a cura BLOG Giano PH
Dalle origini al primo conflitto

Angelo Galafati nacque a Civitella d’Agliano (VT) il 31 agosto 1897 da Giuseppe (contadino e boscaiolo) e Maria Pettinelli (gentedituscia.it). Durante la Prima Guerra Mondiale si distinse, ricevendo la Medaglia d’argento al valor militare (arteinmemoria.org).
Vita a Roma
Tornato in patria, si scontrò con il fascismo: un episodio noto è del 1923, quando intervenne per difendere il fratello picchiato da fascisti per il garofano rosso al bavero (arteinmemoria.org). In seguito si trasferì a Roma, nel quartiere Pigneto, dove lavorò inizialmente come meccanico ATA in via Prenestina e poi come operaio edile, dopo il licenziamento dovuto al suo rifiuto di aderire al Partito Fascista (arteinmemoria.org).
Resistenza e rete di solidarietà
Dopo l’8 settembre 1943, aderì al Movimento Comunista d’Italia – Bandiera Rossa, partecipando attivamente alla Resistenza. La sua abitazione divenne rifugio per prigionieri alleati (polacchi, russi, belgi, francesi) evasi dai campi di prigionia (arteinmemoria.org). Una delazione (probabilmente di un prigioniero ospitato) portò alla retata della sera del 13 marzo 1944 in via Fortebraccio, durante la quale furono arrestati Angelo e alcuni militari stranieri (arteinmemoria.org).
Arresto e martirio
Condotto a Regina Coeli, fu incluso nella lista per la rappresaglia dopo l’attentato di via Rasella e fucilato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine, insieme a 334 altri civili, militari e perseguitati politici (gentedituscia.it). Il corpo venne riconosciuto da uno dei figli, malgrado recasse gravi mutilazioni (marioavagliano.blogspot.com).
Memoria e riconoscimenti
Negli anni seguenti la sua figura è stata ricordata in numerosi eventi commemorativi, tra cui la cerimonia del 70° anniversario nel marzo 2014 a Viterbo (lacitta.eu). Il 24 marzo 2015 a Roma è stato intitolato il “Giardino Angelo Galafati”, presso la scuola Enrico Toti nel quartiere Pigneto (archivioviscosa.org). A Civitella d’Agliano esiste inoltre un parco pubblico a lui dedicato (gentedituscia.it).
Bibliografia
- ANFIM, Schede dei martiri ardeatini, entry “Galafati, Angelo” – dati biografici e memoria.
- A. La Bella, R. Mecarolo, L. Amadori, Martiri viterbesi alle Fosse Ardeatine. Per non dimenticare, Viterbo, 1996, pp. 123‑127 (gentedituscia.it).
- M. Avagliano, M. Palmieri, Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine. Le storie delle 335 vittime dell’eccidio simbolo della Resistenza, Torino, Einaudi, 2024, pp. 248‑250 (gentedituscia.it).
- ANFIM, Le Fosse Ardeatine (ed. integrale), Roma, 2019 – raccolta di documenti originali e testimonianze (anfim.org).
- Vie e memoria locale: Centro documentazione territoriale Maria Baccante, archivio Viscosa – dettagli storici su retate e solidarietà popolare (archivioviscosa.org).
- Articoli di cronaca: La Repubblica di marzo 2024 (testimonianza della figlia Francesca Galafati) (repubblica.it).
Conclusione
La vicenda di Angelo Galafati è quella di un uomo semplice, animato da profonda solidarietà e coraggio, capace di ergersi come pilastro della Resistenza romana. La sua scelta di non piegarsi al fascismo, il sostegno ai perseguitati, l’impegno per la libertà e il sacrificio fino alla morte lo rendono un simbolo civico e morale di enorme valore, la cui memoria continua a parlare alle nuove generazioni.
GIANO Public History APS è afferente al CISPH. Centro Interuniversitario per la Ricerca e lo Sviluppo sulla Public History, all’Albo della Cittadinanza Attiva e delle Reti Civiche del Comune di Roma e all’Albo delle Associazioni Culturali del Municipio Roma V.
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