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Il 31 luglio 1944 si costituiscono i Gruppi di Combattimento. Tra guerra, scelta e riscatto nazionale

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Roma 24 novembre 1944. Sfilano per la città i Gruppi di combattimento Friuli e Folgore
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di Marco Lodi

Quando, il 23 luglio 1944, il generale Sir Harold Alexander, chiede che vengano costituite due Divisioni italiane si può affermare che finalmente le riserve anglo-americane siano state superate, anche se, da un punto di vista politico, gli Alleati continueranno a cercare di non concedere troppo a chi, sottoposto alle clausole della resa incondizionata, a guerra finita avrebbe potuto pretendere un riconoscimento che alcuni di loro, soprattutto gli inglesi, non erano intenzionati a concedere.

Il generale Alexander aveva necessità di sostituire le truppe francesi, perché queste dovevano sbarcare in Provenza con l’operazione Anvil. D’altra parte, i combattenti del 1° Raggruppamento motorizzato e del Corpo Italiano di Liberazione avevano dato un’ottima prova. È così che il 31luglio 1944 la Commissione Alleata di Controllo autorizza la formazione di sei unità italiane, alle quali viene imposto, il titolo di Gruppi di Combattimento. Essi sono:

  • Gruppo di Combattimento Cremona
  • Gruppo di Combattimento Friuli
  • Gruppo di Combattimento Folgore
  • Gruppo di Combattimento Legnano
  • Gruppo di Combattimento Mantova
  • Gruppo di Combattimento Piceno.

Ogni Gruppo avrebbe dovuto essere costituito da 2 Reggimenti di Fanteria, 1 Reggimento di Artiglieria e 1 Battaglione Misto Genio, con un organico di circa 10.000 uomini per Gruppo. Non venivano assegnate forze corazzate e non era consentito l’inquadramento in un Corpo d’Armata italiano. Inoltre, presso ogni comando di gruppo dovevano essere presenti dei reparti di collegamento britannici, i BLU (British Liaison Unit), con funzione di organi di controllo dell’addestramento e dei servizi amministrativi, e di collegamento con altre formazioni durante i combattimenti.

Tornano così a combattere unità che avevano combattuto in Corsica dall’8 settembre al 4 ottobre 1943 (Cremona e Friuli), e molti volontari del Corpo Italiano di Liberazione e delle formazioni partigiane delle zone liberate (Lazio, Marche, Toscana, Umbria e, poi zona di Imola, ecc.). Inoltre, viene emanato un bando che invita i giovani ad arruolarsi; bando che troverà ampia adesione da parte di quei partigiani che nel nuovo Esercito Italiano vedevano il completamento della lotta da loro intrapresa per l’indipendenza nazionale e per un nuovo ordinamento politico democratico.

Si calcola che il totale dei volontari che vanno a far parte dei Gruppi Cremona, Friuli, Folgore e Mantova (i più numerosi, provenienti dalla Toscana e dalle Marche), abbia raggiunto il numero di 11.000.

In particolare, nel Cremona, per colmare i larghi vuoti degli organici, vengono immesse integralmente, con modalità sbrigative di arruolamento diretto, varie bande partigiane.

«Ciò – scrive il generale Giacomo Zanussi, vicecomandante del Gruppo nel suo libro di memorie – permise di immettere nei ranghi molti volontari, che risolsero la crisi e portarono nei reparti l’ardore del loro spirito agonistico. Anche un po’ di spirito d’insofferenza e d’indisciplina portarono; ma era un neo trascurabile, questo, se si pensa al comandamento che vigeva in quel momento per l’Italia e per tutti noi: far la guerra ai tedeschi e farla nel miglior modo possibile».

I Gruppi erano armati ed equipaggiati con materiale inglese. Ufficiali e sottufficiali erano addestrati all’uso delle armi e all’impiego tattico secondo la regolamentazione inglese. Anche le uniformi erano quelle inglesi. Rimanevano però la bustina, i gradi, le mostrine o gli alamari con le stellette, e sulla spalla sinistra c’era il tricolore con l’emblema del Gruppo.

Con il nuovo armamento, il fucile ’91 è sostituito dall’Enfield 303; vengono dati in dotazione i moschetti automatici Thompson e Sten, il fucile mitragliatore Bren, il mortaio anticarro Piat e i mortai da 50. All’Artiglieria sono dati i cannoni da 17 e 25 libbre e i pezzi contraerei da 50. Nuovi mezzi da trasporto sono i carri cingolati, le jeep americane e le ambulanze. Poiché al Gruppo Mantova saranno assegnati compiti di riserva e il Gruppo Piceno sarà trasformato in centro addestramento complementi, al momento dell’impiego sulla Linea Gotica i Gruppi saranno solo quattro: Cremona, Friuli e Folgore schierati con l’8a Armata britannica, Legnano con la 5a Armata americana.


Autore: Marco Lodi capo tecnico in Telecomunicazioni e laureato in Scienze storiche del territorio e per la cooperazione internazionale (Univ. Roma Tre). Vice direttore Centro Studi e ricerche storiche sulla Guerra di Liberazione (ANCFARGL)
Foto dal volume : Mario Attilio Levi, Il Gruppo di Combattimento Friuli nella Guerra di Liberazione, Ristampa ANCFARGL, 2003
Contatto: marco.lodi@gianophaps.it


Bibliografia

  • ANCFARGL Nazionale, I Gruppi di Combattimento nella Guerra di Liberazione, Atti del Convegno di Studi, Firenze, 1995
  • Giuseppe Mastrobuono, Il Gruppo di Combattimento Cremona nella Guerra di Liberazione, Ristampa ANCFARGL, 2003
  • Mario Attilio Levi, Il Gruppo di Combattimento Friuli nella Guerra di Liberazione, Ristampa ANCFARGL, 2003

Sitografia (Visitato il 22 marzo 2024)

  • Biblioteca ANCFARGL. ATTI DEI CONVEGNI, MONOGRAFIE e pubblicazioni inerenti i REPARTI COMBATTENTI delle Forze Armate regolari (Collegati)
  • ANCFARGL Sezione di Roma, Il Gruppo di Combattimento Cremona nella Guerra di Liberazione (Collegati)
  • ANCFARGL Sezione di Roma, Il Gruppo di Combattimento Friuli nella Guerra di Liberazione (Collegati)

Filmografia
La Guerra di Liberazione dal Primo Raggruppmento Motorizzato, Corpo Italiano di Liberazione e Gruppi di Combattimento. (Dur 5’02” B/N. Voce narrante Florena Iavarone)


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