decise di resistere
Dopo l’8 settembre, le truppe della Wehrmacht iniziarono rapidamente a occupare il territorio italiano e a disarmare i presidi militari.
Anche a Barletta arrivò l’ordine: arrendersi.
Ma non tutti obbedirono.
Tra l’11 e il 12 settembre, militari italiani e cittadini opposero resistenza. Gli scontri furono violenti, soprattutto nei pressi del fiume Ofanto, dove si trovava il caposaldo Cittiglio.
Per alcune ore, Barletta non si piegò.
Il 12 settembre: la rappresaglia
La risposta tedesca fu brutale.
Il 12 settembre 1943, in quella che allora si chiamava Piazza Roma (oggi Piazza Caduti), si consumò uno degli episodi più drammatici della storia cittadina. Dodici uomini vennero condotti in piazza e fucilati:
- 10 vigili urbani
- 2 netturbini
Non erano soldati al fronte. Erano uomini comuni, colpiti come esempio.
Un atto di violenza che oggi è riconosciuto come una delle prime stragi naziste di civili in Italia dopo l’armistizio.
Un bilancio che pesa ancora oggi
Tra combattimenti e rappresaglia, si contarono circa 60 vittime tra militari e civili.
Numeri che raccontano solo in parte il dolore di quei giorni, ma che bastano a comprendere la portata della tragedia.
Una memoria che non si spegne
Oggi Barletta non dimentica. Ogni anno, la città rende omaggio ai suoi caduti con commemorazioni, eventi e momenti di riflessione. Il sacrificio di quei giorni è diventato parte dell’identità collettiva.
Non solo memoria locale: Barletta è stata anche insignita di riconoscimenti ufficiali per il valore dimostrato dai suoi cittadini e dai militari.
Perché questa storia è importante
Quando si parla di Resistenza italiana, spesso si pensa alle grandi città del Nord.
Eppure, episodi come quello di Barletta raccontano un’altra verità: anche il Sud ha resistito.
E lo ha fatto subito.
La storia di questi due giorni ci ricorda che il coraggio non dipende dalla durata di una battaglia, ma dalla scelta di combatterla.
Bibliografia e fonti
Per approfondire gli eventi di Barletta e il contesto storico dell’8 settembre:
- ANPI – Documentazione sulla Resistenza italiana e sugli eventi del 1943
- Istituto Nazionale Ferruccio Parri – Archivi e studi sulla Resistenza e sull’occupazione nazista in Italia
- Comune di Barletta – Materiali istituzionali e commemorativi sull’eccidio del 12 settembre 1943
- Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza di Claudio Pavone (Bollati Boringhieri, 1991)
- Storia della Resistenza italiana di Roberto Battaglia (Einaudi)
- Treccani – Voci dedicate all’armistizio e alla Resistenza
- Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea – Studi e ricerche sul contesto regionale
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