a cura redazione BLOG Giano PH
Introduzione
Negli anni Ottanta, in un’Italia alle prese con la crisi dell’industria di consumo, il quartiere romano di Tor Sapienza ospitò un tentativo concreto di rilancio produttivo: la costituzione della Vidital. Fondata nel 1985 a Roma da REL e ITT Corporation, l’azienda fu tra le prime in Italia a produrre videoregistratori, grazie a un accordo pubblico‑privato sostenuto dal Ministero dell’Industria (periferiacapitale.org, it.wikipedia.org).
Cenni storici
In origine, il progetto prevedeva l’assorbimento di 750 ex‑dipendenti della Voxson, con un’occupazione dello stabilimento di Pomezia. Tuttavia, la produzione si svolse inizialmente presso l’ex‑sito FACE Standard, sempre collegato a ITT (it.wikipedia.org). Ciò evidenzia un tentativo centrale di rilocalizzazione industriale alla periferia romana, pur con risultati inferiori alle attese.
Impatto urbanistico e socio‑economico
Tor Sapienza, nato tra gli anni Venti e Trenta come borgata operaia, ha avuto momenti di espansione industriale durante il boom economico, ospitando anche Voxson e altri stabilimenti . Con la crisi industriale dagli anni Settanta, il quartiere ha visto un forte declino, un aumento della disoccupazione e la riconversione sociale dell’area, con l’arrivo di migranti e progetti di accoglienza.
L’arrivo della Vidital sembrava un segnale di rinascita economica, eppure, come suggeriscono fonti d’epoca, la produzione rimase modesta, con un organico notevolmente ridotto rispetto ai piani iniziali (it.wikipedia.org).
Il fallimento del progetto Vidital
La concorrenza estera, il limitato volume produttivo e l’organico inadeguato portarono alla vendita del 1989 ai privati di Singapore (Far East Pte Ltd), e il marchio scomparve poco dopo (it.wikipedia.org). Questo evento sancisce l’ennesima fase di disinvestimento industriale nelle periferie italiane, con ricadute negative sull’occupazione locale.
Conclusioni
Il caso Vidital illustra un nodo centrale della storia industriale italiana del XX secolo: il tentativo, spesso abortito, di ricucire le periferie urbane con poli produttivi moderni e sostenibili. Sebbene l’iniziativa si inserisse in una cornice di rilancio nazionale, i suoi risultati limitati testimoniano le difficoltà strutturali di replicare il modello industriale in contesti periferici sottodotati.
Oggi Tor Sapienza vive un passaggio epocale: dalla borgata operaia, attraverso la crisi industriale, verso una periferia multietnica e post‑industriale. Iniziative culturali, sociali e di public history (come il Centenario del quartiere o i laboratori video‑narrativi) puntano a ricostruire un tessuto identitario e produttivo differente (giuliocavalli.net).
Bibliografia
Fonti primarie e articoli d’epoca
- “REL e ITT creano la Vidital”, La Repubblica, 20 settembre 1985 (it.wikipedia.org).
- “La REL aspetta l’arrivo di un nuovo presidente” (Caso Vidital), La Repubblica, 6 settembre 1987.
- “Va a fondo la Voxson costretta a licenziare”, La Repubblica, 11 settembre 1987.
Fonti accademiche e storiche
- Approfondimenti su Tor Sapienza: “Sicurezza in città… il caso di Tor Sapienza”, Ledizioni (it.wikipedia.org, 0-books-openedition-org.catalogue.libraries.london.ac.uk).
- Storia urbana: “Il Tor Sapienza centenario (1923‑2023)”, Giano Public History (gianophaps.it).
- Analisi socio‑urbane: “Tor Sapienza un’analisi storica e urbana”, Giulio Cavalli (giuliocavalli.net).
- Progetti culturali: “Tor Sapienza i‑Lab” (Pianoterra & Antropos Onlus) (fondazionebeta.it).
- Eventi scientifici: “Giornata della Scienza a Tor Sapienza”, Abitare a Roma, 2024 (abitarearoma.it).
Suggerimenti per ulteriori ricerche
- Consultare gli archivi comunali o universitari per documenti sull’accordo REL‑ITT e sulla gestione operativa.
- Intervistare ex‑lavoratori Voxson/Vidital per testimonianze dirette.
- Confrontare il caso Tor Sapienza con altri tentativi italiani simili (es. stabilimenti Lombardi/Piemontesi).
Questo post intende stimolare una riflessione storica e accademica su come i tentativi di rilancio produttivo possono intersecarsi con le dinamiche periferiche, aprendo possibilità (e limiti) di rinnovamento locale.
Dove c’era la VIDITAL ora un Burger King
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