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I Martiri di Fiesole. Sacrificio, Eredità, Memoria

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Fonte: https://www.fibrarte.it/wp/imartiridifiesole/
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975 parole e 6744 caratteri. Tempo di lettura 2 minuti.

Introduzione

L’estate del 1944 vide l’Italia divisa tra occupazione tedesca e Resistenza. A Fiesole, tre giovani carabinieri incarnarono l’essenza stessa del sacrificio: decisero di consegnarsi ai nazisti, pur di salvare dieci civili innocenti. Il loro gesto è diventato simbolo di eroismo, onore e dedizione al bene comune.

Contesto storico

  • Nell’aprile 1944, la stazione dei carabinieri di Fiesole instaurò contatti con la Resistenza, partecipando attivamente con informazioni, armi e azioni di sabotaggio, pur svolgendo le regolari funzioni istituzionali
  • Il 29 luglio, un tragico scontro portò alla morte di Sebastiano Pandolfo e alla cattura di un civile, martirizzati dai tedeschi
  • Il 6 agosto, il vicebrigadiere Giuseppe Amico fu arrestato, ma riuscì a fuggire e unirsi alla Resistenza
  • L’11 agosto, i militi si nascosero nelle “Buche delle Fate” del teatro romano, in attesa di unirsi ai partigiani o scappare

Il sacrificio

  • Il 12 agosto, monsignor Turini e il segretario comunale Orietti informarono i carabinieri che dieci civili erano in pericolo: sarebbero stati fucilati se non si fossero consegnati
  • Decisero allora di presentarsi al comando tedesco: solo Francesco Naclerio fu risparmiato, mentre i tre vennero arrestati, torturati e fucilati nel giardino dell’Albergo Aurora intorno alle 20:30
  • Testimoni raccontano che, prima dell’esecuzione, si abbracciarono e intonarono insieme: “Viva l’Italia!

Eredità e memoria

  • Il loro gesto valse la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, con una motivazione che ne ebbe a lodare il coraggio e l’abnegazione per salvare degli innocenti
  • Nel novembre 1986, papa Giovanni Paolo II pregò al monumento che li ricorda, affermando: «Dobbiamo grande riconoscenza a coloro che… sanno offrire la propria vita per la libertà, per la pace e per la giustizia.»
  • Ogni anno, il Comune e l’Arma dei Carabinieri commemorano il loro sacrificio: nel 2024, la cerimonia dell’80° anniversario ha visto la partecipazione del Ministro della Difesa e di autorità civili e militari

Conclusione

I Martiri di Fiesole erano tre giovani carabinieri, ma sono divenuti simbolo universale di resistenza, coscienza civica e altruismo. Oltrepassano il tempo e restano guida morale per tutti.


Approfondimento storico e contesto della guerra a Fiesole

Fiesole nell’estate 1944
L’11 agosto 1944 Firenze e le colline circostanti erano in fermento. Le forze alleate stavano avanzando dalla linea Gotica, ma la città era ancora occupata dai tedeschi e da milizie fasciste repubblicane. Fiesole, grazie alla sua posizione strategica, era un punto di osservazione privilegiato e ospitava reparti tedeschi che sorvegliavano la valle dell’Arno. La popolazione viveva sotto una tensione costante: retate, coprifuoco e minacce di rappresaglie erano all’ordine del giorno. Molti giovani si univano ai partigiani, ma il rischio per chi restava era altissimo. In questo contesto, anche membri delle forze dell’ordine, come i carabinieri, si trovarono di fronte a scelte morali estreme.

I volti dei Martiri di Fiesole
Alberto La Rocca. Nato a Toscolano Maderno (BS) nel 1924, era il più giovane del gruppo. Descritto come brillante e determinato, amava lo sport e la musica. Si era arruolato nei Carabinieri poco prima dell’armistizio, vivendo il dramma di servire un Paese diviso.

Vittorio Marandola. Originario di Ceccano (FR), classe 1914. Uomo mite e molto legato alla famiglia, aveva già dimostrato coraggio in altre operazioni di servizio. La sua formazione cattolica lo spinse a un forte senso di responsabilità verso i più deboli.

Fulvio Sbarretti. Nato a Gubbio (PG) nel 1917. Era il più esperto del gruppo e spesso fungeva da guida per i colleghi più giovani. Amava la vita all’aria aperta e si distingueva per calma e prudenza, qualità preziose nelle azioni clandestine.

Memoria e luoghi del ricordo

  • Monumento ai Martiri di Fiesole: situato nella piazza principale, ricorda il luogo della fucilazione.
  • Lapide al Teatro Romano: ricorda il rifugio dei carabinieri prima della resa.
  • Museo dei Carabinieri di Firenze: conserva cimeli e documenti originali, tra cui lettere e fotografie.

Commemorazione annuale
Ogni 12 agosto, autorità, cittadini e forze armate si ritrovano per deporre corone e leggere la motivazione della medaglia al valor militare. Un episodio curioso: nel 1986, Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita sostò davanti al monumento e pregò in silenzio, lasciando un mazzo di fiori. Da allora, ogni anno un mazzo viene posto in quello stesso punto.

Onorificenze
I tre i carabinieri sono stati insigniti della medaglia d’oro al valor militare alla memoria con la seguente motivazione:

«Durante la dominazione nazifascista, teneva salda la tradizione di fedeltà alla Patria, prodigandosi nel servizio ad esclusivo vantaggio della popolazione e partecipando con grave rischio personale all’attività del fronte clandestino. Pochi giorni prima della liberazione, mentre già al sicuro dalle ricerche dei tedeschi, si accingeva ad attraversare la linea di combattimento per unirsi ai patrioti, veniva informato che il Comando germanico aveva deciso di fucilare dieci ostaggi nel caso che egli non si fosse presentato al comando stesso entro poche ore. Pienamente consapevole della sorte che lo attendeva, serenamente e senza titubanze la subiva perché dieci innocenti avessero salva la vita. Poco dopo affrontava con stoicismo il plotone di esecuzione tedesco e, al grido di « Viva l’Italia! », pagava con la sua vita il sublime atto d’altruismo. Nobile esempio di insuperabili virtù militari e civili.»
— Fiesole, 12 agosto 1944


Bibliografia essenziale

  • Wikipedia – Martiri di Fiesole: ricostruzione dettagliata dei fatti e contesto storico (Wikipedia).
  • Wikipedia – Alberto La Rocca: testimonianza diretta del sacrificio e del loro ultimo gesto eroico (Wikipedia).
  • Stragi nazifasciste in Italia – PDF: raccolta bibliografica fondamentale sull’episodio (straginazifasciste.it).
  • Italiani in guerra – blog: narrazione emozionale dell’accaduto con citazione di papa Giovanni Paolo II (ITALIANI IN GUERRA).
  • Ministero della Difesa: rapporto commemorativo per l’80° anniversario (Difesa).
  • Film “A testa alta – I martiri di Fiesole”: interpretazione cinematografica dell’evento (Wikipedia, MAURIZIO ZACCARO).


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